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EasyRain, una soluzione contro l'aquaplaning

07 settembre 2016

Si chiama EasyRain ed è un sistema da montare sul paraurti, che elimina lo strato d’acqua prima che le ruote ci “galleggino” sopra.

EasyRain, una soluzione contro l'aquaplaning

GETTO MIRATO - Il fenomeno dell’aquaplaning rappresenta ancora oggi una minaccia fra le più temute dagli automobilisti: i pneumatici non riescono a smaltire l’acqua in eccesso presente sull’asfalto e “galleggiano” , causando una perdita di aderenza che rende l’auto difficilmente controllabile. La società friulana Esay Rain è al lavoro dal 2014 su un dispositivo che contrasta l’aquaplaning che si attiva in maniera automatica e indirizza un getto di fluido sull'asfalto per evitare la formazione del velo d’acqua: in questo modo, secondo l’azienda, le ruote possono mantenere il loro contatto con il suolo anche quando si percorre un  tratto di strada molto bagnato.

ANCHE A RUOTE STERZATE - Easy Rain si avvale dei sensori già a bordo delle automobili e riconosce quando l’auto viaggia su strada bagnata. Prevede una centralina di controllo, un serbatoio contenente il liquido e un sistema pneumatico e idraulico, i cui terminali sono ugelli montati davanti alle ruote anteriori: questi spruzzano un getto ad alta pressione e disperdono così lo strato d’acqua sull’asfalto, facilitando il compito alle scanalature presenti sul battistrada dei pneumatici. Gli ugelli possono ruotare per coprire una superficie più ampia quando l'auto stra affrontando una curva. Il primo prototipo di EasyRain risale al 2015, quando l’azienda ha dato inizio alle prove in circuito e ottenuto le prime risposte positive. L’evoluzione del sistema continuerà anche nel 2016 e nel 2017. 

UTILE PURE AGLI AEREI - Il termine fluido è stato scelto per motivi legati al brevetto, ma gli ugelli possono spruzzare anche solo acqua: l’azienda, che abbiamo contatto, si è detta sorpresa dai risultati ottenuti in questo modo. Ad oggi la Easy Rain ha depositato un brevetto, un secondo è in fase di approvazione e un terzo verrà richiesto nei prossimi mesi. EasyRain verrà presentato fra pochi ad Automechanika la fiera specializzata in componentistica per l'automobile che si tiene a Francoforte e sarà mostrato ai big del settore, che siano case automobilistiche o società nel ramo della componentistica. Le sue potenzialità, del resto, non si limitano al mercato delle auto: il sistema può essere utilizzato anche in ambito aeronautico, in particolare su piste d’atterraggio secondarie, dove gli aeri manifestano rischi maggiori. Il fluido può servire inoltre per pulire le strade o per rompere uno strato di brina.



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Ritratto di xtom
7 settembre 2016 - 17:56
Molto interessante. Se lo si attiva sull'asciutto, si può bagnare l'asfalto e facilitare il drift :)
Ritratto di domi2204
7 settembre 2016 - 18:31
Ma qualcuno pensa prima di scrivere, mettiamo che faccio un viaggio di 100 km con pioggia battente, cosa tra l'altra capitatami, son l'easy rain cosa dovrei avere come serbatoio una cisterna trasporto liquidi come quelle del trasporto carburanti a traino?
Ritratto di bravehearth
8 settembre 2016 - 10:13
Ma su un viaggio di 100 km quante volte ti capita di fare aquaplaning? Dopo che ti capita la prima volta, il sistema ti ha parato il c|_|lo e ti ha avvisato e tu rallenti. Il vero problema è il peso di questi sistemi, ammesso che funzionino. Comunque non darei la colpa alla redazione. Loro riportano una notizia.
Ritratto di mgiver
8 settembre 2016 - 15:23
Se piove... acqua non manca. credo che il sistema si ricarichi ad acqua piovana, non serve che sia distillata per smuovere quella della pozzanghera. il sistema si dovrebbe attivare in concomitanza con ESP, tergicristallo e qualche altro controllo.
Ritratto di domi2204
8 settembre 2016 - 20:34
secondo me il sistema è una caxxta pazzesca, per l'acquaplaning bastano gomme in ordine e prudenza.
Ritratto di KlausK
7 settembre 2016 - 20:20
quindi fatemi capire, ci dovrebbe essere un sensore che distingue fra semplice strada bagnata, che comunque assicura una certa aderenza e strada con un velo d'acqua ? Come giustamente scrive domi2204, se si viaggia per lunghe percorrenze, che si fa? I sistemi per evitare l'aquaplanning sono: realizzare strade a schiena d'asino, canali di scolo, tappare immediatamente crepe e buchi, asfalti drenanti ad alta aderenza. Il resto la fa il guidatore
Ritratto di piac
8 settembre 2016 - 10:06
potrebbero utilizzare aria compressa piuttosto...sempre che effettivamente il fluido di cui parlano non sia proprio aria..è pur sempre un fluido...
Ritratto di piac
8 settembre 2016 - 10:10
certo in un momento storico in cui si cerca di contenere sempre più i consumi si tratterebbe di un ulteriore assorbimento energetico per far funzionare il dispositivo...
Ritratto di Dr.Torque
8 settembre 2016 - 11:00
credo proprio che sia come dici tu, o almeno io lo farei così. L'aria c'è sempre e non ha bisogno di essere stoccata sul veicolo. Basta un compressore, un recipiente in pressione ed un sistema di controllo. Anche perché usare un getto d'acqua per eliminare l'acqua suona un po'... strano.
Ritratto di lucios
8 settembre 2016 - 11:27
4
MA dovrebbe avere un serbatoio abbastanza grande per contenere il fluido. Che a quanto pare sarebbe acqua!
Ritratto di baldassarre
8 settembre 2016 - 14:15
Ma quelli che arrivano dopo si troveranno la strada ancor più bagnata. Inoltre se il solito sbadato mette nel serbatoio acqua sporca di sostanze anche solo un po' oleose cosa accade? Quando piove, meglio ridurre la velocità.
Ritratto di steves
8 settembre 2016 - 15:44
Questo sistema non mi convince. Sto viaggiando in una statale a 80 Km/h e sto per affrontare una leggera curva e la strada e leggermente in discesa per poi rilasire più avanti, tipo una cuneetta molto lunga. Mi trovo una pozza d'acqua alta parecchi centimetri che destabilizza la vettura. ma tenendo saldo il volante e riducendo lentamente la velocità scampo il pericolo. Non ci credo che degli spruzzini davanti alla macchina servano a qualcosa. Come fanno a contrastare una pozza d'acqua di 8 cm?
Ritratto di Sarkio
9 settembre 2016 - 01:55
Ah e allora ti compri un kia sportage ma lo stesso non puoi guadare il Nilo. Come facciamo? Ovvio che se vedi un lago come dici rallenti e non pretendi di dividere le acque e passarci con tutto il popolo ebraico
Ritratto di orsogol
8 settembre 2016 - 16:01
1
Mi sembra che i molti interrogativi suscitati indichino che le notizie come queste dovrebbero essere corredate da maggiori dettagli tecnici, altrimenti non si capisce. Per quel che capisco io, penso che il nocciolo del dispositivo sia il sistema che consente di riconoscere lo spessore dell'acqua presente sul manto stradale e che attiva gli spruzzi solo quando si supera un certo numero di mm., altrimenti ha ragione chi dice che ci vorrebbe un'autocisterna...Non condivido invece chi eccepisce discorsi di peso e costi: l'acquaplaning è un fenomeno tanto insidioso che nemmeno i piloti di F.1 riescono a scamparla, quindi per salvare la pelle ben venga qualche chilo in più e qualche centinaio (?) di euro.
Ritratto di Sarkio
9 settembre 2016 - 02:10
Menomale che almeno tu ne capisci, non sono i dettagli tecnici carenti, sono loro che si esaltano a saccenti quando poi sanno (forse) aprire giusto lo sportello. Cosa c'è di difficile da capire che sarebbe un congegnetto che ti salva una tantum, come la cintura, che non rimane acceso 100 km (e se anche fosse basta un bocchettone qualunque sul muso dell'auto per caricare il serbatoio) e che non puoi attraversarci l'oceano? A me sembrano i normali limiti di un dispositivo di sicurezza
Ritratto di caronte
12 novembre 2016 - 15:57
Un interessante tecnologia.

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