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Limiti su consumi e CO2 meno severi negli Usa

Pubblicato 01 aprile 2020

L’amministrazione Trump taglia il tasso di riduzione fissato in precedenza: per le auto vendute dal 2021 al 2026 passa dal 5% all’1,5%.

Limiti su consumi e CO2 meno severi negli Usa

OBIETTIVI SOFT - Anche negli Stati Uniti, come in Europa, si affronta il tema delle future normative per la riduzione di consumi ed emissioni delle automobili. Ma se l’Unione Europea ha adottato il pugno di ferro fissando limiti stringenti e multe salatissime per chi non rispetta le regole, negli Usa avviene l’esatto contrario. L’amministrazione Trump ritocca i limiti fissati in precedenza rendendoli meno severi. La precedente amministrazione Obama nel 2012 aveva imposto un tasso di riduzione annuo del 5%, che ogni costruttore avrebbe dovuto raggiungere per consumi ed emissioni dal 2021 al 2026. Ora la riduzione annuale che ciascuna casa dovrà ottenere, mediamente per la sua gamma, è dell’1,5%. Per quel che riguarda i consumi, il risultato atteso per il 2026 è un consumo medio di 40 miglia per gallone (17 km/litro), contro le circa 54 miglia per gallone (23 km/litro) previste dal vecchio piano. 

LINEE GUIDA DALL’ALTO - La nuova legge, chiamata Safer Affordable Fuel-Efficient, è stata messa a punto dal Dipartimento dei Traporti dell’NHTSA, l’Ente federale statunitense che si occupa di sicurezza stradale, e dall’EPA, l’Ente federale per la protezione dell’ambiente. Entrambe hanno seguito le linee guida imposte dall’amministrazione Trump, meno sensibile ai temi dell’ambiente. Secondo l’NHTSA, il nuovo regolamento avrà effetti positivi per l’industria dell’auto, che dovrà sostenere minori investimenti per la riduzione dei consumi, e anche per gli automobilisti, per i quali sono attese vetture meno costose di circa 1.000 dollari. Il Governo americano stima anche che ci arà un aumento delle vendite, fino al 2029, di 2,7 milioni di unità grazie alla nuova legge. 

E L’ELETTRICO? - Il piano è stato criticato non solo dalle associazioni ambientaliste, ma anche da 23 Stati, che hanno promesso di voler arrivare alla Corte Suprema pur di modificare la riforma. Questa potrebbe non essere ben vista nemmeno dalle case automobilistiche, alle prese con investimenti miliardari per l’alimentazione elettrica: se gli Usa dovessero andare nella direzione opposta, questo farebbe venir meno un fondamentale bacino di vendita (gli Stati Uniti sono il secondo mercato al mondo dell’auto).





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Ritratto di Giulio Menzo
1 aprile 2020 - 12:31
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Io spero che il decreto non venga attuato,sarebbe sciocco interrompere tutto solo perché quello sciocco di Trump lo vieta dicendo che ci sarà una riduzione dei prezzi. Adesso le Case stanno investendo miliardi e poi i loro investimenti vengono interrotti sul più bello. Io non appoggio in generale l'elettrico,ma la modalità con cui Trump vuole attuare questo decreto è ingiusta.
Ritratto di Er sentenza
1 aprile 2020 - 13:14
Uno che da dello sciocco al presidente Usa, nonché proprietario di un impero economico, direi che si commenta da solo. Entrando nel merito, si tratta di rendere credibili le imposizioni fatte alle case. Il dieselgate e tutte le altre truffe legate alle emissioni, nascono dall'oggettiva impossibilita' di raggiungere gli obbiettivi imposti dai governi.Come si puo' pensare che,nel giro di 6 anni, si riescano a fare auto da 23km/l di media? Un utilitaria a 3 cil ne fa 16/17 oggi e negli Usa viaggiano coi SUV di 5 metri!!!
Ritratto di Woldemort
1 aprile 2020 - 22:49
Quoto alla grande,finalmente qualcuno (Trump) che ragiona in modo assennato... ....
Ritratto di supermax63
2 aprile 2020 - 03:13
Ragiona in modo assennato tanto quanto Lei...
Ritratto di Oxygenerator
2 aprile 2020 - 15:41
@Voldemort Da quello che ha scritto su Trump, voglio farle i complimenti per il suo nickname. Perfettamente centrato.
Ritratto di Pavogear
2 aprile 2020 - 18:38
Alla fin Trump non fa nulla di male. Concede semplicemente un aiuto da qui ai prossimi 5 anni ai costruttori. Sarebbe un sogno anche per me avere una bella coupé sportiva a benzina che fa 20km/L, ma per arrivarci ci vogliono quantità enormi di denaro da spendere in progettazione e sviluppo. E se i soldi non ci saranno, sarà inutile punire i costruttori perché non sono riusciti a c'entrare l'obiettivo. Prima di tutto perché se non avranno soldi non pagheranno mai la multa, e in seguito perché un intero settore che finisce in fallimento non fa comodo a nessuno. In poche parole Trump ha semplicemente usato il buon senso in questa situazione
Ritratto di supermax63
2 aprile 2020 - 20:57
Parrucchino Jo, Suoi Primi Atti:smantellare Obama Care, Negazionista sui cambiamenti climaitici con relativa uscita dagli accordi sul clima di Parigi, Negazionista e contrario alla riduzione dell'inquinamento nel comparto Automotive non per nulla deve pur ringraziare e tenerebuoni tutti i blue collars che lo hanno votato. Morale della Favola: "Non fa nulla di male"
Ritratto di Pavogear
2 aprile 2020 - 23:07
L'Obama care aiutava una fetta piccolissima della popolazione, dunque non era chissà quale provvedimento democratico indirizzato a tutti. Non entro maggiormente nel merito della questione perché non vivendo negli Stati Uniti non posso sapere direttamente se i soldi pubblici per mantenere tale provvedimento ci sarebbero stati oppure no. Uscire dagli accordi di Parigi non è il male assoluto. È sicuramente meglio sviluppare le proprie attività industriali e puntare ad un minore impatto globale senza avere l'ansia di dover rispettare determinati accordi pensati chiaramente con l'obiettivo di non essere raggiunti e quindi creare allarmismo, perché di questo si tratta. Leggendo in giro si trovano delle manovre per portare le emissioni di CO2 a zero entro il 2050. Follia pura che spero non verrà mai attuata, dato che altrimenti ci aspetta il medioevo. E, per chiudere, l'inquinamento proveniente dal settore automotive è l'ultima cosa di cui preoccuparsi quando si parla di inquinamento. Quindi, per riassumere, con questa questa manovra non ha fatto nulla di male
Ritratto di supermax63
3 aprile 2020 - 02:34
Quindi anche Lei fa parte del ricco Club dei Negazionisti. D'altronde esistono i Terrapiattisti ,No Vax, chi nega l'Olocausto A questo punto lasciamo campo libero a Parrucchino Jo
Ritratto di Pavogear
3 aprile 2020 - 11:05
Negazionista non lo so, d'altronde non si può parlare in termini assoluti. Ma sicuramente penso, giustamente probabilmente, che non rischiamo una catastrofe climatica come in molti vorrebbero far credere (e siamo anche ben lontani dal rischiarlo). Sostanzialmente nell'ultimo periodo pare che mareggiate, alluvioni, uragani e qualsiasi evento atmosferico o idrogeologico importante sia dovuto al cambiamento del clima. Come se in passato non ci fossero mai stati eventi eccezionali. Le misurazioni sono accurate e precise solamente dal secolo scorso, mentre tutto ciò che viene prima si basa su modelli che dicono ognuno qualcosa di diverso da quello che dicono gli altri. Studiamo il clima dei millenni passati tramite studio di rocce (sulle quali comunque non si ha una risoluzione precisa sull'età delle stesse) e carotaggi sul ghiaccio, ovvero per via indiretta. Con tutte le complicazioni del caso. E visto che l'ultima trovata degli ambientalisti è dire che oggi ad essere pericolosa è la velocità del cambiamento e non l'entità stessa, mi verrebbe da replicare che non abbiamo alcuna idea sulla velocità dei cambiamenti climatici avvenuti prima che l'uomo cominciasse le rilevazioni. Periodi di incredibili freddi seguiti da incredibili siccità a distanza di poco tempo si susseguivano anche migliaia di anni fa, quando l'inquinamento non c'era. Ad esempio nel medioevo c'è stato un periodo incredibilmente caldo (alcuni dicono più caldo di quello attuale) durato diversi anni. Inoltre, ultimo ma non meno importante, gli accordi di Parigi, se non sbaglio, prevedono una soglia da non superare intesa come soglia d'allerta, ma tale soglia è messa lì perché nessuno ha idea di cosa succederebbe se anziché salire di 1,5° si salisse di 2° o 3° a fine secolo. Ripeto, nessuno ha idea. Quindi in sostanza un +1,5° nel 2100 potrebbe portare a catastrofi tanto quanto un +3° potrebbe portare a cambiamenti quasi impercettibili. E chissà perché si dice sempre che ad avere interessi economici su questo tema siano i negazionisti (nei quali si fanno rientrare i vari petrolieri e gente di vario genere) e mai i catastrofisti (come se la corsa alle fonti rinnovabili non fosse una cosa su cui poter lucrare). Anche perché, visto che i petrolieri sono persone ricchissime, non credo avrebbero problemi ad abbandonare il petrolio per abbracciare il rinnovabile come massima fonte di guadagno. D'altronde, 150 anni fa gli benestanti arricchitisi col carbone sono gli stessi che sono passati al petrolio, quindi anche questa è una prova del fatto che non è certo la questione economica e la dipendenza dal petrolio a far diventare una persona un negazionista (motivo per cui ci sono tantissimi negazionisti, più o meno estremi, che non hanno alcun interesse economico nello scegliere una o l'altra parte). E comunque pure il mio prof universitario di chimica si definiva, e ancora oggi credo di definisca, negazionista se per negazionista si intende negare che l'uomo abbia un contributo importante nei cambiamenti climatici (giusto per dire che non sono solo ignoranti ad avere tale posizione)
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