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Fiat-Chrysler, la fusione è cosa fatta

29 agosto 2014

Gli azionisti che hanno esercitato il diritto di recesso sono la minoranza, quindi tecnicamente la fusione che dà origine alla FCA è approvata.

Fiat-Chrysler, la fusione è cosa fatta
SOTTO I 500 MILIONI - Procede la fusione Fiat-Chrysler, e la notizia non fa altro che giovare al titolo Fiat: questa, in estrema sintesi, è la buona novella comunicata dal Lingotto. Sin dal progetto di fusione approvato con l'assemblea straordinaria del 1 agosto, infatti, il nodo era legato al limite di 500 milioni di euro da spendere per ripagare gli azionisti che avessero chiesto di recedere, cioè non aderire alla fusione (in quel caso, ogni azione Fiat sarebbe stata pagata 7,727 euro). La Fiat ha annunciato oggi che il limite dei 500 milioni non è stato raggiunto, sulla base delle comunicazioni di recesso. Una comunicazione dovuta in nome della trasparenza del sistema borsistico: i dati ufficiali sono previsti per il 4 settembre, ma sono chiari sin da oggi. 
 
IL TITOLO FIAT CRESCE - Questa la frase-clou del comunicato Fiat: “Fiat ritiene inoltre che il numero massimo di azioni per le quali il diritto di recesso è stato validamente esercitato comporterebbe una esposizione complessiva inferiore al limite”. La traduzione è semplice: la fusione si fa, perché chi ha chiesto il rimborso delle azioni, non credendo nel progetto che dà origine alla FCA (Fiat Chrysler Automobile), è inferiore alla soglia stabilita. Il superamento di questa soglia era la vera spada di Damocle su tutta l'operazione, che avrebbe decretato lo stop della fusione con Chrysler e del trasferimento della sede legale in Olanda e di quella fiscale nel Regno Unito. Al momento in cui scriviamo, il titolo Fiat ha chiuso a 7,52 euro per azione: dall'inizio del mese, la risalita è indubbia, e il saliscendi da quota 7 euro sembra definitivamente alle spalle.
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Ritratto di Montreal70
29 agosto 2014 - 16:06
Come volevasi dimostrare, avevo ragione, e chi ha investito nel titolo Fiat oggi può vendere con un gran bel profitto. C'era qualcuno che su questo sito aveva sostenuto il contrario, dall'alto della sua enorme conoscenza, derivata dall'aver seguito un comizio di landini al tg3. A proposito, man mano che le vittorie di Marchionne si fanno più numerose, il finto sindacalista ha sempre meno coraggio dell'apparire sui media, chissà come mai.
Ritratto di Montreal70
29 agosto 2014 - 16:07
*di apparire
Ritratto di SINISTRO
29 agosto 2014 - 16:19
3
Ora perché non provano a comprarci? O forse, causa anche la situazione imbarazzante con la Russia, non ha più tanti sghei??????????
Ritratto di MAXTONE
29 agosto 2014 - 21:57
E cos'hanno a che fare con quest'ipotetica situazione imbarazzante con la russia? Chiarezza plz.
Ritratto di SINISTRO
31 agosto 2014 - 16:40
3
e dell'andamento dell'economia in generale, che poi si riflette anche nel settore automobilistico.
Ritratto di Franck Dì
29 agosto 2014 - 16:56
GO GO GO FIAT
Ritratto di Mattia Bertero
29 agosto 2014 - 17:30
3
Alla fine tutto bene, chi a voluto liquidare le sue azioni ha ottenuto quello che desiderava senza passare il limite dei 500 milioni di euro. Ora la strada per la FCA è spianata, ora possiamo solo più parlare dei modelli che verranno, staremo a vedere.
Ritratto di supernapolmen
29 agosto 2014 - 18:09
Per violazione della policy del sito.
Ritratto di Blade Runner
29 agosto 2014 - 20:12
Non si capisce il senso di chi fa il tifo da stadio su questa operazione economica che a noi non da proprio nulla. La FCA è di fatto una società estera e all'estero pagherà le tasse; i guadagni se li divideranno gli Agnelli, gli azionisti e Mar...pionne. Le produzioni di massa andranno nei paesi dell'est e i loro operai ne trarranno beneficio e allora cui prodest? Stiamo forse parlando di sterile sciovinismo?
Ritratto di Montreal70
30 agosto 2014 - 10:48
Se la gente usasse internet per arricchire le proprie conoscenze e non per giocare su facebook certi commenti non si leggerebbero. Quali sarebbero le produzioni che stanno sposando all'est? L'italia è un paese dell'est? I guadagni se li divideranno gli 80mila dipendenti italiani che avranno un lavoro stabile, e magari lo stato comincerà a capire che deve fare qualcosa per contenere la fuga di aziende.
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