QUASI QUASI mi faccio una Euro 4... L’idea può anche tentare, ora che con il passaggio alla nuova (e più severa) normativa antinquinamento Euro 5, diverse concessionarie si ritrovano con i piazzali pieni di vetture “non più in regola”. Attenzione, non sono auto da evitare come la peste: funzionano come tutte le altre e, anzi, inquinano meno della maggioranza di quelle che oggi circolano in Italia; solo che, dal 31 dicembre dello scorso anno, anche per loro è venuto il momento di cedere il passo. Per smaltirle, prima di doversene liberare immatricolandole come vetture a chilometri zero, i venditori hanno tempo sino a fine 2011. Ma alcune case hanno già cominciato a proporre a prezzi scontati le Euro 4 in giacenza.
QUESTE AUTO possono essere un affare ma anche un “bidone”, come scriviamo nell’inchiesta a pagina 74. Dipende innanzitutto dall’entità dello sconto. Infatti, per quanto valide e perfettamente in grado di accompagnarvi al lavoro o in vacanza per una vita, le Euro 4 non sono quanto di più moderno ci sia sul mercato. Tuttavia, dei loro limiti potreste accorgervi soltanto tra qualche anno: per esempio, quando scoprirete che la vostra auto è più soggetta di altre alle restrizioni della circolazione per eccesso di smog; e che, proprio per questo, si svaluta più rapidamente.
MA IL RISCHIO VERO è quello di acquistare una Euro 4 senza saperlo, per un errore tecnico, un’incomprensione o, peggio, per la malafede di un venditore poco corretto. Un’eventualità tutt’altro che improbabile, anche in considerazione delle dimensioni del fenomeno: sono almeno 50.000, secondo alcuni operatori, le Euro 4 ferme nelle reti di vendita italiane e ancora
in attesa di un cliente. Insomma, più che lo sconto, in questi casi, da parte dei venditori è d’obbligo la trasparenza. Chi compra ne ha diritto, così come ha diritto a ottenere l’annullamento del contratto d’acquisto se gli è stata rifilata una Euro 4 che non aveva espressamente chiesto.
Guido Costantini



