DUE TERZI SONO FAVOREVOLI - Si è concluso con il 62,2% dei sì e il 36% dei no il referendum sul futuro della fabbrica Fiat di Pomigliano d'Arco (nella foto). Alla fine del lungo scrutinio durato fino a notte inoltrata sono state controllate 4642 schede suddivise (4881 i votanti totali) tra 2888 favorevoli e 1673 contrari (59 le schede nulle e 22 le bianche). Il referendum ha coinvolto anche il polo distaccato di Nola dove ha spopolato il no: 192 contrari contro 77 favorevoli. Secondo il segretario della Uilm, Giovanni Sgambati, l'affluenza è stata del 95% con un assenteismo durante la giornata di lavoro considerato fisiologico e intorno al 4%.
SINDACATI SODDISFATTI - Secondo il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, “la logica della collaborazione tra le parti ha prevalso su quella del conflitto. La Fiat non può che riconoscere che vi sono tutte le condizioni per realizzare il promesso investimento in un contesto di pace sociale”. Anche i sindacati hanno mostrato la loro soddisfazione. “I lavoratori di Pomigliano hanno compreso e condiviso le ragioni del nostro accordo” ha dichiarato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. Rimane però ancora qualche dubbio sulle intenzioni della Fiat, soprattutto perché Sergio Marchione, il numero uno del gruppo, aveva chiesto il sì unanime di tutti le associazioni dei lavoratori.
QUALCHE DUBBIO - Per questo Bruno Vitale, segretario nazionale della Cisl, si domanda: “I due terzi dei lavoratori hanno votato per il sì. Cosa ci si deve aspettare per Pomigliano? Bisogna chiederlo a Marchionne: sarebbe un Paese strano quello in cui si fa un accordo, si vince, e poi ci si comporta come se si fosse perso”. Anche la Cgil, attraverso le parole della sua vice segretaria nazionale, Susanna Camusso ha sottolienato l'importanza del referendum. “I lavoratori di Pomigliano”, ha detto, “si sono ritrovati improvvisamente arbitri di una contesa che preme su di loro e sulle loro aspettative personali perché in quel territorio, caratterizzato da un'alta disoccupazione, uno stabilimento come quello della Fiat svolge un ruolo essenziale e non sostituibile. Per questo chiediamo alla Fiat di confermare e avviare l'investimento e la produzione della nuova Panda a Pomigliano e di riaprire la trattativa per un'intesa condivisa da tutti”.






