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Dallo Ied le idee per le prossime Fiat e Chrysler

29 ottobre 2009

Gli studenti dello Ied di Torino hanno provato ad interpretare lo stile dei prossimi modelli del gruppo Fiat-Chrysler con lo scopo di unire due mondi così distanti.

LE PRIME FIAT-CHRYSLER - La collaborazione tra le scuole di design e le aziende è sempre più "di moda": dopo i progetti realizzati nell'ambito della collaborazione tra la Lamborghini e la Scuola Politecnica di Design, ora è la volta dello Ied (Istituto Europeo di Design) di Torino e della Fiat. Ai 37 studenti del secondo anno è stato chiesto di progettare un modello che fosse "figlio" delle culture di entrambi i marchi Fiat e Chrysler. Alla base della collaborazione, anche la necessità del Gruppo italo-americano, di trovare idee innovative.

 

1 Biov high res2 Biov high res
Il modello Biov, disegnato da Roberto Testolin.

 

“Far lavorare gli studenti su un tema così attuale, ancora prima dell’ufficializzazione dell’accordo, ha rappresentato per la nostra Scuola una vera sfida didattica”, ha commentato César Mendoza, Direttore Ied Torino. “Nel corso dell’esercizio, partito nel febbraio del 2009 e conclusosi a luglio, l’incontro con il Centro Stile di Fiat è stato fondamentale per dare concretezza al progetto”, ha continuato.

SOLO DUE CE L'HANNO FATTA - Il progetto è stato coordinato da una squadra di docenti che ha seguito i ragazzi nella lavorazione degli interni e degli esterni. Ogni studente ha lavorato singolarmente e, tra le proposte presentate, ne sono state selezionate 13. Tra queste solo due sono arrivate alla realizzazione di un modello in scala 1:4: sono state scelte quelle di Vasily Kurkov e Roberto Testolin.

ECONOMICA DA COSTRUIRE
- Biov, la proposta dell'italiano, punta alla riduzione dei costi di produzione di una citycar ecologica che nasce con l’obiettivo di “stuzzicare” una clientela giovane, ma sensibile alla tematiche ambientali. La carrozzeria della vettura è composta da pochissime superfici in plastica, un materiale leggero e di facile produzione. Queste parti, montate attraverso un sistema di sovrapposizioni, diminuiscono le difficioltà nella costruzione del veicolo e dunque i costi di ingegnerizzazione.

 

1 PYGMY high res2 PYGMY high res
Il modello della Jeep PYGMY, progettato da Vasiliy Kurkov.

CULTURA A STELLE E STRISCE - La PYGMY di Vasiliy Kurkov si basa sulla piattaforma della Fiat Panda Cross 4x4 ed è un veicolo che si ispira alla cultura americana della Jeep. È una due posti che può essere modificata esteticamente secondo le esigenze del cliente. 

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Ritratto di Peacy
29 ottobre 2009 - 20:35
e ci spendono anche più di € 7.500 l'anno?!?!?!?!?! se questi sono i nuovi designer di auto meglio andare a piedi!!!!!
Ritratto di vito88
31 ottobre 2009 - 12:14
hai perfettamente ragione se queste merdate le chiamano auto preferirei viaggiare con un automobile degli anni settanta ce con una "cosa" del genere
Ritratto di Peppe
29 ottobre 2009 - 20:42
Bella scuola, dove avrei voluto andare io!! Peccato che, come dice Peacy, solo x l'scrizione ci vogliono 7200 euro l'anno
Ritratto di Peacy
29 ottobre 2009 - 20:47
a Roma € 7.500.. più tutte le spese di materiali chiaramente a carico degli iscritti.. uno schifo.. se poi questi sono i risultati..
Ritratto di Dan
29 ottobre 2009 - 20:51
Concordo in pieno...io studio Industrial Design al Politecnico di Torino, se presentiamo una roba del genere i prof ci tagliano la gola per non dire altro!...e poi chissà come mai le cose che escono dallo IED si assomigliano tutte...
Ritratto di Peacy
29 ottobre 2009 - 21:07
il perchè si assomigliano tutte non lo so, ma so solo che degli aborti del genere non osso essere neanche pensati.. altro che proposti ed addirittura accettati!!
Ritratto di Al86
29 ottobre 2009 - 21:02
Io invece studio fisica a Milano ma credo che sarei in grado di disegnare auto migliori di queste. P.S.: sono un disastro in disegno.
Ritratto di FedeSuper10
29 ottobre 2009 - 21:40
ma che diavolo gli viene in testa? Sembra un auto uscita da un ovetto kinder!
Ritratto di FED 88
29 ottobre 2009 - 22:24
ma come fanno a pensare anche lontanamente che può piacere ad un essere umano....... e spendono7500€ all'anno per imparare a fare questi "oggetti non identificati"......
Ritratto di FED 88
29 ottobre 2009 - 22:30
Mi ricorda molto una "Micro Machines " (le macchinine in migniatura x chi nn le conosce) che avevo quando ero piccolo....
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