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Fiat Chrysler: partenza lenta a Wall Street

23 ottobre 2014

Negoziati in media 2,5 milioni di azioni a seduta: un valore in assoluto basso ma non deludente. Marchionne si dice tranquillo e compra azioni FCA.

Fiat Chrysler: partenza lenta a Wall Street
MILANO SÌ, NEW YORK VALUTA - Italia batte Stati Uniti 7 a 1: non è un risultato sportivo ma la semplice proporzione tra il volume d'affari relativo al titolo Fiat Chrysler Automobiles negoziato alla Borsa di Milano e a quella di New York a partire dal 13 ottobre scorso (giorno del debutto, al quale si riferiscono le foto), quando cioè Fiat Chrysler si è affacciata oltreoceano con la nuova identità. Senza pretesa di scientificità, i volumi parlano di poco meno di 19 milioni di azioni negoziate quotidianamente in Italia e di 2,5 negli Stati Uniti.  
 
CARTINA AL TORNASOLE - Gli analisti reputano la cosa normale: in effetti, a Milano quello Fiat è da sempre uno dei titoli trainanti, mentre a New York - ove anche si enfatizzasse il lato a stelle e strisce di Chrysler - è una società esordiente. Per Marchionne (al centro nella foto) e soci, insomma, il 13 ottobre è stato il debutto in società: gli investitori vanno conquistati, e già il prossimo 29 ottobre a Londra, quando è prevista la prima assemblea degli azionisti FCA, sarà una buona cartina al tornasole.
 
MARCHIONNE: EQUITY? NO GRAZIE - L'attuale esigenza della FCA consiste nel mettere in piedi un programma di investimenti pari a 48 miliardi di euro fino al 2018: serviranno per espandere il marchio Jeep ed esportare a livello mondiale Alfa Romeo e Maserati, evidentemente dopo avere ristrutturato e/o rimpinguato la gamma ove ritenuto necessario. L'obiettivo dichiarato è quello di raggiungere per quella data un reddito netto di 5 miliardi di euro. Marchionne è tranquillo sul ricorso al capitale di terzi per finanziare l'operazione: “Tecnicamente non ne abbiamo bisogno, ha dichiarato l'ad di FCA a Bloomberg il giorno del debutto a Wall Street, al limite potremmo ricercare capitali terzi in chiave difensiva, se vi fosse un rallentamento nel settore o per qualsiasi altro motivo che richieda di essere protetti”. Attualmente FCA può mettere sul piatto 89 milioni di azioni per gli investitori, comprese le azioni proprie e quelle Fiat oggetto di recesso da parte dei soci in fase di fusione. I mercati sembrano dare credito alla posizione di FCA e di Sergio Marchionne: solo gli analisti più scettici parlano di un ricorso al capitale di terzi necessario fino al 2016, per poi presentare in tale data un piano operativo figlio di una gamma riveduta e corretta sui marchi in portafoglio.
 
INVESTE SU SE STESSO - A riprova della fiducia riposta nell'affaire-FCA, Marchionne ha deciso di investire... su se stesso, in fin dei conti, acquistando per conto proprio 335.745 azioni ordinarie, al valore di 7,727 euro (lo stesso valore di carico stabilito per il recesso): il controvalore è di qualcosa come 2,6 milioni di euro. Nel portafoglio del manager italo-canadese figurano ora 6,8 milioni di azioni (pari allo 0,42% delle azioni FCA in circolazione al lordo di quelle con diritto di voto): il controvalore oggi supererebbe i 52 milioni di euro. Gli analisti parlano di “gesto simbolico”, di fiducia nei confronti del Gruppo: i suoi detrattori vedono la reazione a propositi sin troppo ambiziosi (arrivare a 7 milioni di veicoli entro il 2018 a fronte dei 4,4 prodotti lo scorso anno). La prossima mossa è triplice, ed è un incrocio tra strategie di medio termine dichiarate, risposta del mercato e fiducia degli investitori.


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Ritratto di piccoloanto
23 ottobre 2014 - 17:27
PER me non la vedo bene o sbaglio ma voi cosa avete capito qualcosa in termini di parole strette visto se tutto va male per marchione sia autoinveste sul suo titolo invece che lo devano fare gli altri !
Ritratto di maparu
23 ottobre 2014 - 18:01
....visto l'andamento positivo e costante del titolo questa settimana sia a Milano che new York......
Ritratto di katanè
23 ottobre 2014 - 18:26
Secondo me, il "Buon" Marchionne corompe i giornalisti (che danno notizie sui valori delle varie Borse) con delle mazzette anche se il titolo cresce a rilento, non vuol dire che va male, anche se sbandierano valori molto positivi... :-) La notizia presenta, comunque, qualche termine molto tecnico e "non a portata di tutti"!!!
Ritratto di Montreal70
23 ottobre 2014 - 22:18
Si guarda, corrompe tutti di sicuro. Ma proprio chiunque. Ha provato anche con te ma tu hai rifiutato e sei venuto qui a denunciarlo. Comunque, il fatto che tu non abbia capito alcuni semplici termini non ti ha fatto sospettare che forse non è una buona idea dare dei giudizi a riguardo? Così, per dire...
Ritratto di Dani80
23 ottobre 2014 - 21:14
Li abbiamo mantenuti 100 anni, abbiamo pagato Noi tutti i loro operai in cassa o in mobilità, gli abbiamo "regalato" l'alfa Romeo e adesso che iniziano a fare utili se ne vanno all'estero e tutti che tacciono dai giornalisti al governo che non ha detto manco "bif" , tutto è passato in sordina! Poveri noi e questi sono imprenditori????
Ritratto di gilrabbit
24 ottobre 2014 - 09:15
E cosa erano quegli operai in catena di montaggio della 128 che per ripicca sabotavano i macchinari di verniciatura e facevano uscire le carrozzerie senza la mano di fondo tanto che dopo 6 mesi le macchine erano arrugginite? Ho esperienza di 12 anni con la compagnia di bandiera (alitalia) e cosa vogliamo dire di quegli operai che facevano di tutto per non far partire un volo in orario mentre altre compagnie si ammazzavano per rispettare i passeggeri. Forse con una sana e attenta analisi di coscienza potremmo tutti capire dove e su cosa abbiamo sbagliato tutti nessuno escluso e oggi molta gente che lavora nel pubblico con cul@al caldo continua a non volerlo capire. Ieri ero a Terni e in Viale Brin davanti la Tissen c'era un nutrito gruppo di operai che protestavano per i 500 licenziamenti. Ne ho incontrato uno il quale mi ha detto che ha contrattato 61000 euro di buona uscita con Tissen e che da lunedì inizierà a lavorare per una azienda agricola della zona. Forse è uno dei pochi che ha capito dove sta il valoire effettivo delle cose.
Ritratto di mgiver
24 ottobre 2014 - 12:56
Scusa ma non ti ho visto, tu dove eri?
Ritratto di gilrabbit
24 ottobre 2014 - 14:20
Sono passato davanti l'acciaieria alle 9,15 e alle 9,30 ero in una azienda della zona dove il titolare mi ha detto di questo suo nuovo operaio che invece di stare ad attendere la cacciata da un giorno o l'altro ha deciso di concordare le sue dimissioni con l'azienda. È ciò che feci 30 anni fa con alitalia e oggi grazie a quella decisione sono uno stimato professionista che ha lasciato il posto caldo rischiandosela con una partita Iva.
Ritratto di romeo64
23 ottobre 2014 - 21:25
in fondo è semplice la FCA ha bisogno di guadagnare "visibilità" a wall street, il potenziale c'è tutto (ecco perchè marchionne è tranquillo) sulla crescita a 7 milioni di auto non ci vedo nulla di strano, anche se non è facile, ma bisogna pur dire che comunque se parliamo di rilancio, su questo marchionne nei fatti si è dimostrato un esperto.... Prima chrysler/dodge, poi maserati e soprattutto jeep che quest'anno, in tutti i continenti, ha superato una crescita del 40% e considerando che veniva già da un anno in crescita, e che parliamo di un milione di auto vendute possiamo dire tranquillamente che nessuno su questi numeri ha minimamente sognato questi incrementi a livello globale.... se poi vediamo su numeri più contenuti ma con marchio ad alti fatturati e redditività, allora "il caso" maserati non è da poco.... perchè neppure le varie Bentley, aston martin, lamborghini, lotus lexus ecc che ci provano a crescere così, poi in realtà c'è la fanno.... non appena gli investitori vedranno che a questi exploit, si aggiunge pure alfa romeo........ il "gioco è fatto"
Ritratto di maparu
23 ottobre 2014 - 22:07
....concordo sulla tua analisi lucida e fedele ai fatti.
Ritratto di prodottinotevoli
24 ottobre 2014 - 11:53
Qualsiasi cosa dica o faccia, John ride sempre. Sergio meno.

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