Jeep Renegade e Compass: arriva l’ibrido plug in

05 marzo 2019

Al 1.3 turbo a benzina si affianca un motore elettrico al retrotreno, che rende l'auto 4x4, taglia i consumi e regala 50 km di autonomia a zero emissioni.

Jeep Renegade e Compass: arriva l’ibrido plug in

ELETTRICHE FINO A 130 KM/H - Debutto importante in casa Jeep al Salone di Ginevra: sono le ibride plug-in Jeep Renegade e Jeep Compass PHEV (arrivo nelle concessionarie previsto entro marzo 2020 per la prima e giugno 2020 per la Compass), per le quali la casa dichiara circa 50 km a emissioni zero dopo avere ricaricato completamente le batterie tramite cavo. Il motore a elettroni è ideale in città, dove ci si muove come le auto elettriche, ma consente anche di raggiungere i 130 km/h senza consumare un goccio di benzina. Per la Jeep, nel ciclo di omologazione medio le emissioni di anidride carbonica saranno di circa 50 g/km: le due auto rientrano quindi nei limiti per godere dell’ecobonus statale.

DUE POTENZE, COMUNQUE ABBONDANTI - Jeep Renegade PHEV e Compass PHEV sono identiche nel sistema ibrido, che prevede due versioni da 190 o 240 CV combinati. La differenza sta nel 4 cilindri 1.3 turbo, che ha rispettivamente 130 e 179 cavalli e che diventa il motore principale quando le batterie sono a “secco”, quando si vuole risparmiare la carica o si superano i 130 km/h. La trazione è integrale, proprio perché il 1.3 trasferisce il moto alle ruote anteriori (attraverso un cambio automatico a sei marce), mentre il motore elettrico (con circa 60 cavalli) fa lo stesso con quelle posteriori. La ripartizione della potenza è gestita elettronicamente in base all'aderenza, e la risposta dell'auto può essere variata scegliendo le modalità di guida dal pomello centrale, come nei modelli alimentati solo a benzina. Ma in più c'è la modalità Sport, perché le prestazioni si preannunciano notevoli: per le versioni da 240 CV, lo ‘0-100’ dichiarato richiederebbe circa 7 secondi. E ci sono tre piccoli tasti per scegliere fra la modalità ibrida e quella solo elettrica, oppure per ricaricare la batteria mentre si è in marcia (sfruttando il generatore mosso dal 1.3). Un altro pulsante, nel tunnel, consente di variare il recupero di energia in fase di rallentamento (e, quindi, il freno motore) su tre diversi livelli.

FUORI STRADA? NO PROBLEM - L'accumulatore delle Jeep Renegade PHEV e Compass PHEV, agli ioni di litio, è posto sotto il tunnel centrale e il divano, così che l'abitabilità resta invariata e il bagagliaio perde solo una quindicina di litri (dovuti alla presenza di elementi elettronici di controllo, che però non fanno rinuniciare al sottofondo). Prodotto dalla LG, il pacco batterie è raffreddato dallo stesso liquido refrigerante del motore, protetto da piastre parasassi inferiori e impermeabilizzato in modo da poter superare senza problemi i guadi; ha una capacità di circa 10 kWh e si può ricaricare in poco più di 3 ore collegandosi a una presa da 3,5 kW e in un paio d'ore se la corrente fornita arriva a 7 kW (il massimo previsto). Interessante è il funzionamento in fuori strada, dove i progettisti garantiscono che queste ibride si comportano come e meglio delle versioni “normali”: quando si seleziona una modalità di guida “off road”, il motore a benzina fornisce potenza alle ruote e al contempo aziona il generatore di corrente a cui è collegato, così da mantenere sempre alimentata l'unità elettrica posteriore per poter affrontare senza cali anche le lunghe salite; lo stato di carica, poi, non scende mai sotto un certo limite, e questa riserva di energia viene sfruttata se c'è un ostacolo tanto ostico da richiedere tutti i cavalli sia del motore anteriore sia di quello posteriore. Queste doti fuoristradistiche sono testimoniate dal fatto che gli allestimenti sono gli stessi della altre Renegade e Compass, incluso lo “specialistico” Trailhawk.

LOOK INVARIATO - Le Jeep Renegade PHEV e Compass PHEV non cambiano nell’aspetto da quelle a benzina o diesel, se non per i loghi e per il cruscotto, che include il contagiri del motore a benzina e un indicatore della potenza assorbita o erogata, separati dall'ampio display che fa anche da tachimetro. Siamo ancora lontani dalla vendita, e quindi è ancora presto per parlare di listini. Ma i prezzi saranno competitivi con le rivali: ipotizziamo un base di partenza per la Renegade compresa fra i 35.000 e i 40.000 euro.

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Ritratto di Rieccomi
5 marzo 2019 - 21:19
Una bella soluzione per chi compie spesso tratti medio brevi in città o prima periferia. Inutile per chi fa molto extraurbano e autostrada.
Ritratto di pilotaDD
6 marzo 2019 - 08:22
io sono il cliente tipo, 5 giorni a settimana faccio circa 20km in città, nel week end ne faccio 200 di cui gli ultimi su sterrati molto rovinati, e d'inverno la 4WD serve, qualche volta l'anno ne faccio 500 o 1000 in un giorno. Con una Renegade come questa mi basta una solo auto per tutto l'anno anzichè due e ci andrei almeno 5 giorni su 7 in modo solo elettrico. E forse riesco ad essere perfino più ecologico che se mi comprassi una Tesla, dato che la sua superbatteria io la sfrutterei solo pochi giorni l'anno.
Ritratto di luperk
5 marzo 2019 - 21:31
La wrangler unlimited è l'unica jeep che prenderei in considerazione. E solo l'ibrida (e la futura plug-in) ha una verve sufficiente.
Ritratto di Roomy79
5 marzo 2019 - 21:38
1
Direi una buona notizia per Fca e finalmente una scelta ibrida che inizia ad allargarsi. Ma qualcuno mi spiega se questa plug-in garantisce un aiuto elettrico anche grazie all’energia recuperata tipo toyota o se una volta finita la carica ciao ciao
Ritratto di Zot27
5 marzo 2019 - 21:52
Sarebbe assurdo non continuasse da ibrida
Ritratto di Roomy79
5 marzo 2019 - 22:34
1
Io dall’articolo non capisco...perdonate l’ignoranza
Ritratto di NeroneLanzi
5 marzo 2019 - 22:51
Sì, infatti parla di un selettore per regolare il livello di recupero. Di fatto tutte le ibride e le elettriche ormai ricorrono a questo sistema, per riuscire a recuperare tutto quello che riescono e aumentare un po’ l’autonomia. Ovviamente arrivati oltre una certa soglia si esauriscono comunque, soprattutto se non si gira in città. Quindi si deve ricorrere al motore termico per ricaricare le batterie, come appunto in questo caso. È il classico problema delle PHEV: se ci fai città vanno alla grande, negli altri casi finiscono per essere meno efficienti di un benzina.
Ritratto di Roomy79
5 marzo 2019 - 23:01
1
Quindi le phev in generale, se hai la spina in garage e giri spesso in città sono una gran fig@ta e se fai molti chilometri sei molto più libero che con l’elettrico. Ma un sistema come l’hybrid di Toyota, che invece si auto ricarica, ce l’hanno solo i giapponesi, perché le mild hybrid (tipo golf) danno vantaggi molto marginali, servono piu che altro per abbassare la media di co2 del listino...Perche nessun’altro sviluppa il sistema Toyota che per i comuni mortali e la soluzione piu economica ed efficiente?
Ritratto di giuggio
6 marzo 2019 - 00:19
Tutte le ibride si autoricaricano, non solo le toyota. Con le phev (che fa anche toyota) a un prezzo piu alto c'è l'ulteriore vantaggio di una batteria molto piu grande che ti consente di ricaricarle con un cavo e fare 30 40 o 50 km a energia elettrica, senza benzina. Con le toyota e con le altre ibride normali, non ricaricabili, ci fai qualche centinaio di metri. Ciò non toglie che tanto basti per farle consumare poco. Comunque i modelli più vicini alle toyota sono le hyundai e le kia ibride. Parlo di Ioniq e Niro
Ritratto di deutsch
6 marzo 2019 - 01:21
4
La golf non è mild hybrid, è plug-in o elettrica pura
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