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2011
aprile 2011
Editoriale pubblicato su alVolante di

Euro 4: più che lo sconto pretendete trasparenza

QUASI QUASI mi faccio una Euro 4... L’idea può anche tentare, ora che con il passaggio alla nuova (e più severa) normativa antinquinamento Euro 5, diverse concessionarie si ritrovano con i piazzali pieni di vetture “non più 
in regola”. Attenzione, non sono auto da evitare come la peste: funzionano come tutte le altre e, anzi, inquinano meno della maggioranza di quelle che oggi circolano in Italia; solo che, dal 31 dicembre dello scorso anno, anche per loro è venuto il momento di cedere il passo. Per smaltirle, prima 
di doversene liberare immatricolandole come vetture a chilometri zero, 
i venditori hanno tempo sino a fine 2011. Ma alcune case hanno già cominciato a proporre a prezzi scontati le Euro 4 in giacenza.

QUESTE AUTO possono essere un affare ma anche un “bidone”, come scriviamo nell’inchiesta a pagina 74. Dipende innanzitutto dall’entità dello sconto. Infatti, per quanto valide e perfettamente in grado di accompagnarvi al lavoro o in vacanza per una vita, le Euro 4 non sono quanto di più moderno ci sia sul mercato. Tuttavia, dei loro limiti potreste accorgervi soltanto tra qualche anno: per esempio, quando scoprirete che la vostra auto è più soggetta di altre alle restrizioni della circolazione per eccesso di smog; e che, proprio per questo, si svaluta più rapidamente.

MA IL RISCHIO VERO è quello di acquistare una Euro 4 senza saperlo, per un errore tecnico, un’incomprensione o, peggio, per la malafede di un venditore poco corretto. Un’eventualità tutt’altro che improbabile, anche in considerazione delle dimensioni del fenomeno: sono almeno 50.000, secondo alcuni operatori, le Euro 4 ferme nelle reti di vendita italiane e ancora 
in attesa di un cliente. Insomma, più che lo sconto, in questi casi, da parte dei venditori è d’obbligo la trasparenza. Chi compra ne ha diritto, così come ha diritto a ottenere l’annullamento del contratto d’acquisto se gli è stata rifilata una Euro 4 che non aveva espressamente chiesto.

Guido Costantini



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