Costruita in appena tre mesi dall’equipe guidata dall’ingegner Mauro Forghieri, la Ferrari 512 S (nella foto) era mossa da un 5.0 V12 da 550 CV raffinato per l’epoca: aveva il blocco e le teste in lega leggera e la distribuzione a quattro valvole per cilindro. Non meno sofisticati erano il telaio tubolare e la carrozzeria, realizzata in poliestere per contenere al massimo il peso finale dell’auto.
Celebre per i suoi duelli con la Porsche 917 nei Mondiali Marche 1970 e 1971, questa “belva” da 340 orari è riuscita a prevalere sulla più veloce e affidabile rivale tedesca solo in due occasioni, aggiudicandosi le gare di Sebring e Kyalami. Da questo bolide alto un niente da terra la nuova Ferrari 849 Testarossa non riprende il nome, ma un elemento di stile: le due ali fisse con cui terminano i parafanghi posteriori.