RISULTATI OTTIMI - Stando alla
Ferrari, i risultati dell’esercizio
2015 sono “i migliori risultati di sempre” con 7.664 unità vendute (+6% rispetto all’anno precedente), un margine operativo lordo rettificato pari a 473 milioni di euro, un
utile netto di 290 milioni (+9%) e la distribuzione di 0,46 euro per azione ordinaria agli investitori. Eppure, la Borsa non ha premiato: alla chiusura della Borsa di Milano (
nella foto) di ieri il titolo Ferrari è stato quotato 33 euro. A New York qualche ora dopo, le azioni del Cavallino sono arrivate a 35,06 dollari, con una perdita di 12,37%, dopo aver toccato anche il 14% di perdite. Questo mentre il giorno del debutto in Borsa, a ottobre, le azioni Ferrari erano quotate 52 dollari. E questo nonostante che i risultati consuntivi del 2015, come abbiamo visto, siano stati positivi.
QUALCHE OMBRA - In una conferenza con gli analisti di mercato, Sergio Marchionne ha tuttavia posto l’accento su un aspetto: il livello degli ordini è sostenuto. Il tutto, come il manager ha più volte ribadito, senza dovere ricorrere all’ampliamento della gamma con prodotti estranei alla tradizione Ferrari: su tutte, le suv (in casa FCA, evidentemente, sarà la Maserati Levante a rappresentare il prodotto di punta). Per il 2016 sono previste 7.900 consegne, con un margine operativo lordo rettificato di 770 milioni; l’indebitamento netto previsto è inferiore a quello di chiusura del 2015, compresa la distribuzione dei dividendi agli azionisti. È proprio questo aspetto, l’indebitamento, a non soddisfare i mercati: nel 2015 è stato pari a 1,94 miliardi di euro (a fronte di 2,85 miliardi in termini di ricavi netti: +3% rispetto al 2014 ma -3% ove si considerino cambi costanti). Contrastante anche il calo dei proventi legato alle vendite di motori, pur controbilanciato da quello legato alle vendite dei veicoli e delle parti di di ricambio - quindi, per lo scorso anno, il saldo è in attivo.
BENE EUROPA E USA - Per quanto riguarda i volumi di vendita del 2015, la parte del leone è toccata alle 8 cilindri: per area geografica, l’EMEA (Europa, Medio Oriente, Africa) ha incrementato del 2%; le Americhe hanno registrato un confortante +7% e l’Asia il +26%. Per contro, Cina, Macao e Taiwan hanno registrato una contrazione del 10% su base annua, pur con un’inversione di tendenza (+7% nell’ultimo quadrimestre del 2015) grazie al lancio della 488 GTB.