FINO AL 31 MARZO - La Corte Suprema Indiana ha ordinato lo stop temporaneo alla vendita di tutte le automobili diesel con motore dalla cilindrata pari a o superiore a 2.000 cc, nel tentativo di ridurre l’inquinamento e migliorare così la qualità dell’aria. Il provvedimento sarà in vigore fino al 31 marzo 2016 e si applica alla città di Delhi ed alla regione in cui è inserita. I membri della Corte non hanno risparmiato nemmeno i veicoli da lavoro, che non potranno attraversare la città per raggiungere regioni confinanti. La circolazione sarà vietata ai mezzi di età superiore ai 10 anni, mentre tutte le persone che effettuano consegne su un mezzo da lavoro vedranno raddoppiata (a 2.600 rupie, 36,2 euro) una tassa obbligatoria.
UN DANNO PER L’ECONOMIA? - Il provvedimento giunge dopo l’allarme gridato la scorsa settimana da una Corte specializzata nella salvaguardia dell’ambiente (National Green Tribunal), che ordinò di proibire l’omologazione di tutte le automobili a gasolio nella città di Delhi per un periodo di quattro settimane. La Corte Suprema Indiana ha spiegato che la sentenza non colpirà le persone comuni, teoria non condivisa dalle aziende del settore automobilistico: aziende produttrici, concessionari ed officine hanno paventato l’ipotesi di licenziamenti qualora il volume d’affari dovesse contrarsi in maniera troppo evidente.
COS’È IL MP 2.5 - Il sito India Today ha scritto che a Delhi si registrano in media livelli di MP 2.5 pari a 153 microgrammi per metro cubo, superiori di 15 volte rispetto al valore giudicato ammissibile dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il MP 2.5 rientra nella categoria del cosiddetto particolato (o polveri sottili), ovvero un agente inquinante emesso in prevalenza da automobili diesel e considerato molto pericoloso: le sue particelle hanno diametro di 2,5 micrometri e risultano così piccole da sfuggire ai filtri naturali presenti nel nostro corpo, riuscendo ad arrivare fino ai polmoni. Possono determinare patologie respiratorie molto gravi.