SI FA LUNGA - C’è il rischio che risulti parecchio ottimistica la previsione fatta da Sergio Marchionne secondo cui dovrebbe concludersi entro settembre la vicenda delle azioni Chrysler oggi in possesso del fondo sanitario sindacale americano UAW. Non è un’ipotesi avanzata da qualche analista improvvisato ma di un luminare giuridico-economico dell’Università del Delaware, Charles Elson, direttore del centro John L. Weinberg per la governance delle aziende. Elson ha affermato - e non è escluso che si tratti di indiscrezioni ricevute - che il giudice del Delaware, Donald Parsons, chiamato a decidere sulla vicenda, potrebbe avere in mente di avviare un confronto in aula tra le parti per vedere di arrivare a una via di uscita equilibrata.
DISACCORDO SUL PREZZO - In estrema sintesi, la questione si basa sulla forte discrepanza esistente tra la Fiat e il fondo sindacale a proposito del valore delle azioni. La Fiat intende comprarle, ma evidentemente non a qualsiasi prezzo. La Fiat ha comunicato al giudice Parsons di essere disposta a pagare 139,7 milioni di dollari, mentre da parte del UAW si è parlato di 342 milioni.
QUESTIONE DI SOLDI - Secondo Sergio Marchionne, tutta la vicenda è fondamentalmente una questione di prezzo, ma c’è da dire nella controversia vi sono tanti e tali aspetti formali, vincoli e clausole di contratto, che in molti - anche specialisti del settore - giudicano la causa molto complessa. Proprio per affrontare questa complessità e sciogliere i nodi in maniera corretta e positiva, il giudice Parsons avrebbe deciso di procedere a una sorta di incidente probatorio, con confronto in aula, puntando a far uscire tutti gli aspetti del contenzioso e consentire così alla corte di decidere a ragion veduta.
CONOSCENDO I MEDICI - Fatta questa sua previsione (da persona che conosce bene il giudice Parsons e il suo stile lavorativo) Charles Elson, direttore del John L. Weinberg Center for Corporate Governance presso l'Università del Delaware, ha dichiarato che il caso è quanto mai complesso, e conoscendo lo scrupolo del giudice chiamato a pronunciarsi, è facile prevedere che prima di decidersi vorrà avere tutte le informazioni possibili.
SI VA AL 2014? - A fronte di queste esigenze (ricevere tutta la documentazione; ascoltare le parti con interrogatori serrati; promuovere un faccia a faccia tra le parti) è facile prevedere che il tempo necessario sarà di parecchi mesi, ben di più dei tre luglio, agosto settembre. Ciò anche se Marchionne, amministratore delegato di Fiat e Chrysler, ha detto questo mese che si aspettava una sentenza sul valore di opzione da parte del "terzo trimestre al più tardi." Per la cronaca, l’agenzia economica Bloomberg ha riportato che la Fiat ha rifiutato ogni commento all’ipotesi “tempi lunghi”. Un rappresentante Fiat ha rifiutato di commentare ulteriormente la vicenda.