IL MERCATO PIANGE OVUNQUE - Lo scorso mese in Italia le immatricolazioni sono scese del -13,8% (vedi qui) ma non siamo i soli: è un problema che interessa l’intera Europa. Infatti, sempre a maggio in Germania si è registrato il sesto mese consecutivo di calo nelle consegne di nuove targhe, con un -34% (più del doppio che da noi). A settembre 2009, infatti, sono finiti i cinque miliardi di euro stanziati dal governo tedesco per gli ecoincentivi; non sono mai stati rinnovati.
IN INGHILTERRA TORNANO GLI INCENTIVI - Anche dall’altra parte della Manica i concessionari hanno poco da stare allegri, visto che le immatricolazioni di maggio hanno segnato un pesante -25%. Al contrario dei colleghi tedeschi, comunque, c’è grande fiducia negli incentivi da poco rinnovati e che valgono fino a quasi 2.400 euro, ma i cui effetti non si vedranno che dopo giugno.
NON SEMPRE GLI AIUTI FUNZIONANO - Male anche la Francia dove, nonostante i contributi statali siano ancora attivi (per quanto in fase di esaurimento), la flessione è stata dell’11,5% (ma qua, forse, la ragione sta anche nella debolezza dei bonus: meno di 1.000 euro nel migliore dei casi). Chi, invece, finalmente può brindare, dopo un 2009 catastrofico, sono gli spagnoli, le cui immatricolazioni, sempre nello scorso mese di maggio, sono volate del 44,6%: anche qui, tutto merito del doping degli incentivi.
IL PERICOLO DELLA SOVRAPPRODUZIONE - A prescindere dai casi nazionali, la paura di tutti è quella di ritrovarsi con i piazzali pieni di auto invendute. In Germania, per ora, a salvare la situazione sono state le esportazioni, cresciute addirittura del 46%, specialmente verso gli Stati Uniti (un mercato in espansione praticamente per tutti i marchi di lusso, come Audi, BMW e Mercedes).
A EST OPPURE IN PATRIA? - Altri, invece, come il gruppo PSA (Peugeot e Citroën), guardano soprattutto a Oriente (un’area che negli ultimi mesi ha salvato anche i principali costruttori giapponesi), cercando di rafforzare la presenza ad esempio in Cina. Al contrario, la Renault (anche a causa degli aiuti statali ricevuti nel recente passato), sta cercando di far rientrare parte della produzione nei confini nazionali. È di ieri la notizia che la prossima generazione del furgone Trafic non verrà prodotta (come succede ora) in Gran Bretagna e in Spagna, ma in Francia.


