FUORI IL CANADA - Secondo l'agenzia di stampa Reuters, a margine di una conferenza tenutasi a Venezia sabato scorso, Sergio Marchionne ha rivelato che la Fiat ha offerto 125 milioni di dollari al governo canadese per rilevare la quota del 1,7% della Chrysler detenuta da quello stato. Lo scopo è quello di rafforzare ulteriormente la presenza della Fiat nell'azionariato della casa americana della quale detiene già il 52%.
IL FRONTE VEBA - Adesso si inizia a parlare dell'altro fronte della scalata, quello della UAW (United Auto Workers), il sindacato dei metalmeccanici americani, il cui fondo pensione, denominato VEBA, detiene il 45,7% della Chrysler. La Fiat ha un'opzione per acquistare il 40 della quota VEBA, ma ha pagato 75 milioni di dollari per rilevare una uguale opzione da parte degli Usa che da anche a loro la possibilità di acquistare quel 40%. “Abbiamo voluto quel diritto in esclusiva per evitare che altri si potessero sedere al tavolo delle trattative” avrebbe dichiarato Marchionne, che poi ha aggiunto: “tutte le opzioni rimangono aperte, la nostra priorità resta di monetizzare la posizione del VEBA, quindi dobbiamo trovare un modo di dare loro i soldi”.
NON C'È FRETTA - Sempre secondo l'agenzia Reuters l'amministratore delegato di Fiat e Chrysler (nella foto sopra durante una visita ad una fabbrica) ha poi detto che una eventuale quotazione in borsa della casa americana potrebbe sì portare la liquidità per rilevare la quota della VEBA, ma che la cosa è più probabile che avvenga nel 2012. Del resto, pare che la UAW non abbia fretta di vendere e voglia ricavare il massimo dal suo investimento.
















