PASSAGGIO DI LIVELLO - La commissaria europea all’Industria Lucia Caudet è intervenuta sulla vicenda sollevata dalla Germania a proposito della regolarità o meno dei modelli Fiat 500X e Doblò e della Jeep Renegade. Come noto da alcuni test compiuti dall’ente tedesco che si occupa di trasporti, le tre auto sarebbero risultate non in regola, in quanto dotate di un sistema che in determinate condizioni disattiva i dispositivi dI trattamento dei gas di scarico (qui per saperne di più).
RICORSO TEDESCO - Il Ministero dei trasporti tedesco (KBA) ha perciò chiesto l’intervento dell’Unione Europea, che comunque non può che limitarsi a essere un'assistenza affinché le due parti trovino un’intesa (in ballo c’è l’interpretazione delle norme comunitarie). Sulla vicenda, e in particolar modo sulle possibili iniziative della UE, la responsabile dell’Industria Lucia Caudet ha affermato: "La Commissione europea assisterà le competenti autorità di Italia e Germania nella ricerca di una intesa sulla interpretazione della normativa per ciò che concerne l'eventuale violazione da parte dei veicoli FCA delle regole sulle emissioni inquinanti". La commissaria all’Industria ha anche precisato che "l’assistenza europea implica una mediazione e non un arbitrato". In sostanza l’Europa non darà ragione o torto a nessuno, ma cercherà soltanto di far mettere d’accordo i due paesi.
PAROLA DI MINISTRO - Intanto, l’altro giorno sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della FCA, John Elkann (sopra in una foto di repertorio). In occasione dell’assemblea della Exor (la finanziaria maggiore azionista della FCA) i giornalisti hanno incalzato Elkann anche sulle contestazioni fatte dai tedeschi alla FC e la risposta del presidente FCA è stata semplice e chiara: “Sulla questione è stato molto chiaro il ministro Delrio”. Ricordiamo allora che a giugno il ministro dei Trasporti Graziano Del Rio aveva affermato: “Nessuna anomalia è stata riscontrata nelle auto del gruppo FCA, né in quelle di altre case in materia di software che truccano le emissioni dei propulsori diesel” aggiungendo che nelle verifiche fatte compiere non erano stati trovati sistemi illegali "a parte quelli montati sui modelli del gruppo Volkswagen già identificati”. E a proposito proprio delle auto del gruppo FCA aveva precisato: “Non ci risulta che il dispositivo a protezione del motore delle auto del gruppo FCA non funzioni, né che abbia un funzionamento anomalo”.










































