DEBITO SALDATO - Con il pagamento di 5,8 miliardi di dollari (4,7 al Tesoro Usa e 1,1 all'Export Development Canada ) avvenuto lo scorso 21 aprile, la General Motors ha finito di saldare il finanziamento di 8,4 milioni di dollari avvallato dall'amministrazione Obama e dai governi del Canada e dell'Ontario: si erano impegnati ad acquistare quote societarie del costruttore di auto americano, finito in amministrazione controllata.
VENDITE IN CRESCITA - Come ha precisato lo stesso amministratore delegato della General Motors, Ed Whitacre, “la capacità di GM di restituire i finanziamenti in anticipo rispetto a quanto stabilito, è un segnale che il nostro piano sta funzionando e che siamo sulla strada giusta.” Già nel terzo trimestre del 2009 la Casa americana aveva ridotto i debiti complessivi da 94,7 miliardi di dollari a “soli” 17 (leggi qui la news). Un andamento positivo proseguito nei primi tre mesi del 2010 grazie anche alle vendite in crescita del 36% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Tra i modelli più venduti negli Usa ci sono le berline Chevrolet Malibu (foto in alto) e Buick LaCross che (rispettivamente 49.000 e 14.000 unità) che hanno visto crescere di ben il 58% il loro volume di vendite rispetto al 2009.

Per la produzione della Chevrolet Volt, la GM ha investito 121 milioni di dollari nello stabilimento di Detroit Hamtramck.
AZIENDA IN RIPRESA - Dati accompagnati dal commento di Whitacre: “I nostri concessionari sono riusciti ad incrementare le vendite mentre noi stiamo investendo in nuove fabbriche per recuperare e creare posti di lavoro”. Per sostenere la forte domanda della Malibu e della LaCross, presso lo stabilimento di Fairfax dove vengono assemblate, è stato aggiunto un terzo turno lavorativo per circa 1.050 posti in più. Mentre, lo scorso 21 marzo, per la fabbrica di Detroit Hamtramck sono stati stanziati investimenti pari a 121 milioni di dollari per dare il via alla produzione della Chevrolet Volt, la berlina elettrica in vendita entro fine anno in California (leggi qui per saperne di più).
Dallo scorso mese di luglio, quando uscita dall'amministrazione controllata l'azienda ha cominciato una “seconda vita”, la General Motors ha annunciato investimenti per oltre 1,5 miliardi di dollari in 20 stabilimenti statunitensi e canadesi che hanno portato a 7.500 posti di lavoro.







