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Intestazione temporanea dell’auto: tanto rumore per… poco

31 ottobre 2014

Due circolari ministeriali fanno chiarezza (fino a un certo punto) sulle nuove regole che riguardano la carta di circolazione.

Intestazione temporanea dell’auto: tanto rumore per… poco
UNA NOTA DEL MINISTERO - “Nuove disposizioni in materia di variazione della denominazione o delle generalità dell'intestatario della carta di circolazione e di intestazione temporanea di veicoli”: il nuovo codice della strada (è stato elaborato, però, nel 2010) porta con sé norme complicate, al punto che già due volte il ministero dei Trasporti ha cercato di fare chiarezza (riuscendoci solo in parte). Andando al cuore della questione: nel caso in cui l'intestatario della carta di circolazione (tecnicamente, il comodante) affidi in comodato d’uso a una terza persona un proprio autoveicolo, motoveicolo o rimorchio, chi riceve il veicolo (cioè, il comodatario) ha l'obbligo di darne comunicazione alla competente Motorizzazione, richiedendo un aggiornamento della carta di circolazione. La circolare è chiara: “Per un periodo superiore a 30 giorni, sono previsti obblighi di comunicazione finalizzati all’aggiornamento dell’archivio nazionale dei veicoli e della carta di circolazione”. E occorre pagare: servono l’attestazione di versamento di 16 euro sul conto corrente postale 4028 (imposto di bollo dovuta per l’istanza) e di 9 euro sul conto corrente postale  9001 (diritti di Motorizzazione). L’obbligo di questo aggiornamento è previsto per i contratti di comodato (a titolo gratuito) stipulati a decorrere dal 3 novembre 2014, di una durata superiore a 30 giorni consecutivi e che prevedano l’uso esclusivo e personale del veicolo da parte di chi riceve in comodato il veicolo stesso.
 
PER CHI VALE… - Le disposizioni saranno applicabili dal 3 novembre 2014: da questa data potranno essere irrogate sanzioni, in caso di violazione, di 705 euro. A esserne interessati saranno: il proprietario del veicolo, ivi compreso il locatore (nel caso di affitto), il nudo proprietario (in caso di usufrutto) e l’acquirente (in caso di acquisto con patto di riservato dominio); il locatario (nel caso del leasing); l’usufruttuario. Si fa anche riferimento ai casi in cui ci sia una variazione nella denominazione di un ente, oppure una variazione delle generalità della persona fisica intestataria, o ancora in cui un soggetto abbia la temporanea disponibilità di un veicolo intestato a un terzo, a titolo di comodato, in forza di un provvedimento di affidamento in custodia giudiziale o di un contratto di locazione senza conducente; oppure, infine, ai casi in cui si debba procedere nei confronti di soggetti giuridicamente incapaci. 
 
...E PER CHI NO - Come si vede, una serie di situazioni non proprio comuni. Il che, tra l’altro, libera anche il campo da parecchie illazioni fin qui circolate: a partire dai casi in cui il veicolo viene affidato da un familiare all’altro, o da una persona a un amico. Le norme, infatti, stabiliscono che, almeno in assenza di un atto formale (cioè, di un contratto di comodato d’uso), il privato che presti la propria auto a un familiare convivente non è soggetto a obblighi: il caso tipico è quello  del papà che dà la propria auto in uso al figlio. Idem se si affida, occasionalmente, la propria vettura a un qualsiasi amico o conoscente. Sono esentati da tale obbligo anche i componenti del nucleo familiare, purché conviventi. Insomma: non cambia davvero granché, almeno nei casi più “normali”.
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Ritratto di piccoloanto
31 ottobre 2014 - 19:54
non ci ho capito una h in tutto ,noi italiani le leggi le faciamo poi per capirle e un rebus
Ritratto di ilpongo
31 ottobre 2014 - 19:57
5
...tanto fumo e poco arrosto. Anzi no, ad arrostire sono stati i soldi pubblici spesi in norme e chiarimenti. Tanto per cambiare....
Ritratto di katanè
31 ottobre 2014 - 21:35
Poca chiarezza e Molta Spesa (inutile)... ma per i privati non cambia niente! :-)
Ritratto di lucios
1 novembre 2014 - 10:03
4
.....a volte i nostri grandi dirigenti si impegnano a complicare le cose!!!!!
Ritratto di Montreal70
1 novembre 2014 - 10:47
Una norma ridicola che va ad aggiungersi ad altre migliaia. In realtà è solo un inutile aggravio di costi per il cittadino e per lo stato. In tanti paesi europei certamente più evoluti del nostro (nel mondo pochi ci sono culturalmente inferiori), non c'è niente di paragonabile alla nostra burocrazia. Chi vive nel Regno Unito fa il passaggio di proprietà gratis e da solo, ogni anno deve fare la revisione e pagare il bollo. Stop. Da noi ormai non se ne capisce più niente e persino il più corretto dei cittadini rischia una multa perchè non ha una laurea in giurisprudenza e non legge tutti i giorni le "novità" del cds. Il Parlamento italiano è una barzelletta, non c'è serie americana che non lo usi nelle battute.
Ritratto di leonardolori
1 novembre 2014 - 11:41
Mi sorge un dubbio ma i nostri parlamentari che fanno le leggi nel campo motoristico(auto e moto) ma siamo sicuri che hanno patente di guida oppure hanno l'autista che si occupa di tutto. Io non credo che ci sia bisogno di complicare la vita agli automobilisti in Italia con leggi assurde e spesso dannose per l'economia (leggi superbollo per le auto potenti che hanno creato un danno spaventoso per l'Erario) e promettendo la cancellazione che non è mai avvenuta, però le vendite sono crollate e con loro le entrate fiscali, e le concessionarie chiudono e licenziano i dipendenti cha vanno a ingrossare la spesa della cassa integrazione, ma loro continuano imperterriti nella loro pazzia. spero che prima o poi rinsaviscano ma non ci credo. cordiali saluti
Ritratto di selvaggio
1 novembre 2014 - 12:46
Al legislatore viene suggerita, da lobbies interessate, la legge che poi il politico propone ma scritta e filtrata da burocrati, pagati dal contribuente ma al servizio delle lobbies, che non sempre coincidono con quelle del politico. L'importante è che il cittadino venga vessato, multato e tassato essendo un essere inferiore succube del potere. Sic et simpliciter.
Ritratto di trautman
1 novembre 2014 - 17:40
Una legge senza senso. Bisognava colpire i personaggi che hanno migliaia di auto intestate e le affittano a nero a clandestini e delinquenti con la confisca del mezzo. Invece potranno continuare a circolare perche' sono "amici" e l'auto l'hanno presa in prestito questo pomeriggio.
Ritratto di huskywr240
3 novembre 2014 - 10:50
Non e' per niente inutile, ovviamente, se guardate bene, serve principalmente per chi prende auto in leasing o lungo noleggio, escamotage usato da chi vuole comprare auto costose senza risultare "ufficialmente" al fisco con i controlli incrociati. Ormai si sa che l'auto e' uno dei primi parametri usati per controllare quanto uno guadagna e in questo modo risultera' meno facile per chi evade nascondersi. Ovvio, ci son le targhe straniere ed i controlli, ma io non ho mai visto un posto di blocco della finanza, quindi se avessi avuto una supercar non mi avrebbero mai trovato. In questo modo ci si avvicina sempre di piu' ad una maggior chiarezza fiscale. Se non ho nulla da nascondere, non temo controlli, quindi chi cerca di scappare ai controlli sa gia' di essere nel torto.
Ritratto di AleSae
3 novembre 2014 - 12:06
...a diventare ancora più "furbetti". quel che tu dici è "giusto", ma prima di giusto o sbagliato esiste reale. esiste ciò che succede davvero. non avete notato un incremento consistente di auto con targa estera in giro? quelli lì stai sereno che scappano a tutti i controlli possibili. la realtà è che norme del genere, così come il superbollo, finiscono per dar fastidio ulteriormente a chi ha sempre fatto le cose correttamente, e nel frattempo invitano chi ha la possibilità economica a fare ancora di più quel che diavolo vuole. se io avessi la possibilità economica, dico la verità, godrei come un matto a girare in strada con targa monegasca, del Lussemburgo o tedesca. se si continua di questo passo l'Italia diventerà un paese di fantasmi. abbiamo alcune tra le norme più inique e vessatorie del mondo occidentale. diventiamo sempre più un agglomerato di non residenti, non possidenti. e nel frattempo nessuno aiuta chi ha bisogno. perché rompere le balle a chi ha tanto NON è uguale a aiutare chi ha poco
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