EUROPA AREA CHIAVE - In carica da fine luglio, Mike Manley ha impiegato le prime settimane da numero uno della FCA per definire la squadra di collaboratori e riorganizzare il gruppo dopo la scomparsa di Sergio Marchionne e le dimissioni di Alfredo Altavilla, che occupava la posizione di numero uno dell'azienda per l'area di Europa, Africa e Medio Oriente. Il nome del sostituito di Altavilla era fra i più attesi, considerata l'importanza per la FCA di questa regione, dove l'anno scorso è stata il quarto gruppo automobilistico per vendite (1.045.000 di unità). Al posto di Altavilla è stata nominato Pietro Gorlier (nella foto sopra), oggi a capo della Magneti Marelli, che resterà allo stesso tempo numero uno della Mopar, la divisione della FCA che si occupa degli accessori e delle personalizzazioni.
TORNA WESTER - Gorlier lavorerà alla Mopar insieme a Steve Beahm, che ha la responsabilità dell'azienda per il Nord America. La guida della Magneti Marelli è stata affidata da Manley a Ermanno Ferrari, “promosso” al ruolo di amministratore delegato dopo aver guidato la divisione che si occupa di fari e illuminazione. Al vertice della Maserati va Harald Wester, che mantiene la posizione di responsabile dello sviluppo della parte tecnica. Per Wester si tratta di un ritorno: aveva guidato il marchio del Tridente dal 2008 al 2016. Mike Manley ha affidato un doppio incarico anche a Tim Kuniskis, che affiancherà al ruolo di numero uno dell'Alfa Romeo quello di responsabile della Jeep per il Nord America. Reid Bigland torna alla Ram, il marchio che aveva già guidato nel 2013 e 2014.
PUNTA ALLA REDDITIVITÀ - Mike Manley ha annunciato le nuove nomine in una lettera ai dipendenti della FCA, augurando buon lavoro ai manager e confermando le ambizioni della società, che dovrà crescere da qui ai prossimi cinque anni seguendo il piano di sviluppo messo a punto da Marchionne. L'obiettivo non sarà facile da realizzare “a causa di normative più severe, della forte concorrenza e, probabilmente, di una crescita industriale più lenta a livello mondiale”, ha scritto Manley, secondo cui la FCA ha tutti i mezzi per “diventare una delle case automobilistiche più redditizie al mondo”.












