SINISTRO MORTALE - Con la sentenza 11152/15, la Cassazione si è occupata di un incidente mortale, e più precisamente del risarcimento che l’assicurazione deve effettuare: il beneficiario è il prossimo congiunto della vittima (una quindicenne morta nel 2000 a Marina di Ravenna). Entrano in gioco le tabelle (i parametri) per definire il danno non patrimoniale: il problema è che sono cambiate. Quando è iniziato il processo davanti al primo giudice, le tabelle prevedevano importi più bassi; arrivati alla decisione finale in appello, le tabelle indicavano risarcimenti più alti: quali valori adottare? Parliamo di 315.000 euro circa. Per la Cassazione, il giudice ha l’obbligo di utilizzare i parametri vigenti al momento della decisione: una sentenza favorevole al parente del defunto (e alle vittime che riportano gravi lesioni fisiche) e contraria alla compagnia, che voleva pagare meno. Gli ermellini hanno stabilito che la corte d’appello di Bologna, in diversa composizione, proceda nuovamente alla delibazione dell'appello contro la sentenza del Tribunale di Ravenna. Attenendosi a quanto fissato dalla Cassazione: i parenti della vittima vanno risarciti in modo equo.