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Ineos Grenadier: l’abbiamo vista dal vivo

Pubblicato 12 ottobre 2021

A una prima impressione la nuova fuoristrada sembra in grado di affrontare qualsiasi terreno, come dimostrato nel test “da passeggeri”, accanto ai collaudatori della casa.

Ineos Grenadier: l’abbiamo vista dal vivo

CI SIAMO QUASI - Siamo saliti a bordo di un esemplare di preserie (ormai definito in quasi tutti i suoi dettagli) della Ineos Grenadier, la fuoristrada “dura e pura” del debuttante marchio britannico Ineos Automotive. Inoltre, come passeggeri abbiamo avuto un assaggio delle potenzialità in “off road” del mezzo, affidato ad abili collaudatrici, con cui abbiamo affrontato un impegnativo percorso. La Ineos Grenadier che abbiamo, per così dire, provato è una delle 130 vetture pre produzione destinante ai collaudi finali e assemblate nello stabilimento austriaco di Graz della Magna Steyr (costruttore specializzato in vetture in piccola serie) mentre il modello definitivo sarà fabbricato nell’ex impianto francese della Smart, che la Ineos ha acquistato dalla Mercedes. Il via della produzione in serie è previsto per luglio 2022.

GIÀ PRENOTABILE - Per quanto riguarda le vendite in Italia, la Ineos Grenadier è proposta solo con carrozzeria a passo lungo e a cinque porte, con omologazione vettura (M1) a cinque posti o autocarro (N1) per due o cinque persone. L’allestimento a sette posti potrebbe aggiungersi nel 2023, quando l’auto sarà disponibile anche in versione pick-up con doppia cabina, a passo allungato. Passando agli allestimenti, sono due: uno prettamente da off road e l’altro più lussuoso. La rete di vendita prevede una decina di concessionari nell’Italia centro-settentrionale mentre l’assistenza è affidata sia alla rete di officine Bosch, capillare su tutto il territorio nazionale, sia a centri specializzati in 4x4. Il prezzo indicativo parte da 60.500 euro (con Iva ma escluse tasse e immatricolazione), uguale in tutta Europa, e le prenotazioni on-line partono il 14 ottobre 2021.

UNA SERA AL PUB - La Ineos Grenadier è il frutto di un’idea nata in una serata fra amici al pub londinese dal quale l’auto ha preso il nome. L’intento è di creare un veicolo “tuttoterreni” funzionale, realizzato in collaborazione con le migliori aziende del settore, facendo anche tesoro dei suggerimenti di chi, per passione o per lavoro, necessiti di una fuoristrada senza compromessi. Da qui nasce l’aspetto essenziale dell’auto, che sembra più grande di quanto sia in realtà: per la lunghezza si parla di circa 470 cm (che salgono a 493 con la ruota di scorta ancorata al portellone). Larghezze e altezza, invece, sembrano meno impattanti dei rispettivi 193 cm (retrovisori esclusi) e 203 cm. Il generoso passo è di 292 cm. 

L’ESSENZA DEL FUORISTRADA - Anche se i dati non sono ancora stati resi noti, già a occhio nudo l’altezza da terra e gli angoli caratteristici (attacco anteriore, di dosso al centro del veicolo e d’uscita posteriore) della Ineos Grenadier indicano una destinazione off road senza mezzi termini. Il paraurti anteriore, ad esempio, sembra sporgente ma è altissimo da terra proprio per avere maggior “attacco” alle rampe. E, di serie, contiene un verricello: l’argano elettrico per trarsi d’impaccio nelle condizioni più critiche. I cerchi di 17” (volendo anche 18”) sono in lamiera e montano pneumatici prettamente “all-terrain” prodotti specificamente da Bridgestone o da BF Goodrich nelle misure 265/70 R17 e 255/70 R18. La carrozzeria, poi, è costellata di attacchi modulari per l’applicazione di attrezzi e dotazioni per il fuori strada, inclusa la scaletta per raggiungere il tetto.

ELETTRIFICAZIONE? NO, GRAZIE -  Due i motori per la Ineos Grenadier, entrambi di produzione BMW. Si tratta di due sei cilindri in linea, biturbo, rispettivamente a benzina o a gasolio. Il primo, siglato B58, eroga 281 CV e 450 Nm di coppia massima; il secondo (B57) 245 cavalli e 550 Nm. La trasmissione è automatica ZF a otto rapporti con selettore manuale e riduttore, la trazione integrale permanente con differenziale longitudinale bloccabile manualmente e i “trasversali” (quelli sui singoli assi) mediante “e-Lockers”, ossia a controllo elettronico. Il telaio è a longheroni e traverse “come una volta”, progettato per durare ben oltre il ciclo produttivo di 12 anni previsto per il modello, qualsiasi uso se ne faccia. Sospensioni a ponti rigidi sono sovradimensionati e, per dare un’idea della qualità del progetto, quelli montati sulla Ineos Grenadier del test sono la dodicesima evoluzione dei componenti inizialmente previsti dal progetto. Come dire, in corso d’opera si sono rese necessarie diverse modifiche per raggiungere le prestazioni desiderate. 

COM’È DENTRO - Saliamo a bordo della Ineos Grenadier. Ad accoglierci cinque sedili dello specialista Recaro (quelli anteriori riscaldabili): hanno un’imbottitura dura, sono conformati per la mobilità nel fuori strada e offrono un buon comfort. Il pavimento è rivestito in gomma e presenta tappi di scarico per l’acqua. Anche la strumentazione nella semplice e lineare plancia è resistente all’acqua e pure antimacchia. I servizi di bordo si gestiscono con i comandi nella consolle e nel soffitto. I tasti sono grandi e distanziati per poterli premere senza errori anche indossando dei guanti o fra i sobbalzi nella marcia in fuori strada. Per una maggiore affidabilità la Ineos Grenadier ha ridotto l’elettronica all’indispensabile e conta la metà delle centraline elettroniche normalmente presenti in un’auto di questo tipo. E, per la massima efficienza, il freno a mano è meccanico, con il comando a leva. 

NON COSÌ RUDE - A bordo della Ineos Grenadier c’è anche un po’ di modernità, come lo schermo di 12,3” al centro della plancia con il quadro strumenti digitale e i menu di infotainment: è tattile oppure comandabile tramite manopola nel caso le mani o i guanti fossero bagnati o sporchi. La connettività è disponibile mediante Apple CarPlay e Android Auto con aggiornamento della navigazione, alla quale si aggiunge quella per la guida fuoristrada “Pathfinder” (scova percorsi): consente di programmare, seguire e registrare l’itinerario attraverso “waypoint” (punti Gps), inserendo le coordinate per la guida libera (come nei deserti o in assenza di tracce). Fra gli optional, il Power Pack con convertitore da 2000 W per alimentare attrezzature e dispositivi elettrici. Non mancano la predisposizione (con cablaggi e interruttori) per applicare fari supplementari anteriori, posteriori o orientabili.

ACCESSO FRAZIONATO - Il portellone della Ineos Grenadier è diviso in due parti, incernierate ai lati della carrozzeria, con apertura 30/70 sul vano di carico (alto ben 86 cm da terra, meglio saperlo). Quest’ultimo è molto capiente e dimensionati per accogliere un europallet. Non mancano ganci per cinghie e può disporre di guide di fissaggio per ancorare il carico. Numerose comunque le opzioni di stivaggio: contenitore per lo stoccaggio a secco sotto il sedile posteriore, portaoggetti con serratura nella console centrale, scomparto posizionato lateralmente nell’area di carico, portabottiglie da un litro in tutte le portiere. Aggiungiamo che l’auto ha una capacità di traino pari a 3500 kg. 

UN’ARRAMPICATRICE - Arriviamo al test nel fuori strada con la Ineos Grenadier, che si è svolto a Campodarsego, vicino a Padova, presso la Carraro (azienda attiva nella produzione di trattori e macchine per movimento terra), che costruisce gli elementi per le sospensioni della nuova fuoristrada. Accanto alle istruttrici di fuori strada affrontiamo un’impegnativa pista appositamente predisposta. Una rampa è al limite delle possibilità della Ineos Grenadier e, sporcando di fango i pneumatici, occorre ritentare più volte per superarla. La 4x4 britannica, tuttavia, ce la fa, e ripete più volte con successo il passaggio. Notiamo come l’escursione delle sospensioni sia elevata, anche sui passaggi “ad assi incrociati” (detti twist dai fuoristradisti): l’auto non stacca le ruote dal terreno, ha sempre trazione e non costringere a ricorrere al bloccaggio dei differenziali trasversali. In queste situazioni il telaio è sottoposto a un’elevata “torsione”, ma l’assenza di scricchiolii evidenzia la grande rigidezza della struttura e la qualità degli assemblaggi. L’erogazione dei motori, unita all’efficienza del cambio e al riduttore adeguatamente corto permettono di superare pendenze elevatissime e discese in sicurezza anche con il solo freno motore. Interessante la disponibilità di funzioni dedicate all’off road estremo: ad esempio, in vista di un guado (ben 80 cm la profondità superabile e, in più, si può montare uno snorkel), si chiudono automaticamente le paratie dei filtri e di altri componenti a rischio. L’esemplare con motore diesel trasmette qualche vibrazione, ma come ci spiegano, riguarda questo prototipo e verrà eliminata nel modello di serie.

> LEGGI ANCHEIneos Grenadier: annunciato il prezzo

Ineos Grenadier
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Ritratto di Flavio8484
12 ottobre 2021 - 15:44
Mi commuovo...
Ritratto di Miti
12 ottobre 2021 - 16:15
1
Adesso prendo la mia Ceed e faccio la stessa cosa ... anzi no ... aggiungo un piano a quella struttura.
Ritratto di Sdruma
12 ottobre 2021 - 15:50
1
ehehehehh Diesel go "brrrrrrrrrr"!!!!
Ritratto di Turbostar48
12 ottobre 2021 - 16:42
È i spinotti mumuti!!!
Ritratto di Sdruma
12 ottobre 2021 - 17:22
1
per carità l'elettrico e tutto va bene e ben venga, ma quanto ti diverti con sti ferri (e dove ti portano!!!); l'elettrico per il momento se lo sogna
Ritratto di Turbostar48
12 ottobre 2021 - 17:40
@Sdr una. Concordo in tutto quello che hai detto, ovviamente la mia era una provocazione scherzosa.
Ritratto di Turbostar48
12 ottobre 2021 - 17:41
Sdruma scusa il T9. :D
Ritratto di Edo-R
12 ottobre 2021 - 15:57
Gran ferro
Ritratto di Sprint105
12 ottobre 2021 - 16:38
Un mezzo serio, altro che suv da aperitivo
Ritratto di Quello la
13 ottobre 2021 - 09:51
Mah, caro Sprint, io vedo spesso gente con vecchi Toyota o Isuzu (addirittura un Jimny quando ancora non si chiamava Jimny) davanti al bar e sono tutti risvoltinati, caro Turbostar.
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