Le gomme delle automobili di domani non saranno sviluppate nei tradizionali laboratori di ricerca e sviluppo e neanche in massacranti test su strada e in pista. Non solo, almeno. Il cuore della progettazione, ormai, si sta spostando nei laboratori dell’informatica, dove al posto del caos controllato di un reparto industriale regnano codici, algoritmi e simulatori di guida iper realistici.
Per la Pirelli, tra i leader mondiali del settore, la rivoluzione digitale è cominciata sei anni fa, con la pandemia di Coronavirus. “Eravamo tutti a casa per il lockdown e questo ci ha portato a ragionare sullo studio di nuovi metodi per sviluppare i nostri pneumatici”, racconta Piero Misani (nella foto qui sotto), ingegnere aeronautico classe ’58 che ha iniziato a lavorare per la Pirelli nel 1985 e oggi ricopre il ruolo di direttore tecnico dell’azienda.

Dalla virtualizzazione all’intelligenza artificiale il passo è stato breve. E oggi, del supporto dei software generativi, la Pirelli non può più fare a meno. “Una volta le gomme si provavano in pista e quelle che non andavano bene si buttavano via. Con quegli scarti cestinavamo senza saperlo una miriade di dati che oggi, invece, dati in pasto all’intelligenza artificiale tornano utilissimi per migliorare la qualità del prodotto”, spiega Misani.
Un esempio concreto? Gli assistenti virtuali, capaci di mescolare leggi ed equazioni chimico-fisiche con una rapidità inimmaginabile per il cervello umano, hanno fornito un’analisi così dettagliata dei micro-scivolamenti del battistrada che i progettisti sono riusciti a capire come ridurre di circa il 20% l’usura specifica di uno pneumatico. “L’intelligenza artificiale offre un approccio nuovo ai materiali e per far capire quanto questo sia importante - osserva Misani - basta pensare che una gomma è fatta da più mescole e ognuna combina al suo interno decine di elementi diversi”.

Un altro esempio tangibile dell’impatto dell’intelligenza artificiale nell’evoluzione delle gomme riguarda la sicurezza ed è quello che l’azienda chiama Cyber Tyre. Si tratta di una specie di cervello elettronico che dai sensori degli pneumatici riceve informazioni su accelerazione, pressione e temperatura e li trasmette agli aiuti elettronici alla guida in tempi rapidissimi, rendendo più preciso ed efficace l’intervento dell’Abs e dei controlli di stabilità e trazione.
L’intelligenza artificiale dà una grossa mano anche nella progettazione delle strutture delle gomme”, aggiunge l’ingegner Dario Marrafuschi, responsabile dello sviluppo del prodotto in Pirelli. Ma gli algoritmi, in fabbrica, non hanno un ruolo cruciale solo nella progettazione e nello sviluppo: il loro raggio d’azione si estende anche ai reparti, dove hanno imparato a conoscere nel dettaglio il funzionamento dei macchinari, prevedendone eventuali guasti o malfunzionamenti.





