Il ministero della Infrastrutture e dei Trasporti dichiara guerra contro le frodi tecnologiche durante gli esami teorici per la patente. Nelle sedi d’esame verranno infatti introdotti i jammer, dispositivi che servono a bloccare i segnali radio non autorizzati e che verranno gradualmente installati in 130 aule della Motorizzazione Civile. L’obiettivo è impedire i tentativi di comunicazione con l’esterno attraverso segnali non autorizzati in modo da garantire il corretto svolgimento dei test informatizzati.
La miniaturizzazione della tecnologia ha reso più semplici i tentativi di truffa: microtelecamere possono celarsi nei bottoni delle camicie o all’interno degli occhiali da vista per inquadrare le domande del quiz, a cui può rispondere qualcuno dall’esterno comunicando con il candidato attraverso piccolissimi auricolari. I jammer disturbano le comunicazioni wireless, emettendo segnali radio ad alta potenza che saturano il canale e impediscono la trasmissione dei dati.
I campi elettromagnetici dei jammer potrebbero interferire con alcuni dispositivi elettromedicali personali collegati via Bluetooth, Wi-Fi, LTE, 5G o altre tecnologie simili per funzioni cliniche o salvavita.
Chi deve sostenere l’esame della patente e utilizza apparecchiature mediche che potrebbero subire interferenze dai sistemi di disturbo del segnale, o che rientra in categorie protette per fragilità (comprese le donne in stato di gravidanza), è tenuto a presentare un certificato medico specialistico che attesti tale condizione.
Per garantire la sicurezza di questi candidati, gli uffici della Motorizzazione organizzeranno sessioni d’esame dedicate in cui i jammer rimarranno spenti. Sarà compito delle autoscuole segnalare preventivamente queste necessità, richiedendo l’inserimento nei turni specifici e allegando la documentazione medica richiesta. In assenza di tale certificato, non sarà possibile né prenotare la prova né accedervi il giorno dell’esame.
L’impiego dei jammer è previsto per tutte le tipologie di esami informatizzati, inclusi quelli per il conseguimento di qualsiasi categoria di patente, della CQC (Carta di Qualificazione del Conducente) e per i casi di revisione del titolo di guida. Questa tecnologia non sostituisce i controlli già esistenti, ma si affianca al sistema di riconoscimento facciale.
Quest’ultimo rimane una procedura obbligatoria e universale: verrà applicato a ogni candidato in qualsiasi sessione d’esame, comprese quelle speciali in cui l’uso dei disturbatori di frequenze viene sospeso per tutelare la salute dei soggetti fragili o portatori di dispositivi medici sensibili.















