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La Francia accelera sull'auto elettrica

09 dicembre 2014

Il Governo ha varato un programma di espansione della rete di ricarica insieme a forti incentivi per i privati nell'acquisto delle auto elettriche.

La Francia accelera sull'auto elettrica
ELETTRICO ALLA FRANCESE - Grazie all’attività della Renault, l’auto elettrica in Francia da parecchi anni è all’ordine del giorno. Anche lì però le vendite non sono mai decollate e tuttora languono (a novembre in tutta la Francia se ne sono contate 911, anche se con un aumento del 31% rispetto all’anno scorso). All’origine le ormai dette e ripetute ragioni: la scarsa autonomia, l’assenza di una adeguata rete di centraline di ricarica, il costo dei veicoli. Per queste ragioni ultimamente più che riguardare i veicoli, le discussioni sul tema della mobilità elettrica ruotano attorno alla prospettiva di realizzare una fitta rete di colonnine per ricaricare i veicoli. In un Paese dove l'energia elettrica costa poco, grazie alle decine di centrali nucleari che la producono, appare come uno sbocco naturale.
 
INVITO AI PRIVATI - Oggi in Francia ce ne sono circa 9 mila di colonnine (comprese quelle allestite dalla società Autolib, che mette a disposizione in car sharing le vetture elettriche). Il governo vuole potenziare questa rete e con un provvedimento di legge del 4 agosto scorso ha deciso di affidare a “operatori nazionali” la “costruzione, la gestione e la manutenzione di reti di colonnine di ricarica per veicoli elettrici”. Si direbbe che l’iniziativa di legge abbia dato subito i suoi frutti visto che nei giorni scorsi c’è già stata una concreta manifestazione di interesse in proposito.
 
BOLLORÉ: LO SPECIALISTA - A farsi avanti è stato il gruppo Bolloré, cioè il colosso impegnato (e pioniere) nel settore delle pile agli ioni di litio, oltre che produttore di auto elettriche e imprenditore a cui fa capo il network Autolib. Bolloré ha infatti presentato ai ministeri dell’Ambiente e dell’Economia un proprio dossier contenente un progetto di massima per l’installazione di 16 mila colonnine sul territorio nazionale. Colonnine che, va aggiunto, vanno a sommarsi alle circa 5 mila di Autolib, che resteranno separate nella gestione.
 
3-4 ORE PER RICARICARE - I punti di ricarica previsti dal programma di Bolloré sono del tipo che consente il “rifornimento” in un tempo medio: tra le tre e le quattro ore. Per l’intera operazione Bolloré ha previsto un investimento di 150 milioni in quattro anni. Come richiesto esplicitamente dalla legge statale, il programma ha caratteristiche nazionali ma per la scelta delle ubicazioni dei punti di ricarica è previsto un modo operandi comune con le autorità locali.
 
UNA FASE DI SVILUPPO - Dunque pare di trattarsi di un passaggio molto concreto sulla strada dell’indispensabile allargamento delle possibilità di ricaricare le batterie delle auto elettriche. Ci sono infatti iniziative pubbliche e private che vanno nella stessa direzione. Ci si aspetta infatti che dopo Bolloré anche altri avanzino dei propri progetti. Da parte dello Stato invece le iniziative sono più di una. Oltre alla legge di agosto che sollecita la nascita di operatori privati nel settore, è stato confermato il contributo di 6.300 euro per l’acquisto delle auto elettriche (con possibilità che l’incentivo arrivi a 10 mila euro) mentre i comuni che intendono creare dei punti di ricarica possono trovare finanziamenti pubblici. Lo Stato ha infatti messo a disposizione 50 milioni per questa utilizzazione. 
 
DIESEL SOTTO ATTACCO - Ma il tema della mobilità ecocompatibile in Francia non si limita soltanto alla rete di ricarica delle auto elettriche. Intanto è in atto un duro dibattito sulla dannosità delle auto diesel, in cui trovano posto proposte di limitazioni e cancellazioni. A tali ipotesi c’è ovviamente chi ribatte che è scorretto trattare tutte le auto diesel allo stesso modo, perché le ultime generazioni sono molto più efficienti di quelle di qualche anno fa, ma tant’è: il tema è “diesel sì, diesel no”. E al momento la realtà dimostra che il gasolio è di gran lunga la soluzione preferita: l’82% dei consumi di carburante riguardano appunto il gasolio.
 
SHARING POER GLI ARTIGIANI - Ne fa fede quanto affermato dal sindaco di Parigi, la signora Anne Hidalgo, che ha affermato di aver sostituito tutte le auto diesel del parco auto comunale e che intende “sradicare” il diesel dal centro di Parigi. In proposito l’ultima iniziativa concreta è il lancio del servizio di car sharing (in Francia lo chiamano auto-partage) dedicato ai veicoli commerciali, da mettere a disposizione dei piccoli artigiani che si devono muovere nel centro urbano della capitale francese. Il nuovo servizio si chiama Utilib ed è una emanazione di Autolib. Utilib è stato creato in collaborazione tra comune e Bolloré. Per ora sono 30 i veicoli attrezzati (si tratta di vetture Bolloré trasformate i piccoli van). 
 
IDEE ITALIANE - Con ciò non è detto che le idee e le iniziative vengano solo sotto la Tour Eiffel o all’estero. Qualche idea originale nasce anche in Italia, indipendentemente dalla discussione elettrica/diesel/ibrida. La compagnia di assicurazione Unipol ha lanciato una iniziativa in base a cui chi accetta di installare sulla propria auto la “scatola nera” che registra ogni movimento del veicolo, riceve un biglietto dei mezzi di Milano per ogni giorno che non usa la vettura. Non sarà granché ma l’iniziativa è stata apprezzata pubblicamente dall’inglese Financial Times.




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Ritratto di NeroneLanzi
10 dicembre 2014 - 09:15
Contenti i contribuenti transalpini, contenti tutti
Ritratto di Gino2010
10 dicembre 2014 - 12:20
ti ho detto in altri post?ossia che la cara europa ci imporrà auto elettriche ed ibride?un po' per volta certo.Ero convinto che avrebbe cominciato la germania ma evidentemente la renault ha troppe twizy o come cappero si chiama,invendute.Ed anche la pegeout non vende troppe ion.Sicuri sicuri che la nuova punto sarà una 500 a 5 porte?meditate fiat,mediate.
Ritratto di NeroneLanzi
10 dicembre 2014 - 12:32
In Europa sono anni che alcuni paesi stanno provando a piazzare auto elettriche. In Olanda hanno buttato decine di milioni di soldi pubblici, ipertassato le alimentazioni tradizionali, fatto fallire concessionarie. Il tutto contro gli interessi delle case. Renault non ha alcun vero interesse dalla vendita delle elettriche in sé. Esattamente come non ce l'aveva PSA tanto che è uscita dal mercato delle elettriche (per quello non vedi immatricolazioni di ion e C-zero, che se è per quello nemmeno erano delle vere Peugeot o Citroen). E esattamente come non ce l'ha praticamente nessun costruttore, nemmeno BMW o VW. Per quanto riguarda la futura segmento B non so cosa c'entri. In ogni caso nell'automotive "Sicuro" è morto domenica e gli han fatto il funerale ieri.
Ritratto di Gino2010
10 dicembre 2014 - 15:37
l'elettrico e l'ibrido?la i3,la i8,la GTE,la e-golf,l'audi ad idrogeno chi le ha sviluppate?hanno speso un sacco di soldi per sviluppare questi modelli,successivi alla ion ed alla C-zero.Quindi avendo osservato tutti quei fenomeni che dici tu hanno insistito ed insistono nel proseguire lungo questa strada.A giudicare dai risultati di vendita mi sembra che sappiano fare bene le loro mosse.Il punto è che non si è ancora mosso il governo tedesco,quello che davvero detta legge in europa,su questa strada.Ma è evidente che se le case tedesche stanno spendendo tutti questi soldi in mercato che tu dici non decolla,vuol dire che hanno il potere di decidere se farlo decollare o meno.Tu dici sicuro è morto domenica ecc ma hai delle certezze granitiche io invece ho grande paura.La futura segmento B c'entra in quanto una previsione sull'andamento futuro del mercato europeo non può non condizionare il progetto della nuova punto.
Ritratto di NeroneLanzi
10 dicembre 2014 - 16:12
Rileggi bene quanto ho scritto: "non ha alcun vero interesse dalla vendita delle elettriche in sé". Non significa che non hanno interesse ad averle in gamma. Non hanno interesse a venderle. Prendi il caso della i3. Una buona metà delle immatricolazioni sono andate ad Alphabet. E chi è Alphabet? Niente altro che BMW. Sostanzialmente il 50% delle targhe che hanno fatto sono state cedute, non vendute. La tua domanda successiva è: se ci perdono soldi, perchè le tengono in gamma? Molto semplice. Da un lato la risposta sei tu. Molta gente la pensa esattamente come te: se hai in gamma un'auto elettrica allora sei avanti. Poi il 99,99% di chi si dice convinto che l'elettrico attuale sia una cosa seria al tempo stesso non comprerebbe mai un'elettrica, ma questo è un altro discorso. Per cui la prima ragione è di immagine. La seconda ragione è di carattere normativo. Ovvero: sei veramente convinto che la Germania non si sia ancora mossa per influenzare le normative? E allora chi ha spinto perchè le targhe delle vetture elettriche contassero doppie o triple ai fini del calcolo delle emissioni medio-gamma? Di certo non è un truschino utile ai produttori con gamme medio/piccole, quanto piuttosto ai produttori di SUV e berlinone. Con sistemi simili basta immatricolare (non vendere) auto elettriche per avere vantaggi economici sull'intera gamma, anche se l'immatricolazione, di per sè, è fatta in perdita. Per quanto riguarda il segmento B in casa FCA, l'unica certezza che puoi avere è che non ci sono certezze. Nel settore un'auto è da considerarsi lanciata solo quando viene aperta l'ordinabilità (qualcuno addirittura ti direbbe che è lanciata quando hai la prima consegna). Sicuramente nel caso di una erede delle Punto un elemento chiave sarà l'andamento del mercato. Ma credimi, questo vale per qualsiasi vettura pensata per generare valore, indipendentemente dal segmento. E' un po' come dire che le probabilità di conquistare una ragazza sono influenzate dalla tua bellezza e dalla tua simpatia. E' verissimo ma non è che sia una rivelazione.
Ritratto di Gino2010
11 dicembre 2014 - 12:32
sempre ma......ho troppo nella memoria il precedente storico del passaggio dalla super alla verde deciso di fatto dalle case tedesche che già per prime producevano solo auto con la verde.Sul fatto che c'è gente che come me pensa che avere un'auto elettrica/ibrida sia segno di evoluzione tecnologica ma poi non la comprerebbero mai,(l'elettrica no di sicuro,sull'ibrido dipende da quanto costa),hai certo ragione ma ancora di più questo renderebbe necessario da parte di FCA farne una,visto che l'immagine di fiat all'estero è un po' appannata,specie in europa,AR sempre meno considerato marchio premium e lancia non se la fila nessuno.Perchè non rilanciare anche l'immagine di fiat?oggi l'immagine è quella che ti fa vendere,altimenti con i prezzi praticati da bmw,audi e mb ma chi comprerebbe un suv da loro con quello che offrono coreani e giapponesi?Dato che vi state rompendo la testa contro il muro sull'erede della bravo io ho dato il mio suggerimento:meno preoccupazione sul margine,più sull'immagine.Tanto il margine non lo fate manco con la 500 a 5p a meno di non rimetterci sulle vendite della 500L.
Ritratto di Gino2010
11 dicembre 2014 - 12:35
poi è un altro discorso mooolto interessante.saluti
Ritratto di onlyroma
10 dicembre 2014 - 10:03
Sembra logico incentivare le auto a emissioni "quasi" zero. Dico quasi xchè x creare corrente si inquina,anche costruire i pannelli solari inquina,quindi è quasi zero,ancora energia pulita al 100% non esiste. Il problema è a chi vanno questi incentivi,immagino che oggi un operaio non acquisterebbe mai e poi mai una elettrica,dovendo ricaricarla x strada lentamente. Quindi è più verosimile che i compratori siano benestanti,con un bel giardino e un impianto fotovoltaico proprio. Non proprio dei morti di fame,che adesso possono acquistare un auto elettrica e risparmiare molti soldi e viaggiando a costo zero. Per me gli incentivi sono sempre una buona cosa,ma guardando sempre il reddito effettivo di chi ne fa richiesta. Se proprio si vuole aiutare l'ambiente io proporrei che lo stato creasse delle fabbriche di pannelli fotovoltaici (nuovi posti di lavoro) e a tutti quelli che hanno un tetto disponibile o un giardino di montarli gratis al 50%,mi spiego 3kw sono x il proprietario e 3kw se li prende lo stato. Insomma affitti la tua proprietà allo stato,ma in cambio hai energia pulita gratis e lo Stato crea posti di lavoro e produce energia pulita. Con questo sistema il fabbisogno energetico sarebbe colmato da energia solare,i soldi investiti dallo stato recuperati dal risparmio di acquisto gas e combustibili. Ma credo che questo non accadrà mai,siamo in Italia e sul petrolio e sul gas ci sono i politici che ci mangiano abbondantemente.
Ritratto di selvaggio
10 dicembre 2014 - 19:05
Le auto elettriche vengono prodotte perchè incentivate da soldi "pubblici". Le aziende che le costruiscono hanno inoltre l'abbattimento del totale "inquinante" essendo a emissioni zero. In francia hanno un surplus di produzione elettrica a basso costo "nucleare", quindi oltre che a venderlo agli "sciocchi pseudoecologisti italiani" lo devono sfruttare anche in casa. In francia praticamente non usano metano e poco gpl.
Ritratto di Mauro L.
10 dicembre 2014 - 20:40
E' Certo per l'oro l'elettricità non costa nulla, anno le centrali nucleari e per cio devono mantenerle. Per noi l'ottimale è il diesel o le ibride, a pensare che l'oro hanno fatto i primi passi sul diesel, ora noi italiani siamo primi produttori di motori diese compesi i loro ( mi sa che non gli piace ma devono comperare da noi i migliori motori diesel) prodotti a Torino, euro 6, per la Mokka, Opel, e altre, per la skoda, la Fiat, jeep renegade, per la pegeot, per la renaut, per la Volkswagen‎, per la Nissan (anche la futura Vitara etc. Ma piantatela, saranno sempre il fanalino di cosa questi Francesi...
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