OBIETTIVO 2015 - Distribuendo le sue novità nei diversi saloni che affollano questo novembre 2013, per l’Auto Show di Los Angeles, la Honda ha tenuto in serbo la primizia più “verde”, tenendo dunque in buon conto il fatto di trovarsi nel cuore della ambientalista California. In bella evidenza sullo stand di Los Angeles c'era infatti la Honda FCEV Concept, che è un’anticipazione di vettura a motore elettrico funzionante con alimentazione a fuel cell, dunque a idrogeno. È una concept car ma il comunicato ufficiale della Honda fa sapere che nel 2015 sarà avviata la vendita di auto di questo tipo negli Usa e in Giappone, per poi arrivare anche in Europa.
LINEA ESTREMA - Sebbene la Honda FCEV susciti interesse soprattutto per il suo sistema di motorizzazione e per l’annunciato arrivo sui mercati, va detto che motivi di discussione ne fa nascere anche lo stile. Tanto che se si possono avere dei dubbi sulla effettiva messa in commercio della vettura, ciò non è tanto per il sistema a fuel cell, ma appunto per il design, che definire estremo è dire poco. A meno che la Honda non voglia seguire la strada intrapresa dalla Volkswagen con la sua XL1, auto dalle forme avveniristiche che arriverà sul mercato il prossimo anno.
IMPEGNO NELLE FUEL CELL - Ciò che è sicuro è che il sistema che muove la Honda FCEV Concept è in grado di far marciare la vettura per 300 miglia, cioè circa 480 chilometri e che per il rifornimento (non si parla di ricarica) saranno sufficienti pochi minuti. Ciò significa che le ricerche della Honda in materia continuano a progredire, visto che la FCX Clarity (modello a fuel cell precedente, del 2008, commercializzato in pochi esemplari) dichiarava un’autonomia di 384 km. Le fuel cell, o pile a combustibile, sono della batterie che vengono alimentate dall'idrogeno contenuto in forma liquida in un apposito serbatoio in grado di mantenerlo a -250 °C. Le batterie a loro volta forniscono l'energia ad un motore elettrico che muove le ruote. Il successo di auto di questo tipo, quindi, è subordinata alla diffusione di una rete di distributori di idrogeno più ampia possibile. Ed è proprio questo l'ostacolo economico più grosso.