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Un incontro Fiat-Governo per smorzare le polemiche

27 ottobre 2012

Il presidente della Fiat John Elkann venerdì a Roma ha incontrato le massime cariche istituzionali e politiche. Non è stato riferito che cosa si sono detti, ma l’iniziativa della Fiat pare essere un gesto di buona volontà e rassicurante in vista di quanto sarà deciso martedì prossimo dal Consiglio di amministrazione.

RASSICURAZIONI - Cresce l’attesa per la riunione della riunione del Consiglio di amministrazione della Fiat per l’esame dei risultati relativi al terzo trimestre dell’anno. Venerdì il presidente della Fiat John Elkann (nella foto) è stato ricevuto prima dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e poi dal presidente del Consiglio Mario Monti. Gli incontri sono stati interpretati come un atto rassicurante da parte della Fiat nei confronti del Paese, come a voler dire “siamo qui e vogliamo rimanerci”. 

PAURA DI TAGLI E CHIUSURE - La crisi delle vendite in Europa sta inducendo i costruttori a iniziative dalle pesanti conseguenze occupazionali (Psa, Opel, Ford hanno deciso chiusure di impianti e riduzioni di organici) ed è forte il timore che anche la Fiat proceda su questa strada. Dagli incontri romani del presidente Elkann non sono trapelate notizie anticipatrici di ciò che sarà varato dal consiglio d’amministrazione, ma è impossibile che non si sia è parlato di questi argomenti e la cosa appare come una forma di rispetto e cortesia da parte della Fiat per le istituzioni italiane. 

VISITA DIPLOMATICA - Ciò forse anche in una strategia volta a superare l’atmosfera di polemiche che nelle scorse settimane ha caratterizzato i rapporti italiani della Fiat. Così, anche senza alcuna informazione su quanto detto nelle stanze del Quirinale e di Palazzo Chigi, gli incontri sono di per sé significativi per il semplice fatto di esserci stati. E il fatto che siano avvenuti in assenza dell’amministratore delegato Sergio Marchionne li fa apparire, più in particolare, come una manifestazione di orientamento da parte degli azionisti Fiat, la famiglia Agnelli.

PROGRAMMI “ITALIANI”? - In proposito sono da sottolineare alcune indiscrezioni riportate dalla stampa (il Sole 24 Ore) secondo cui Marchionne dovrebbe presentare un “progetto articolato che eviti le polemiche i battibecchi delle ultime settimane e a spostare il dibattito sul terreno della concretezza” e in questo senso Marchionne sarebbe stato “sollecitato anche dall’azionista”.

IN CONCRETO NESSUNA CERTEZZA - Parlando di concretezza, non resta che attendere che cosa sarà detto e deciso nel Consiglio d’amministrazione di martedì 30. Sapendo solo che, con il gruppo Fiat che a settembre ha perso il 18,5% delle vendite sul mercato europeo, è impossibile immaginare grandi investimenti autofinanziati e che di progetti concreti al momento ci sono soltanto quelli relativi ai due piccoli modelli suv che dovrebbero essere prodotti nello stabilimento di Mirafiori. Un progetto che all’interno dell’azienda sarebbe chiamato “Piano Balilla”, facendo riferimento allo storico modello Fiat d’anteguerra. 

PROSPETTIVE DA DEFINIRE - Per il resto ci sono tante congetture ma nessuna certezza. La strategia di fondo più probabile pare essere quella che vedrebbe gli impianti italiani utilizzati per produrre veicoli con marchi del gruppo Chrysler, da esportare. In questa prospettiva un apposito comitato tecnico sta lavorando presso il ministero per lo sviluppo economico al fine di individuare le iniziative utili ad agevolare tale prospettiva. Ma, appunto, siamo ancora nella fase delle discussioni negli uffici ministeriali.

RICERCA DI SOSTEGNO? - Va infine notato che la Fiat non ha unito la sua voce al coro di critiche e proteste sollevatesi in Europa da Volkswagen, Ford e General Motors contro le misure di sostegno decise dal governo francese per il gruppo Psa. Ciò mentre il suo presidente John Elkann è andato a incontrare le massime cariche del Paese.



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Ritratto di francesco alfista
28 ottobre 2012 - 00:51
chiedono garanzie a FIAT...e loro che provvedimenti prendono???nessuno...e niente auto prodotte qui allora visto che nn si vendono x vari motivi...(crucchi e tasse in primis...)
Ritratto di fabri99
29 ottobre 2012 - 14:38
4
Sarà per colpa dei tedescofili crucchi e delle loro auto, oltre che delle tasse, che non si comprano più Fiat, ma non trovo una soluzione possibile da parte del governo contro i crucchi: che gli facciamo?! Comunque non mi sto schierando con il governo, avrà tutte le colpe di questo mondo, ma non trovo che una colpa del governo italiano al fatto "Poche auto italiane vendute", possiamo inserire CRUCCHI... Che cosa ci possiamo fare?! Ok, le tasse, ma i crucchi non sono una colpa del governo, ma una concorrenza molto forte straniera... Ciao ;)
Ritratto di clips12
28 ottobre 2012 - 08:20
Governo scandaloso (come sempre del resto), e Fiat che sta a guardare, difficile aspettarsi qualcosa di diverso da chi gestisce la prima impresa italiana in un contesto come quello che ci troviamo. Ma senza voler difendere nessuno ribadisco quanto già detto più volte in passato, inpossibile aspettarsi grossi investimenti da Fiat senza un parco ordini consistente garantito, in Brasile questo avviene e li certe modifiche si vedono, qui in europa la situazione del lavoro è molto più onerosa per le aziende e se si vuole vedere cambiamenti sta anche a noi. Ma fino a che ad una punto ad una bravo e così via dicendo si preferirà modelli stranieri, sarà inutile lamentarsi dei non investimenti del gruppo fiat, qualcuno qui ha mai fatto l'imprenditore ?, investite nelle vostre imprese a scatole chiusa ? non credo proprio. Ed ora non venitemi fuori con l'arretratezza nello stile e nella tecnica, che nell'uso comune di noi cittadini conta zero ed in certi casi non è neanche giustificato, per chiedere innovazione la casse devono essere se non piene almeno non vuote.
Ritratto di fabri99
28 ottobre 2012 - 09:14
4
Proprio adesso, tanta neve bianca, un po' acquosa ancora, ma siamo sotto il 500m d'altitudine... Saluti ;) ps. E buon natale... ahahahahahhahahaa
Ritratto di osmica
28 ottobre 2012 - 19:37
Ero in Slovenia, parecchie difficoltà nel muovermi in quanto molti hanno ancora le gomme estive... Ci credo, ieri cerano 15 gradi :) E questo è il marathon a Ljubljana, con la neve http://www.youtube.com/watch?v=_v6lrRIRNeY
Ritratto di fabri99
28 ottobre 2012 - 20:05
4
Noi le termiche le abbiamo appena montate sulla Focus, sulla Punto no... Abbiamo preso pure i cerchi, lamiera ovviamente, per non dover continuare a cambiare gomma ai cerchi... Ciao ;)
Ritratto di yeu
28 ottobre 2012 - 09:55
Si può dire tutto quello che si vuole, però oramai i costruttori stanno tirando i remi in barca e se la Fiat realmente trova una soluzione diversa rispetto ad altri costruttori riuscendo a non chiudere degli impianti, dobbiamo solamente essergliene grati. La cosa che mi stupisce maggiormente è che negli oppositori degli aiuti di stato Francesi al gruppo PSA, c'è anche General Motors, visto che ha rilevato delle quote azionarie e visti gli annunci di forte collaborazione che sono stati presentati in questi giorni. O quì c'è un'errore di stampa, o c'è un qualcosa sotto che può anche essere un piano ben più ampio. Fatto sta che i francesi si sono già fortemente lamentati per della concorrenza sleale fatta da paesi che già fanno parte della comunità europea pur non essendo in linea con il costo del lavoro e perchè non adottano l'Euro. Già subito dopo le elezioni presidenziali, avevano proposto dei forti dazi verso questi paesi fino a quando non si fossero adeguati. Mi ricordo che già nel 2010 c'era la volontà di Fiat a fare dell'esportazione fuori Europa dall'Italia, ma sempre in quel periodo i tassi d'interesse ricominciarono a salire facendo di nuovo risalire la valuta monetaria e in quel periodo Marchionne dichiarò che l'Europa doveva decidere se voleva essere produttiva o meno perchè con questa mentalità, non si poteva certo pensare ad una esportazione e quindi il progetto fu messo in sordina. In quel periodo, dopo queste dichiarazioni, degli economisti di vari paesi concordarono tutti su quello affermato da Marchionne e in sostanza hanno detto che la manifattura europea era destinata ad assottigliarsi sempre di più perchè la filosofia della supervalutazione si contrappone con quella produttiva e che nessun investitore azzarderebbe degli investimenti produttivi senza prima avere delle garanzie a tal proposito.
Ritratto di gilrabbit
28 ottobre 2012 - 10:19
per le importazioni dai paesi fuori area euro. Oggi il tv, la lavatrice e il frigo o la coreana provengono da paesi dove gli stipendi degli operai stanno a 400 euro il mese. Idem per le auto europee prodotte in serbia, ungheria, slovacchia e repubblica ceca o polonia quindi fiat compresa. Una volta equiparati i prezzi e i costi, come è stato negli ultimi 50 anni, si può iniziare a parlare di modelli. Fino a quel giorno ogni battaglia è persa.
Ritratto di Jinzo
28 ottobre 2012 - 12:17
le cose costano molto immagina te con dei dazi in più per la merce che entra.... meglio AUTARCHIA..produciamo in italia per noi stessi...perchè comprare il frigo, tv, lavatrice, radio, computer dall'estero quando possiamo creare fabbriche per produrli noi e importare solo lo stretto necessario???...questi accordi deve fare lo stato...stop alle importazoini superflue e creare in italia...e vero che ci sono super tasse e compagnia bella però bisogna cominciare.... ehhh quanto la sapeva lunga il caro duce
Ritratto di gilrabbit
28 ottobre 2012 - 14:55
di alcuni prodotti importati fanno si chi i nostri possano regegre la concorrenza. Cosa ci guadagnamo ad importare dai cinesi se poi il risparmio ottenuto serve a mettere operai in mezzo alla strada senz acontare poi lo schifo dei prodotti che ci mandano? Oggi i coreani sfruttano alcuni paesi dell'est europa per produrre auto con stipendi da fame agli operai e si avvantaggiano dal fatto che non ci sono dazi tra i prodotti in EU. Io sono disposto a pagare di più un prodotto purchè i miei figli trovino un impiego.
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