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E_mob, tre giorni per la svolta elettrica

26 settembre 2018

A Palazzo Lombardia di Milano dal 27 al 29 settembre si tiene la seconda edizione della Conferenza nazionale della mobilità elettrica.

E_mob, tre giorni per la svolta elettrica

CONTRARI E FAVOREVOLI - L’avvento delle auto elettriche ha acceso il dibattito tra contrari e favorevoli alla transizione tecnologica. Per i primi le vetture a batterie sono costose, hanno autonomia ridotta e tempi di ricarica troppo lunghi. Inoltre, il presunto vantaggio ambientale allo scarico sarebbe vanificato dal superiore impatto durante la fase di produzione, in particolare per le batterie, elementi problematici anche per lo smaltimento a fine vita. A contrastare le tesi degli scettici sono gli attori che dal 27 al 29 settembre 2018 si ritrovano a Palazzo Regione di Milano per e_mob, la Conferenza Nazionale della Mobilità Elettrica voluta per promuovere la diffusione dei veicoli a emissioni zero. 

IL RIUSO E RICICLO DELLE BATTERIE - I promotori della rassegna e_mob ammettono le critiche e dichiarano di organizzare l’evento proprio per superare gli attuali limiti dei veicoli a batterie. La ragione della scelta è prettamente ambientale. In tema di batterie, l’idea è che l’evoluzione tecnologica consentirà di ridurre l’impatto produttivo, mentre per la fine vita si pensa al riutilizzo come sistema di accumulo e al riciclo delle materie prime. Argomento, quest’ultimo, sul quale Cobat presenterà una tecnologia, sviluppata in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e Politecnico di Milano, per rendere ambientalmente ed economicamente sostenibile per il riuso e il riciclo delle batterie al litio. 

LA RIDUZIONE DEI GAS SERRA - Molto più rilevanti sarebbero i vantaggi dell’assenza di emissioni allo scarico. A livello climatico, la diffusione delle auto elettriche contribuirebbe a raggiungere l’obiettivo fissato dall’Unione Europea con l’Accordo di Parigi di ridurre entro il 2030 le emissioni di gas serra del 40% rispetto al 1990, percentuale che per il settore trasporti è fissato a -35,3%. Un taglio considerato necessario dagli esperti dei cambiamenti climatici per evitare un surriscaldamento globale superiore ai 2 gradi, ritenuto “invalicabile” per limitare gli eventi meteorologici estremi. Un obiettivo raggiungibile con la conversione elettrica del parco auto come dimostrebbe il grafico con riportate le emissioni equivalenti di CO2 per ogni tecnologia calcolate in base al sistema WTW (well to whell, dal pozzo alla ruota), ossia comprensiva non solo delle emissioni di scarico, ma pure di quelle rilasciate durante l’intero ciclo produttivo del carburante, dall’estrazione, alla trasformazione e al trasporto. 

emissioni di co2 per tecnologie auto

LIBERARE LE CITTA’ DALLO SMOG - Un contributo più consistente arriverebbe dall’abbattimento degli inquinanti in città, responsabili secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente di 80.000 decessi prematuri all’anno in Italia. Smog in parte dovuto proprio ai gas di scarico dei veicoli. Secondo uno studio riportato da Utilitalia al traffico urbano sarebbero da imputare il 50% delle emissioni di NO2 (biossido di azoto) e il 13% di quelle di PM2.5 (particolato fine). Principali responsabili sarebbero i mezzi diesel e quelli più vecchi, come i 6 milioni di Euro 3 e i 9 milioni di modelli Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 ancora in circolazione. Il tale contesto, il rinnovo del parco auto con modelli a batterie potrebbe risultare determinate per migliorare la qualità dell’aria. 

emissioni inquinanti per tecnologia auto   fonte rse

IL RADUNO DI AUTO ELETTRICHE - L’intento dei promotori di e_mob, dunque, è ideare soluzioni efficaci per risolvere le criticità della tecnologia elettrica e fare emergere gli aspetti ambientali positivi. Obiettivo perseguito con le tre giornate della seconda edizione della Conferenza Nazionale della Mobilità Elettrica. La prima, dedicata alle istituzioni, porterà alla firma della Carta Metropolitana della Mobilità Elettrica, un documento promosso dai Comuni di Milano, Bologna, Firenze, Torino e Varese, e sottoscritto da oltre 100 amministrazioni con più di 20.000 abitanti, contenente soluzioni pratiche per rendere i Comuni a misura dei veicoli a batterie. Il 28 settembre è la volta della giornata tecnico-scientifica con i responsabili di atenei, associazioni, centri di ricerca e aziende del comparto energetico a confrontarsi su come rendere più semplici, veloci ed economiche le ricariche e a risolvere le altre questioni tecniche. La giornata conclusiva di sabato 29 settembre è all’insegna della condivisione della cultura elettrica con il grande pubblico. Agli oltre 100 possessori di veicoli elettrici attesi per il raduno si potranno chiedere direttamente pregi e limiti del viaggiare a emissioni zero, mentre nei convegni i relatori illustreranno gli incentivi diretti ed indiretti in vigore per la mobilità elettrica e le prospettive per il futuro. In programma ci sono pure la presentazione di libri e del “Manifesto della mobilità elettrica” di Adiconsum. A completare l’evento è l’area esterna con l’esposizione di veicoli elettrici, tra i quali i modelli di BMW, Citroën, Peugeot, Renault, Nissan e Tesla. 



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Ritratto di Mbutu
27 settembre 2018 - 08:36
Chissà se quelli che "è solo spostare l'inquinamento da un'altra parte" o "produrre corrente inquina come millemila fabbriche" si renderanno conto che forse non ci avevano capito molto.
Ritratto di v8sound
27 settembre 2018 - 11:01
Sono sicuro invece che tu ne hai capito molto, tutto. Complimenti. Personalmente alle fiere dell'ipocrisia preferisco un raduno di auto storiche. Questione di gusti.
Ritratto di Mbutu
27 settembre 2018 - 23:04
Chissà cosa ci sarà di ipocrita nel constatare i dati ...
Ritratto di v8sound
27 settembre 2018 - 23:29
Non era rivolto a te l' "ipocrita. Ti invito a rileggere. Comunque, nel merito: i dati di chi? Di chi organizza eventi per promuovere l'EV? Perché nessuno ne organizza per il biometano? (guardati il grafico) E l'impatto delle batterie produzione / smaltimento lo danno già per assodato che sia "pulito"?
Ritratto di Mbutu
28 settembre 2018 - 10:38
Il perchè nessuno organizzi eventi pro biometano lo ignoro. Comunque ben vengano. E ben vengano anche studio e sviluppo di quella tecnologia. Perchè non è che la strada debba essere una sola. Ma è altrettanto verò che non è che visto che non tutte le strade vengono percorse allora non ci si debba proprio muovere e tenersi i naftoni. Riguardo a produzione/smaltimento delle batterie: no, non è pulito. Ma neppure produrre e smaltire marmitte o fap lo è. Però posso ricordarti una ricerca di Renault che su un suo modello con le tre motorizzazioni (diesel, benzina ed elettrica) dimostrò come nell'intero ciclo di vita dalla produzione alla demolizione l'elettrica fosse la meno inquinante. Inquinare meno e "distribuire" l'inquinamento in maniera più omogenea sono dei successi, non ipocrisia.
Ritratto di v8sound
28 settembre 2018 - 11:50
Con tanti se e ma, peccato che lo stesso Tavares abbia espresso perplessità sullo sviluppo dell'elettrico ed abbia anzi invitato gli enti ad addebitarsi la "responsabilità scientifica" di questo indirizzo...
Ritratto di vasgiu1
27 settembre 2018 - 14:26
Mi dispiace ma non ha capito proprio niente di tutto. L’obiettivo è quello di non inquinare che si può raggiungere già inquinando meno. Le auto elettriche non inquinano durante il loro utilizzo. Quindi se lei viaggia in elettrico non inquina. Poi anche tutto il resto deve essere fatto in maniera da non inquinare ma questo non è un problema suo ma di chi opera nel settore. Lei faccia la sua parte e non trovi mille motivi o giustificazioni per continuare ad inquinare come sta facendo e ha sempre fatto da una vita.
Ritratto di v8sound
27 settembre 2018 - 15:15
Guardi, non perdo neanche tempo a risponderle, visto l'acume che trasuda dal suo commento.
Ritratto di otttoz
27 settembre 2018 - 16:47
Per agevolare la mobilità sostenibile occorre defiscalizzare il fotovoltaico e i veicoli elettrici.
Ritratto di domi2204
28 settembre 2018 - 15:56
il fotovoltaico è incentivato e come, lo paghiamo noi in bolletta, altrimenti avendo una efficienza ridicola nessuno l'avrebbe mai messo, chi lo ha fatto lo ha fatto solo per il contributo del GSE.
Ritratto di domi2204
28 settembre 2018 - 15:53
Si vedrà, si troverà, si avranno nuove tecnologie per lo smaltimento ed il riutilizzo, bene quindi al momento non ci sono è tutto qui il problema, mi sovviene la massima se fossi, se avessi e se potessi che eran tre fxxxx..... Ci vogliono soluzioni pronte, affidabili ed economiche altrimenti ai voglia di fare fumo, sono 150 anni che la locomozione elettrica è disponibile, ma purtroppo sono altrettanti anni che non si riesce a superare il problema dello stoccaggio dell'energia, meno chiacchiere e più fatti, ci vuole un tempo di ricarica ragionevole, meno di 30 minuti ed almeno 500 km di autonomia, altrimenti è aria fritta.

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