È ufficialmente iniziata nello stabilimento di Melfi la produzione della nuova Jeep Compass, modello decisamente fortunato per il marchio americano, visto che nelle due generazioni precedenti ha superato i 2,5 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo. La nuova generazione della suv si conferma uno dei modelli diffusi nella gamma globale di Jeep. Le unità prodotte in Italia saranno commercializzate in 60 Paesi tra Europa, Medio Oriente, Africa, Asia, Australia e Nuova Zelanda.

Anche per il nuovo modello quindi la produzione è stata confermata all’interno dell’impianto in provincia di Potenza, che nel 2014 è diventato il primo a produrre vetture della Jeep al di fuori del Nord America, prima con la Renegade e poi con la Compass: da allora dalle sue linee sono usciti più di 2,3 milioni di veicoli marchiati Jeep. La linea di assemblaggio è molto flessibile, in modo da adattare in tempo reale la produzione alle domande del mercato, adattando il mix produttivo fino a raggiungere, se necessario, il 100% di veicoli elettrici.
Il complesso Stellantis di Melfi si estende su 1,9 milioni di metri quadrati e dà lavoro a più di 4.600 persone, con una media di anzianità che supera i 20 anni. È uno degli stabilimenti automobilistici più avanzati e flessibili presenti in Europa: si occupa infatti dallo stampaggio alla verniciatura, alla plastica, all’assemblaggio e alla produzione di batterie. Qui, elevati livelli di automazione si integrano con l’esperienza umana.

Melfi è anche un banco di prova per tecnologie industriali che saranno implementate in altri stabilimenti Stellantis. Tra questi ci sono sistemi laser avanzati che promettono una precisione assoluta nell’allineamento della carrozzeria e telecamere elettroniche ad alta risoluzione per monitorare senza sosta i profili delle portiere durante tutta la produzione. Il sito sta inoltre adottando nuovi metodi di produzione rispettosi dell’ambiente: per esempio il processo di verniciatura 4-Wet, che elimina un intero strato di rivestimento per ridurre l’impatto ambientale.
Per aumentare la sostenibilità sono già state installate le pompe di calore ad alta efficienza energetica nelle cabine di verniciatura e il loro uso verrà esteso anche ad altre aree. L’impianto è anche capace di autoprodurre energia pulita grazie a pannelli fotovoltaici, turbine eoliche e un sistema a biometano che ricicla i rifiuti organici provenienti da aziende agricole locali: l’obiettivo entro il 2030 è raggiungere i 54 MW di energia rinnovabile, pari al 70% dell’intero fabbisogno energetico.




















































































