ELETTRICO ALLA FRANCESE - Grazie all’attività della Renault, l’auto elettrica in Francia da parecchi anni è all’ordine del giorno. Anche lì però le vendite non sono mai decollate e tuttora languono (a novembre in tutta la Francia se ne sono contate 911, anche se con un aumento del 31% rispetto all’anno scorso). All’origine le ormai dette e ripetute ragioni: la scarsa autonomia, l’assenza di una adeguata rete di centraline di ricarica, il costo dei veicoli. Per queste ragioni ultimamente più che riguardare i veicoli, le discussioni sul tema della mobilità elettrica ruotano attorno alla prospettiva di realizzare una fitta rete di colonnine per ricaricare i veicoli. In un Paese dove l'energia elettrica costa poco, grazie alle decine di centrali nucleari che la producono, appare come uno sbocco naturale.
INVITO AI PRIVATI - Oggi in Francia ce ne sono circa 9 mila di colonnine (comprese quelle allestite dalla società Autolib, che mette a disposizione in car sharing le vetture elettriche). Il governo vuole potenziare questa rete e con un provvedimento di legge del 4 agosto scorso ha deciso di affidare a “operatori nazionali” la “costruzione, la gestione e la manutenzione di reti di colonnine di ricarica per veicoli elettrici”. Si direbbe che l’iniziativa di legge abbia dato subito i suoi frutti visto che nei giorni scorsi c’è già stata una concreta manifestazione di interesse in proposito.
BOLLORÉ: LO SPECIALISTA - A farsi avanti è stato il gruppo Bolloré, cioè il colosso impegnato (e pioniere) nel settore delle pile agli ioni di litio, oltre che produttore di auto elettriche e imprenditore a cui fa capo il network Autolib. Bolloré ha infatti presentato ai ministeri dell’Ambiente e dell’Economia un proprio dossier contenente un progetto di massima per l’installazione di 16 mila colonnine sul territorio nazionale. Colonnine che, va aggiunto, vanno a sommarsi alle circa 5 mila di Autolib, che resteranno separate nella gestione.
3-4 ORE PER RICARICARE - I punti di ricarica previsti dal programma di Bolloré sono del tipo che consente il “rifornimento” in un tempo medio: tra le tre e le quattro ore. Per l’intera operazione Bolloré ha previsto un investimento di 150 milioni in quattro anni. Come richiesto esplicitamente dalla legge statale, il programma ha caratteristiche nazionali ma per la scelta delle ubicazioni dei punti di ricarica è previsto un modo operandi comune con le autorità locali.
UNA FASE DI SVILUPPO - Dunque pare di trattarsi di un passaggio molto concreto sulla strada dell’indispensabile allargamento delle possibilità di ricaricare le batterie delle auto elettriche. Ci sono infatti iniziative pubbliche e private che vanno nella stessa direzione. Ci si aspetta infatti che dopo Bolloré anche altri avanzino dei propri progetti. Da parte dello Stato invece le iniziative sono più di una. Oltre alla legge di agosto che sollecita la nascita di operatori privati nel settore, è stato confermato il contributo di 6.300 euro per l’acquisto delle auto elettriche (con possibilità che l’incentivo arrivi a 10 mila euro) mentre i comuni che intendono creare dei punti di ricarica possono trovare finanziamenti pubblici. Lo Stato ha infatti messo a disposizione 50 milioni per questa utilizzazione.
DIESEL SOTTO ATTACCO - Ma il tema della mobilità ecocompatibile in Francia non si limita soltanto alla rete di ricarica delle auto elettriche. Intanto è in atto un duro dibattito sulla dannosità delle auto diesel, in cui trovano posto proposte di limitazioni e cancellazioni. A tali ipotesi c’è ovviamente chi ribatte che è scorretto trattare tutte le auto diesel allo stesso modo, perché le ultime generazioni sono molto più efficienti di quelle di qualche anno fa, ma tant’è: il tema è “diesel sì, diesel no”. E al momento la realtà dimostra che il gasolio è di gran lunga la soluzione preferita: l’82% dei consumi di carburante riguardano appunto il gasolio.
SHARING POER GLI ARTIGIANI - Ne fa fede quanto affermato dal sindaco di Parigi, la signora Anne Hidalgo, che ha affermato di aver sostituito tutte le auto diesel del parco auto comunale e che intende “sradicare” il diesel dal centro di Parigi. In proposito l’ultima iniziativa concreta è il lancio del servizio di car sharing (in Francia lo chiamano auto-partage) dedicato ai veicoli commerciali, da mettere a disposizione dei piccoli artigiani che si devono muovere nel centro urbano della capitale francese. Il nuovo servizio si chiama Utilib ed è una emanazione di Autolib. Utilib è stato creato in collaborazione tra comune e Bolloré. Per ora sono 30 i veicoli attrezzati (si tratta di vetture Bolloré trasformate i piccoli van).
IDEE ITALIANE - Con ciò non è detto che le idee e le iniziative vengano solo sotto la Tour Eiffel o all’estero. Qualche idea originale nasce anche in Italia, indipendentemente dalla discussione elettrica/diesel/ibrida. La compagnia di assicurazione Unipol ha lanciato una iniziativa in base a cui chi accetta di installare sulla propria auto la “scatola nera” che registra ogni movimento del veicolo, riceve un biglietto dei mezzi di Milano per ogni giorno che non usa la vettura. Non sarà granché ma l’iniziativa è stata apprezzata pubblicamente dall’inglese Financial Times.