VECCHIE ED INQUINANTI - Il 2020 è stato un anno orribile per il mercato dell’auto, che è stato travolto dalla pandemia. Contingenza che si è tradotta in un azzeramento del mercato a marzo e aprile, quando si è stata registrata una diminuzione dell’80% delle immatricolazioni. Su base annua, secondo i dati dell’ACI, la perdita delle immatricolazioni è stata di 560.000 veicoli, dei quali 500.000 autovetture. La “fotografia” risultante dai dati dell’osservatorio ACI, evidenzia una crescita del 193,4% delle auto elettriche, e del 123,9% delle ibride, soprattutto grazie agli ecoincentivi. Emerge inoltre anche un’altra evidenza piuttosto importante: l’Italia si conferma il paese con il parco auto più vecchio di tutta Europa. L’età media è di 11 anni e 10 mesi, con un aumento di 5 mesi rispetto al 2019; inoltre il 20% del totale è una Euro 0-1-2, con almeno 18 anni di anzianità.
AUTO PER ABITANTI - La situazione italiana è complessa per diverse ragioni. Il ricambio del parco auto, infatti, oltre a essere rallentato dalla crisi economica, è frenato anche dalla saturazione del mercato. Il numero di auto in rapporto alla popolazione è il più alto essendo pari a 666 ogni 1.000 abitanti (se si considerano tutti i veicoli in complesso il rapporto è di 885 ogni 1.000 abitanti).
LE VOCI DI SPESA - La pandemia ha inciso pesantemente sulle spese relative al comparto auto. Nel 2020, per usare l’auto sono stati spesi poco più di 124 miliardi di euro; 30,7 miliardi di euro in meno rispetto al 2019 (-20,2%). Le voci di spesa maggiori sono quelle dell’acquisto e dell’ammortamento del capitale (37,9 miliardi), seguiti dalla spesa del carburante (29,4 miliardi) e da quella per la manutenzione/riparazione (21,7 miliardi). Nel 2020 la spesa media sostenuta per utilizzare l’auto è risultata circa 3.100 euro, inferiore del 20,6% rispetto a quella del 2019 (3.900 euro).
IL GETTITO FISCALE - Rispetto al 2019 è crollato anche il gettito fiscale generato dal comparto auto, che si è attestato poco al di sotto dei 52,8 miliardi di euro, inferiore del 19,1% rispetto al 2019, quando aveva raggiunto quota 65,2 miliardi.





















































































































































