SOTTO INDAGINE - Tutto è partito dalla televisione di stato cinese che, lo scorso dicembre, ha accusato le case automobilistiche straniere di praticare prezzi per i servizi post-vendita (manutenzione e pezzi di ricambio) troppo alti rispetto ad altri mercati. Il conseguente polverone mediatico ha spinto il National Development and Reform Commission (NDRC), l’ente governativo chiamato a vigilare sulla libera concorrenza, ad avviare un’indagine su eventuali comportamenti scorretti nel mercato dei ricambi auto. Per evitare di incorrere in pesanti sanzioni (come precedentemente accaduto, per esempio, alla Danone) alcuni costruttori europei hanno immediatamente rivisto al ribasso i loro listini.
CORSA AL RIBASSO - All’inizio di luglio è stata la Mercedes a tagliare i prezzi dei ricambi del 20% seguita dalla Land Rover che ha a sua volta abbassato le pretese economiche per tre modelli in listino. Si è aggiunta al coro anche l’Audi che adeguerà i prezzi a partire dal 1° agosto. Pur non fornendo dettagli sulla riduzione dei listini, Audi ha annunciato che i pezzi di ricambio della A6L saranno ridotti di circa il 30%.