IDEA ALLO STUDIO - L’ipotesi che il gruppo Fiat dia vita a un marchio per la produzione di vetture low cost non è più una congettura: l’idea è all’esame dei tecnici della Fiat, che devono valutare se il mercato offre lo spazio sufficiente e se ci sono le condizioni necessarie. A dirlo è stata la voce più autorevole della Fiat: l'amministratore delegato, Sergio Marchionne.
SORPRESA - Parlando a Torino in un’intervista pubblica con il direttore del quotidiano la Repubblica, Marchionne ha affrontato un po’ tutti i temi sul tappeto per la casa automobilistica, e a parte commenti e considerazioni sostanzialmente già noti, la novità è stata appunto l’affermazione che la Fiat sta valutando l’opportunità e la convenienza a lanciarsi in un progetto low cost.
PRODUZIONE FUORI EUROPA - Marchionne ha aggiunto che se ci saranno le condizioni ciò avverrà con impianti in paesi extraeuropei per contenere i costi del lavoro. La questione è anche stata spiegata concretamente, dicendo che se si vuole fare dei profitti con un’auto fa vendere a 7.500 euro, la produzione non può avvenire in Europa. Non per nulla Marchionne ha ribadito che la strada per l’industria automobilistica italiana è quella delle auto di lusso.
IPOTESI INNOCENTI - L’idea è al centro delle analisi da cinque anni, ha detto Marchionne, ma sino a oggi i conti preventivi sono sempre stati negativi, per cui il progetto non è mai partito. In compenso già si sussurra quale potrà essere la marca usata: Innocenti, un marchio storico che produsse la Lambretta, poi la Mini Small disegnata Bertone con motori Daihatsu.
UNA SORTA DI ANTESIGNANA - Nel 1989 la Innocenti fu acquistata dalla Fiat che usò il marchio per riproporre la Fiat Duna, chiamandola Innocenti Elba. In pratica una low cost ante litteram. Circolano però anche altre ipotesi che sarebbero invece favorevoli a nomi originali, basati su lettere o numeri.
IDEA DI TENDENZA - A parte la questione del nome, per certi versi prematuro e probabilmente non determinante, la Fiat arriva a pensare alla low cost dopo che altri costruttori sono scesi concretamente su questo settore. A parte la Renault che aprì la strada con la Dacia, ora c’è la Nissan che sta avviando l’operazione Datsun, anch’essa marca del passato che sarà utilizzata con questa missione, per veicoli prodotti in Russia, India e Indonesia.
REDDITIVITÀ - Anche la Volkswagen ha affermato di voler seguire questa strada, con una produzione ad hoc da avviare in Cina, per arrivare a produrre vetture vendibili a un prezzo tra 5.000 e 10.000 euro. Da notare che secondo gli analisti economici, il low cost rende parecchio: la Morgan Stanley ha affermato che la Dacia ha una redditività del 9%, superiore a quella della case di prestigio.