GETTO MIRATO - Il fenomeno dell’aquaplaning rappresenta ancora oggi una minaccia fra le più temute dagli automobilisti: i pneumatici non riescono a smaltire l’acqua in eccesso presente sull’asfalto e “galleggiano” , causando una perdita di aderenza che rende l’auto difficilmente controllabile. La società friulana Esay Rain è al lavoro dal 2014 su un dispositivo che contrasta l’aquaplaning che si attiva in maniera automatica e indirizza un getto di fluido sull'asfalto per evitare la formazione del velo d’acqua: in questo modo, secondo l’azienda, le ruote possono mantenere il loro contatto con il suolo anche quando si percorre un tratto di strada molto bagnato.
ANCHE A RUOTE STERZATE - Easy Rain si avvale dei sensori già a bordo delle automobili e riconosce quando l’auto viaggia su strada bagnata. Prevede una centralina di controllo, un serbatoio contenente il liquido e un sistema pneumatico e idraulico, i cui terminali sono ugelli montati davanti alle ruote anteriori: questi spruzzano un getto ad alta pressione e disperdono così lo strato d’acqua sull’asfalto, facilitando il compito alle scanalature presenti sul battistrada dei pneumatici. Gli ugelli possono ruotare per coprire una superficie più ampia quando l'auto stra affrontando una curva. Il primo prototipo di EasyRain risale al 2015, quando l’azienda ha dato inizio alle prove in circuito e ottenuto le prime risposte positive. L’evoluzione del sistema continuerà anche nel 2016 e nel 2017.
UTILE PURE AGLI AEREI - Il termine fluido è stato scelto per motivi legati al brevetto, ma gli ugelli possono spruzzare anche solo acqua: l’azienda, che abbiamo contatto, si è detta sorpresa dai risultati ottenuti in questo modo. Ad oggi la Easy Rain ha depositato un brevetto, un secondo è in fase di approvazione e un terzo verrà richiesto nei prossimi mesi. EasyRain verrà presentato fra pochi ad Automechanika la fiera specializzata in componentistica per l'automobile che si tiene a Francoforte e sarà mostrato ai big del settore, che siano case automobilistiche o società nel ramo della componentistica. Le sue potenzialità, del resto, non si limitano al mercato delle auto: il sistema può essere utilizzato anche in ambito aeronautico, in particolare su piste d’atterraggio secondarie, dove gli aeri manifestano rischi maggiori. Il fluido può servire inoltre per pulire le strade o per rompere uno strato di brina.















