È CERTAMENTE UN COMPROMESSO al ribasso quello raggiunto, alla fine di ottobre, tra la commissione per l’industria dell’Unione europea e i 28 paesi membri: la stretta sui test di omologazione delle auto con motore a gasolio ci sarà, nel senso che da settembre 2017 alle prove in laboratorio si affiancheranno quelle (più realistiche, si spera) effettuate su strada. Ma i limiti, per queste ultime, saranno di gran lunga meno difficili da rispettare di quelli previsti per le prime. In pratica, le emissioni di ossidi d’azoto misurate nei test su strada (lo scoglio su cui è andata a incagliarsi la corazzata Volkswagen con il dieselgate) potranno essere superiori del 110% rispetto a quelle ottenute, in condizioni ben più favorevoli, sui banchi a rulli.
LA COMMISSIONE UE AVEVA CHIESTO chiesto maggior severità, con una tolleranza massima del 60%: le auto a gasolio non avrebbero potuto emettere, su strada, più di 128 milligrammi per chilometro di NOx (i famigerati ossidi d’azoto, ritenuti responsabili delle piogge acide e di danni alle vie respiratorie) contro gli 80 ammessi, in laboratorio, dalla normativa Euro 6. Invece, i paesi membri dell’Unione hanno deciso per un tetto più elevato (168 milligrammi) facendo infuriare gli ambientalisti, ma scegliendo di proteggere l’industria dell’automobile in un momento non facile come quello attuale.
UN PASSO AVANTI C’È, visto che nell’uso reale oggi le auto sforano anche del 400% i limiti di legge all’emissione di NOx (se non di più, quando la manutenzione è trascurata, con buona pace di un sistema di revisione inadeguato). Ma i nuovi criteri, pienamente operativi solo dal 2021, metteranno in difficoltà soprattutto i piccoli diesel, che potrebbero diventare troppo costosi da produrre (una bella grana in primo luogo per i costruttori italiani e francesi). E non hanno nulla a che fare col tema dei consumi fasulli, altro “film” di attualità che vede le case recitare la parte di Pinocchio. Al riguardo, come potete leggere nell’ampio articolo che alVolante dedica all’argomento (e a quanto 50 auto tra le più diffuse siano risultate “bugiarde” nei nostri test), sono in arrivo regole più restrittive. Che, comunque, non prevedono verifiche su strada per le prove di omologazione, ma solo esami in laboratorio più aderenti alla realtà.
Guido Costantini



