Emmanuel Macron è il primo presidente della Repubblica Francese ad aver viaggiato su un’auto di rappresentanza costruita in Italia. Si tratta della nuova crossover di lusso elettrica DS Nº8, con cui ieri l’inquilino dell’Eliseo ha presieduto la giornata di celebrazioni in ricordo dell’Armistizio dell’8 maggio 1945, che segnò la sconfitta della Germania nazista e la fine della seconda guerra mondiale.

A prima vista, quella presidenziale potrebbe sembrare una DS Nº8 qualsiasi, ma molte sono le differenze con le “sorelle” costruite nella fabbrica del gruppo Stellantis di Melfi (PZ) e attese nelle concessionarie italiane il prossimo settembre. Se la base meccanica dell’auto, ereditata dalla “cugina” Peugeot 3008, non cambia, l’allestimento è “su misura” e rivela una particolare attenzione ai dettagli. Qualche esempio? L’intarsio di vera paglia nella plancia e l’utilizzo di raso e tessuti plissettati per i rivestimenti dei pannelli interni e di pregiata pelle e Alcantara per i sedili. La carrozzeria, verniciata in un elegante blu cangiante, è blindata ed è caratterizzata da una mascherina che si illumina con i colori del tricolore francese e da supporti portabandiera nei paraurti anteriori. La blindatura è opera di Centigon, produttore francese di veicoli di sicurezza realizzati su misura.

Nel 2014, con la scorporazione dalla casa madre Citroën, DS è diventato un marchio a sé, ma questa sigla ha un significato assai più antico e racconta di un lungo rapporto tra la casa parigina e la Presidenza della Repubblica Francese. Un lungo rapporto scandito anche da fatti ed episodi entrati nell’immaginario collettivo, come l’attentato al presidente Charles de Gaulle a Petit-Clamart, nell’agosto del 1962. La sua Citroën DS 19 nera, che aveva acquistato di tasca sua, fu colpita da diverse raffiche di mitra: il generale se la cavò grazie a un quadretto in cui era incorniciata una fotografia della figlia Anne, che deviò e smorzò un proiettile diretto a lui, ma anche per merito del suo autista e della sua berlina, che grazie alle sospensioni idropneumatiche riuscì a sgattaiolare via pur con due gomme forate. Dopo l’agguato di Petit-Clamart, De Gaulle, che fino a quel momento era stato contrario, acconsentì a rinnovare il parco auto della presidenza con una Citroën DS blindata, che tuttavia utilizzò solo tre volte, preferendo, per i suoi spostamenti quotidiani, la nuova DS 21 che nel frattempo aveva acquistato nella sua concessionaria di fiducia.















































