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La General Motors rimborsa il suo debito

27 aprile 2010

Grazie alle vendite in crescita rispetto al 2009, il colosso americano ha restituito in anticipo i restanti 5,8 miliardi di dollari ricevuti in prestito dai contribuenti americani e canadesi. E ha ripreso ad investire nella produzione.

DEBITO SALDATO - Con il pagamento di 5,8 miliardi di dollari (4,7 al Tesoro Usa e 1,1 all'Export Development Canada ) avvenuto lo scorso 21 aprile, la General Motors ha finito di saldare il finanziamento di 8,4 milioni di dollari avvallato dall'amministrazione Obama e dai governi del Canada e dell'Ontario: si erano impegnati ad acquistare quote societarie del costruttore di auto americano, finito in amministrazione controllata.

VENDITE IN CRESCITA - Come ha precisato lo stesso amministratore delegato della General Motors, Ed Whitacre, “la capacità di GM di restituire i finanziamenti in anticipo rispetto a quanto stabilito, è un segnale che il nostro piano sta funzionando e che siamo sulla strada giusta.” Già nel  terzo trimestre del 2009 la Casa americana aveva ridotto i debiti complessivi da 94,7 miliardi di dollari a “soli” 17 (leggi qui la news). Un andamento positivo proseguito nei primi tre mesi del 2010 grazie anche alle vendite in crescita del 36% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Tra i modelli più venduti negli Usa ci sono le berline Chevrolet Malibu (foto in alto) e Buick LaCross che (rispettivamente 49.000 e 14.000 unità) che hanno visto crescere di ben il 58% il loro volume di vendite rispetto al 2009.


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Per la produzione della Chevrolet Volt, la GM ha investito 121 milioni di dollari nello stabilimento di Detroit Hamtramck.


AZIENDA IN RIPRESA
- Dati accompagnati dal commento di  Whitacre: “I nostri concessionari sono riusciti ad incrementare le vendite mentre noi stiamo investendo in nuove fabbriche per recuperare e creare posti di lavoro”. Per sostenere la forte domanda della Malibu e della LaCross, presso lo stabilimento di Fairfax dove vengono assemblate, è stato aggiunto un terzo turno lavorativo per circa 1.050 posti in più. Mentre, lo scorso 21 marzo, per la fabbrica di Detroit Hamtramck sono stati stanziati investimenti pari a 121 milioni di dollari per dare il via alla produzione della Chevrolet Volt, la berlina elettrica in vendita entro fine anno in California (leggi qui per saperne di più).
Dallo scorso mese di luglio, quando uscita dall'amministrazione controllata l'azienda ha cominciato una “seconda vita”, la General Motors ha annunciato investimenti per oltre 1,5 miliardi di dollari in 20 stabilimenti statunitensi e canadesi che hanno portato a 7.500 posti di lavoro.



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Ritratto di Al86
27 aprile 2010 - 12:31
questo è un buon segno, peccato che la ripresa sia costata cara (chiusura di *la nota casa produttrice di fuoristrada derivati dall'HMMWV* e Pontiac, cessione della Saab) ma almeno è riuscita a salvarsi dalla bancarotta e a saldare il debito coi contribuenti americani e canadesi. Mi chedo, quando Fiat salderà i suoi debiti coi contribuenti italiani?
Ritratto di alberto89
27 aprile 2010 - 15:26
la chiusura della hummer è stata la cosa piu incredibile e terribile che è accaduta negli ultimi tempi...va be che piuttosto di darla ai cinesi...pero potevano venderla a qualcun'altro...e invece...
Ritratto di DaveK1982
27 aprile 2010 - 15:47
7
ma per fortuna che ha chiuso! erano le auto più insensate sul mercato!
Ritratto di alberto89
27 aprile 2010 - 16:19
l'auto americana per eccellenza ....come chiudesse la jeep...
Ritratto di DaveK1982
29 aprile 2010 - 09:54
7
hai ragione, ma era ora di scrollarsi di dosso il vecchiume di quei concetti di auto
Ritratto di Al86
27 aprile 2010 - 12:32
cosa c'è di offensivo in H-u-m-m-e-r?
Ritratto di administrator
27 aprile 2010 - 14:35
1
"Hummer" era finito nell'elenco dei termini offensivi. L'errore è stato corretto, grazie della segnalazione. La redazione.
Ritratto di Al86
27 aprile 2010 - 16:01
già che ci siamo, al vostro filtro antispam non piace nemmeno piana-l-e

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