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Europa: senza incentivi, a maggio crollano le immatricolazioni

03 giugno 2010

In Germania -34% e nel Regno Unito -25%: dove manca il doping degli incentivi, le vendite ristagnano. E anche a chi li ha ancora, non sempre va bene (Francia -11,5%). Isola felice la Spagna (+44,6%) ma, all’orizzonte, si profila lo spettro della sovrapproduzione.

IL MERCATO PIANGE OVUNQUE - Lo scorso mese in Italia le immatricolazioni sono scese del -13,8% (vedi qui) ma non siamo i soli: è un problema che interessa l’intera Europa. Infatti, sempre a maggio in Germania si è registrato il sesto mese consecutivo di calo nelle consegne di nuove targhe, con un -34% (più del doppio che da noi). A settembre 2009, infatti, sono finiti i cinque miliardi di euro stanziati dal governo tedesco per gli ecoincentivi; non sono mai stati rinnovati.

IN INGHILTERRA TORNANO GLI INCENTIVI - Anche dall’altra parte della Manica i concessionari hanno poco da stare allegri, visto che le immatricolazioni di maggio hanno segnato un pesante -25%. Al contrario dei colleghi tedeschi, comunque, c’è grande fiducia negli incentivi da poco rinnovati e che valgono fino a quasi 2.400 euro, ma i cui effetti non si vedranno che dopo giugno.

NON SEMPRE GLI AIUTI FUNZIONANO - Male anche la Francia dove, nonostante i contributi statali siano ancora attivi (per quanto in fase di esaurimento), la flessione è stata dell’11,5% (ma qua, forse, la ragione sta anche nella debolezza dei bonus: meno di 1.000 euro nel migliore dei casi). Chi, invece, finalmente può brindare, dopo un 2009 catastrofico, sono gli spagnoli, le cui immatricolazioni, sempre nello scorso mese di maggio, sono volate del 44,6%: anche qui, tutto merito del doping degli incentivi.

IL PERICOLO DELLA SOVRAPPRODUZIONE - A prescindere dai casi nazionali, la paura di tutti è quella di ritrovarsi con i piazzali pieni di auto invendute. In Germania, per ora, a salvare la situazione sono state le esportazioni, cresciute addirittura del 46%, specialmente verso gli Stati Uniti (un mercato in espansione praticamente per tutti i marchi di lusso, come Audi, BMW e Mercedes).

A EST OPPURE IN PATRIA? - Altri, invece, come il gruppo PSA (Peugeot e Citroën), guardano soprattutto a Oriente (un’area che negli ultimi mesi ha salvato anche i principali costruttori giapponesi), cercando di rafforzare la presenza ad esempio in Cina. Al contrario, la Renault (anche a causa degli aiuti statali ricevuti nel recente passato), sta cercando di far rientrare parte della produzione nei confini nazionali. È di ieri la notizia che la prossima generazione del furgone Trafic non verrà prodotta (come succede ora) in Gran Bretagna e in Spagna, ma in Francia.



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Ritratto di osmica
3 giugno 2010 - 13:51
Mi sa che stavolta moriremo tutti... Ecco cosa succede con gli ecoincentivi, quando non ci sono, quando terminano, quando forse ci saranno di nuovo. Pessimo modo di controllare (!) l'economia!
Ritratto di Mirco1980
3 giugno 2010 - 13:57
Finalmente le concessionarie saranno costrette a valutare correttamente un usato recente , e non ad approfittarsi del cliente tirando al ribasso per poi rivendere al doppio . Senza incentivi , il mercato dell'usato avrà nuova vita .
Ritratto di Dany_M
3 giugno 2010 - 15:31
Non li devono più fare gli incentivi. L'incentivo deve essere di volta in volta l'offerta della casa stessa, come è stato in questi primi mesi del 2010. Vende chi azzecca i modelli nuovi e li propone a buon prezzo con buone offerte. E poi la devono piantare di produrre senza sapere se venderanno. io la mia Polo l'ho ordinata e l'ho aspettata 3 mesi perchè dovevano produrla. E' così che deve essere, altro che piazzali pieni!

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