CALCOLO SULLE STIME - A febbraio 2014 il Parlamento europeo varò i nuovi obiettivi comunitari sulle emissioni di anidride carbonica (CO2) delle auto nuove, sostanza inquinante dannosa per l’ambiente ritenuta fra le principali responsabili dell’effetto serra, il fenomeno atmosferico che porta all’incremento delle temperature nel nostro pianeta. I nuovi limiti sono stati considerati fin da subito molto difficili da rispettare: a partire dal 2021 ogni costruttore dovrà raggiungere un livello medio di emissioni pari a 95 g/km come media di tutti i modelli in vendita, dal più piccolo e meno inquinante al più grande e “energivoro”, quando nel 2016 la media fra tutti i costruttori è stata di 118 g/km. Se non dovessero raggiungere l’obbiettivo le case automobilistiche dovranno pagare multe salate, come dimostra il calcolo della società di consulenza PA Consulting.
MALE VOLKSAGEN E FCA - La PA Consulting ha realizzato lo studio effettuando una stima al 2021 in base alla riduzione stimata nei prossimi anni, complice l’arrivo di motori a basso più ecologici (ad esempio quelli ibridi o elettrici) o vetture più leggere. In caso di sforamento dei 95 g/km, ogni costruttore dovrà pagare 95 euro per g/km in più emesso da ogni singola auto venduta. Da qui arriva la multa di 1,36 miliardi che il gruppo Volkswagen potrebbe pagare nel 2021, stando alla PA Consulting, che prevede sanzioni molto elevate anche per la FCA (950 milioni), la PSA-Opel (786,7 milioni), la BMW (430 milioni), la Ford (307,1 milioni), la Hyundai-Kia (283,1 milioni) e la Daimler (126,1 milioni), società a capo delle Mercedes e Smart. La situazione è resa ancora più complessa dai nuovi test di omologazione WLTP, sui quali è basato il calcolo delle sostanze inquinanti, che porteranno a una revisione verso l’alto della quantità di CO2 emessa in seguito a test più severi e probanti.
SI SALVA LA JAGUAR-LAND ROVER - Solo tre costruttori sarebbero in grado di raggiungere l’obiettivo previsto, stando alla PA Consulting: la Volvo, la Toyota e la Renault-Nissan. La casa svedese potrebbe raggiungere nel 2021 il valore medio di 73,1 g/km di CO2 e tagliarlo del 37,4% rispetto al 2017, secondo le elaborazioni della società, grazie alla strategia annunciata pochi mesi fa di “elettrificare” progressivamente tutta la gamma, con motori ibridi o elettrici. Anche la Jaguar-Land Rover entrerà nel gruppetto delle “migliori”, grazie però a una deroga concessa alla luce dei minori volumi di vendita in Europa: chi consegna meno di 300.000 auto l’anno dal 2021 dovrà rispettare il limite di 132 g/km. La PA Consulting individua quattro temi che le aziende dovranno affrontare per tenere sotto controllo le emissioni di CO2 da qui al 2021: la popolarità di auto pesanti come le suv; l’alto divario in termini di costi fra le vetture a benzina e quelle elettriche; alternative come ad esempio gli ibridi “mild”, meno inquinanti e poco costosi; la minore popolarità del gasolio, carburante che emette meno CO2 della benzina (ma più NOx e polveri sottili).






















