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Caso Opel: Magna e Sberbank chiedono i danni a GM

11 novembre 2009

Dopo il dietrofront della General Motors sulla mancata cessione della Opel, il consorzio Magna-Sberbank chiede danni per cento milioni di euro.

IN ORIGINE - Sembrava fatta: la GM era ormai pronta a passare il comando della Opel  al gruppo canadese Magna e alla banca russa Sberbank, e sul più bello ha annunciato al mondo intero la revoca di tutti gli accordi presi. Una decisione dovuta sia alla recente ripresa economica e finanziaria del Gruppo, sia per il fatto che i modelli della filiale europea sono commercializzati anche in Asia e in America Latina, due mercati in forte crescita. Inoltre, privarsi di Opel avrebbe significato uscire dal mercato del Vecchio Continente: una scelta dolorosa ma inevitabile mesi fa, quando la GM stava fallendo, ma giudicata suicida oggi che sta recuperando terreno.

CAMBIO DI GUARDIA - Pochi giorni dopo questa decisione, l’amministratore delegato della Opel Carl-Peter Forster, si è dimesso, e subito sono girate voci circa una sua immediata sostituzione con il vicepresidente e delegato alle relazioni internazionali della GM, Nick Reilly (in foto). Sarà lui a incaricarsi della ristrutturazione dei due marchi Opel e Vauxhall in Europa, per renderli più indipendenti da Detroit.

MA NON FINISCE QUI - La notizia di questa sostituzione è stata confermata proprio quando il consorzio Magna-Sberbank ha annunciato di voler citare in giudizio la GM per il voltafaccia, che pare non sia stato molto gradito. Si parla di 100 milioni di euro di danni, per aver pianificato la ristrutturazione della Opel, inutilmente.

NUOVE STRATEGIE - Nel frattempo l’amministratore delegato del colosso americano, Fritz Henderson, si porta avanti e ha già parlato di circa tre miliardi di euro per il rilancio della Opel, anche se secondo l’agenzia Moody’s ne serviranno molti di più, forse cinque. E ha confermato l’obiettivo di licenziare circa 10.000 dipendenti negli stabilimenti europei (attualmente la Opel impiega circa 50.000 persone, di cui 25.000 in Germania).

LA GERMANIA SI CHIAMA FUORI - Sulla questione ha fatto sentire la sua voce anche il cancelliere tedesco Angela Merkel. Se inizialmente la Germania era disposta a farsi carico di gran parte dei fondi necessari, in caso di vendita, per rendere meno traumatica la ristrutturazione, (erano stati promessi aiuti pubblici per 4,5 miliardi di euro), oggi la GM dovrà cavarsela da sola. Sia per sostenere il grosso dei costi dell’operazione di risanamento (chiusura delle fabbriche, licenziamenti, incentivi all’uscita dall’azienza), sia per restituire gli 1,5 miliardi ricevuti in prestito dalla Germania. La General Motors, comunque, sta già restituendo i fondi e salderà il debito entro fine mese.

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Ritratto di Sprint105
12 novembre 2009 - 15:50
penso che sia giusto chiedere i danni a GM, ma ritengo che gli americani abbiano fatto bene a tenersi la Opel. Non potevano certo rinunciare all'Europa, proprio ora la casa tedesca sta sfornando nuovi modelli. Comunque non sfugge che questa notizia sia arrivata dopo le elezioni in Germania vinte dalla Merkel. Non sarà che gli americani abbiano aspettato a dire di aver cambiato idea per non danneggiare la cencelliera che si era presa a cuore la faccenda?
Ritratto di Oscar
14 novembre 2009 - 16:30
uh per un pelo la magna si prendeva anche la opel (i cinesi ci stanno prendendo tutto) ma per fortuna la gm ha salvato la opel, speriamo per molto tempo!!!