CHI LO VUOLE, PAGHI - Per ridurre il deficit statale, tra i provvedimenti presi dal governo Berlusconi c’era l’impegno di riorganizzare gli uffici giudiziari (entro un anno dalla pubblicazione del decreto legge del 13 agosto 2011). Ora il Ministero della Giustizia ha reso noto lo schema del decreto legislativo che verrà sottoposto al parere di Camera e Senato: prevede l’accorpamento degli uffici del giudice di pace situati nei centri minori e con meno carico di lavoro, per ridistribuire nelle altre sedi quasi duemila magistrati e altrettanto personale amministrativo. Chiuderebbe il 75% degli uffici (vedi qui l’elenco completo), quasi tutti situati nelle città dove non c’è già una sede del tribunale. I comuni che vorranno mantenerli aperti dovranno farsi carico di tutte le spese, comprese quelle per il personale amministrativo.
SI ALZA L’ASTICELLA - Se i tagli saranno confermati, aumenteranno ulteriormente i costi e i disagi per appellarsi al giudice. Per i piccoli importi, ormai, non conviene: la multa per un divieto di sosta è di 38 euro; chi vuole opporsi deve spenderne quasi 40 (37 da versare allo Stato; 3,90 per la raccomandata con avviso di ricevimento) senza considerare il tempo perso. Strada in salita, inoltre, per i casi più complessi, dov’è necessario il supporto di un avvocato: il termine per presentare il ricorso è stato dimezzato (da 60 è stato ridotto a 30 giorni). Infine, chi si fa assistere da un legale deve valutare bene le spese che affronterà: l’amministrazione, anche se perde la causa, non paga più integralmente la parcella dell’avvocato, ma rimborsa una somma che arriva solo fino al valore della multa (decreto “Salva Italia” del 22 dicembre 2011).






