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Due iniziative per cambiare il Codice della Strada

14 maggio 2019

Il Parlamento e il governo hanno avviato due procedure diverse per arrivare a un nuovo Codice. Difficile fare previsioni sugli sviluppi e sui tempi di approvazione.

Due iniziative per cambiare il Codice della Strada

NON PARTE BENE - Gli ingorghi sono uno dei problemi più diffusi per la circolazione stradale e si direbbe che i legislatori vogliano che anche la stessa regolamentazione della strada viva il suo bravo ingorgo. Sono infatti due i processi legislativi avviati per arrivare a cambiare il Codice della Strada. Da un lato c’è l’iniziativa parlamentare che mette mano a una settantina di articoli, dall’altra il governo ha avviato l’iter per il varo di una legge delega mirante a rivedere il Codice. E non è che si possa sperare che i due procedimenti vadano a incontrarsi dando luogo a una auspicabile sintesi: le leggi parlamentari e i decreti legislativi (che sono lo sbocco delle leggi delega) hanno percorsi e tempi completamente diversi. Dunque sono da registrare i segnali di una apparente volontà di ammodernare la normativa che regola l’andare per strada, ma contemporaneamente non si può che avere dubbi e incertezze sui reali sviluppi di tale volontà.

DUE CANTIERI APERTI - In particolare, la commissione Trasporti della Camera dei deputati ha varato il testo della legge che mira a introdurre numerose modifiche al Codice, e sulla base dei tempi previsti dalle procedure di legge, nella seconda metà di giugno dovrebbe iniziare il confronto parlamentare in assemblea per l’approvazione. Per quel che riguarda la legge delega voluta dal governo, c’è da dire che l’istituto della legge delega è utilizzato per l’elaborazione di norme molto complesse (come è, o sarebbe, un codice della strada completamente nuovo, quindi non basato sull’introduzione di modifiche e aggiunte). E se la discussione in assemblea non è certo rapida per l’inevitabile allargamento della discussione, da vivere nei due rami del parlamento, la via della legge delega è ancora più complessa, perché richiede una ben precisa serie di passaggi con tempi stabiliti dalla legge. Il tutto per arrivare all’emanazione della nuova normativa sotto forma di decreto legislativo emesso dal Presidente della Repubblica.

I CONTENUTI PREVISTI - Chiarito che la carne al fuoco è davvero tanta (appunto sino ad avere due… fornelli accesi) si possono citare alcune delle novità che sono previste. Se la legge delega contiene per sua natura solo indicazioni di massima (sulla base di cui il governo deve elaborare la normativa definiva e articolata, rispettando numerosi passaggi di confronto con le commissioni parlamentari e con soggetti non parlamentari), il disegno di legge destinato a essere messo in discussione all’assemblea della Camera dei deputati probabilmente nella seconda metà di giugno punta a introdurre diverse novità. 

CICLISTI E NUOVI VEICOLI - Tra le cose che sono sul tappeto se ne segnalano diverse che riguardano i soggetti definibili più deboli: per esempio i ciclisti e i pedoni. Per i ciclisti si parla di regolamentazione dell’andare in contromano e dell’obbligo di una distanza minima (1,5 metri) da rispettare per sorpassarli. Sul fronte dei pedoni è di notevole rilievo normativo l’introduzione di una nuova tipologia di strada: la “strada scolastica”, termine con cui si intende classificare dei determinati percorsi interessati dal transito dei ragazzi che vanno ed escono da scuola. Ciò per avere regole specifiche volte a rendere più sicure quelle strade. Ancora nell’ambito delle categorie meno forti, le nuove norme dovrebbero introdurre la regolamentazione della presenza di skate board, monopattini, pattini a rotelle, segway, hoverboard, monoruote e via discorrendo. E mettendo mano a una normativa che ne regoli il comportamento, pare inevitabile che ne vengano anche definite le caratteristiche.

IN AUTOSTRADA CON LE 125 - Altra novità significativa dovrebbe essere l’apertura dell’accesso in autostrada per i motocicli ci cilindrata inferiore ai 150 cc (come prevede la normativa attuale). Il nuovo limite sarebbe abbassato a 125 cc. Questa apertura sarebbe però riservata ai maggiorenni con patente B o che abbiano conseguito la patente A1 o A2 da almeno due anni. E a proposito di autostrada, va detto che il ventilato innalzamento dei limiti di velocità (si era parlato di 150 km/h) non è previsto. 



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Ritratto di Ivan92
14 maggio 2019 - 12:07
8
Finalmente hanno eliminato la legge obsoleta che vietava l'accesso in autostrada alle motociclette con cilindrata inferiore ai 150 cc senza rendersi conto che una motocicletta 125 cc 2t era in grado di raggiungere anche velocità superiori ai 160 km/h mentre un vecchio scooter 150 cc a fatica riusciva a tenere i 90 km/h. Da ex possessore di una moto 125 cc posso assicurarvi che in autostrada non hai nessun problema,io la utilizzavo quotidianamente visto che in Svizzera (e nella quasi totalità delle nazioni europee) era legale, oltre a questo nel 2011 ho fatto un viaggio dalla Svizzera alla Serbia usando le autostrade italiane e viaggiando a velocità di 120-130 km/h senza alcun problema, nel 2014 invece con la stessa moto ho fatto un viaggio dalla Svizzera alla Romania utilizzando sempre le autostrade italiane e viaggiando alla stessa velocità, se al posto dell'autostrada avessi usato le strade extraurbane probabilmente solo per raggiungere Trieste o Gorizia avrei impiegato il triplo del tempo. Eventualmente sarebbe molto più sensato limitare l'accesso in autostrada in base ai kW e non alla cilindrata. Ciò che il codice della strada italiano invece non regola con la dovuta serietà sono i livelli delle sanzioni degli eccessi della velocità e dell'alcolemia. Nel primo caso si mette sullo stesso piano qualcuno che viaggia a 90 km/h dentro un centro abitato dove ci sono incroci, passaggi pedonali, ciclisti e altri mille pericoli con chi magari viaggia a 170 km/h su un autostrada unidirezionale a più corsie, con traffico scarso e ottima visibilità, sarebbe il caso di punire di più le infrazioni sulle strade urbane e rendere più leggere le sanzioni sulle autostrade. Inoltre è veramente insensato aumentare la multa durante le ore notturne, cioè proprio nelle situazioni dove c'è minor densità di traffico e quindi è meno pericoloso viaggiare sopra i limiti su un autostrada spesso deserta. Riguardo all'alcolemia la legge mette sullo stesso piano chi magari ha un 0,51 g/litro con chi ha un 0,79 g/litro e cosa ancora più grave chi ha un 0,81 g/litro con chi magari ha un 1,49 g/litro, direi che le proporzioni sono assolutamente da aggiustare. Per quanto mi riguarda potrebbero mettere il limite pure a 0,00 g/litro perchè quando si guida non si beve però mi da comunque fastidio vedere due persone che hanno bevuto quantità nettamente diverse di alcolici venirè sanzionati nello stesso modo (lo 0,81 g/litro = 1,49 g/litro è il più eclatante). Infine è veramente una delusione il fallimento dell'innalzamento del limite autostradale a 150 km/h, questo limite autostradale sarebbe stato semplicemente un adattamento corretto alle attuali tecnologie automobilistiche, se pensate che 40 anni fa una Mercedes 240 del 1977 era autorizzata a viaggiare a 140 km/h mentre oggi una Mercedes E 63 AMG da 612 cv con la frenata automatica, il mantenimento della corsia e l'avviso per l'angolo cieco deve viaggiare a 10 km/h in meno allora è palese che i 150 km/h non sono solo un limite corretto per le attuali tecnologie, ma sono il minimo che si potrebbe legalizzare sulle autostrade (cioè statisticamente le strade più sicure di tutte dove avviene meno del 15% degli incidenti mortali).
Ritratto di DavideK
14 maggio 2019 - 15:52
Considerazioni condivisibili e di buon senso.
Ritratto di Robx58
14 maggio 2019 - 12:39
12
@Ivan92 . Infatti i 150 km/h sono il minimo che si possa tenere in autostrada, ma siccome chi fa le leggi in Italia non ha neppure la patente, non sa cosa sia viaggiare a passo di camion, su Youtube ci sono dei video che dimostrano come sia normale e sicuro viaggiare a velocità anche superiori ai 150 km/ in Germania, dove in alcune autostrade non ci sono limiti, e non mi sembra si verificano più incidenti che qui in Italia. Uno dei tanti video l'ho preso come esempio, eccolo. ://youtu.be/bwEQZn4L88I
Ritratto di Ale767
14 maggio 2019 - 18:48
1
Pienamente d'accordo, le persone acculturate automobilisticamente riescono a viaggiare alle alte velocità toccando anche punte di 309 km/h senza mai mettere in pericolo gli altri https://www.youtube.com/watch?v=hQV3TGDZo2U con delle auto capaci di fermarsi da 150 km/h in soli 74,9 metri (tutto dimostrato nell'articolo Pirelli del 10 maggio). Purtroppo però siamo una minoranza, qua si preferisce viaggiare a 130 km/h tutti in fila indiana nella corsia di sorpasso a 10 metri uno dall'altro e con la corsia destra libera, e puntualmente alla prima frenata parte un tamponamento a catena di 10-15 macchine perché metà non teneva la distanza di sicurezza mentre l'altra metà giocava col tablet.
Ritratto di Er sentenza
14 maggio 2019 - 12:46
Tutte proposte fatte da incompetenti che viaggiano con l'autista. In Italia servono multe serie ed in base alla professione(visto che in base al reddito e' impossibile). Meno autovelox e ztl che incidono zero sulla sicurezza e sono solo una tassa comunale e piu' controlli delle forze dell'ordine. Fermare chi non e' assicurato, chi guida senza patente, chi non ha la revisione, chi parla al telefono. Multe pesantissime a quelli che superano la colonna al semaforo, ai maiali che buttano sigarette a fazzoletti dal finestrino, ai quelli che viaggiano di notte con abbaglianti o fendinebbia accesi a caso. Tolti questi incapaci dalle strade hai risolto il 90% dei problemi. Ma loro, dietro ogni riforma, cercano solo soldi
Ritratto di studio75
14 maggio 2019 - 13:14
5
Mi sembrano proposte inutili. Il buon senso già ci diceva di fare attenzione vicino le scuole (andrebbe semplicemente chiuso al traffico il tratto di isolato negli orari di entrata e uscita dei ragazzi) e di non superare a pelo i ciclisti.
Ritratto di ammazza58
14 maggio 2019 - 20:21
i ciclisti devono imparare a usare le piste ciclabili , cosa molto difficile a fargliela capire.
Ritratto di rebatour
15 maggio 2019 - 09:39
Quando ho preso la prima patente (1962), dicevano di lasciare al ciclista lo spazio per cadere; adesso bisogna scendere e misurare col metro se ci sono 150 cm.
Ritratto di christian perathoner
14 maggio 2019 - 15:41
i 125 in autostrada vanno bene a Roma sul grande raccordo anulare, ma voglio vedere la vespa 125 sull'autobrennero. in salita a 75 km/h e dietro un interminabile colonna di tir che non possono superare, perchè c'è il divieto di sorpasso. il 125 sull'autobrennero è comunque da suicida.
Ritratto di rebatour
15 maggio 2019 - 09:41
Devi vedere sulla A2 in Svizzera!
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