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Documento unico di circolazione: altro rinvio

Pubblicato 03 dicembre 2019

Ministero e Pra non riescono a far dialogare i sistemi informatici in tempo reale, per questo slitta ancora l’entrata in vigore.

Documento unico di circolazione: altro rinvio

ANCORA UN RINVIO - Il cosiddetto documento unico che riunisce il libretto di circolazione e il certificato di proprietà, annunciato da una legge del 2015 e disciplinato da una norma del 2017, non arriverà neanche il prossimo 1 gennaio 2020 dopo un primo rinvio previsto l’1 luglio 2018. Dopo mesi di lunghissime e inutili sperimentazioni e dopo la pressione delle associazioni di settore (Unrae, Federauto e Aniasa), un emendamento dell’esecutivo alla legge di bilancio annuncia che non vi sono ancora le condizioni per superare la situazione attualmente in vigore. 

PROBLEMI TECNICI - Un rinvio dovuto ai problemi legati alle difficoltà tecniche nel far dialogare l’Archivio nazionale veicoli (Anv) del Ministero dei Trasporti con il Pubblico registro automobilistico (Pra) gestito dall’Aci. Difficoltà che impediscono l’inserimento immediato dei dati per una nuova nuova carta di circolazione: un’attesa eccessiva e incompatibile per un mercato dell’auto che, nei giorni di picco, supera le 50.000 registrazioni.

ORA SI GUARDA A FINE 2020 - Il risultato è che il documento unico di circolazione e proprietà arriverà nell’arco del prossimo anno. In concreto, se l’emendamento sarà approvato, il ministero delle Infrastrutture fisserà nelle prossime settimane un calendario per l’avvio progressivo della riforma. Che sarà pienamente realizzata, forse, entro l’1 novembre 2020. 



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Ritratto di acterun
3 dicembre 2019 - 11:57
Se il Ministero facesse sue le funzioni del pra togliendole ad un soggetto privato il problema sarebbe risolto. Ma Aci è un poltronificio di non poco conto (Milano insegna) e va tenuto in vita così come va mantenuta la burocrazia che ci frega soldi per far campare gli assistenzialisti della motorizzazione.
Ritratto di stefbule
3 dicembre 2019 - 13:19
11
Paese barzelletta. La motorizzazione di Milano è al collasso perchè mancano collaudatori (si presume). Per le targhe ci sono tempi lunghissimi. Chi compra un'auto, oltre ad aspettare l'arrivo della stessa, deve poi aspettare qualche mese pure per le targhe. Con tutti i soldi che prendono dalle tasse sull'auto dovrebbe essere un posto ultra efficiente, e invece è l'opposto. Nessuno di competenza che indaga su quest'inefficienza?
Ritratto di Blueyes
3 dicembre 2019 - 18:20
1
Una volta ho avuto la sventura di fare una pratica direttamente in Motorizzazione, uno sfacelo totale. Avete presente Patty e Selma dei Simpson? Uguale. La verità come hanno detto altri è che l'Italia è uno stipendificio, zavorrata da gente che incassa, ma non lavora e questo si vede in milioni di cose, non ultimo i ridicoli costi per i passaggi di proprietà per centinaia di Euro.
Ritratto di treassi
3 dicembre 2019 - 19:37
Il 3 mondo è qui...
Ritratto di herm52
4 dicembre 2019 - 13:58
E' il sistema organizzativo (comprese le mafie) medioevale Borbonico delle due Sicilie che è dilagato in tutta Italia come un cancro portato a suo tempo al Nord da dirigenti capaci di rubare lo stipendio molto cospicuo senza esporsi alle responsabilità.