LIMITI FUTURI - Secondo indiscrezioni di stampa è attesa per domani l’emanazione da parte della Commissione europea della sua proposta dei limiti di emissione di CO2 che le auto dovranno rispettare nel 2020. Il nuovo obiettivo sarebbe di 95 g/km, ma c’è parecchia suspence sull’argomento, in quanto il tema è motivo di forte polemica e divisione tra le case costruttrici europee.
GRAMMI E CHILOGRAMMI - Pomo della discordia sono i limiti delle emissioni che le auto dovranno rispettare e ancora di più il metodo da seguire per misurare le emissioni stesse. Quando è stato reso noto che la Commissione europea era orientata a introdurre il limite di 95 g/km (per il 2015 è previsto l’obiettivo dei 130 g/km) e che la misurazione avrebbe tenuto conto del peso delle vetture, i costruttori tedeschi Mercedes, BMW e Volkswagen (in particolare per la sua marca Audi) hanno manifestato la loro accesa contrarietà. Il contrasto ha provocato una frattura in seno all’Acea, l’associazione dei costruttori europei, mentre l’associazione delle case tedesca, VDA, si è fatta portavoce della contrarietà alla proposta in un incontro proprio con la Commissione.
GRANDI MANOVRE - La frattura in seno all’Acea è emersa chiaramente in una riunione tenutasi a Madrid a metà giugno in cui le case tedesche hanno chiesto che l’abbassamento dei limiti di CO2 avvenisse secondo la curva che aveva portato ai limiti validi per il 2015, senza l’introduzione di elementi che rendono tale curva molto più ripida, come sarebbe appunto con l’introduzione del fattore peso. Secondo l’inglese Financial Times, i rappresentanti della VDA nel loro incontro con la Commissione europea hanno affermato che i limiti previsti per le vetture di maggiori dimensioni, come l’Audi A8, la Mercedes S e la BMW Serie 7, sono semplicemente irrealizzabili, anche con l’impiego delle tecnologie più avanzate.
SCONTRO O TATTICA - La posizione tedesca è una accusa contro i costruttori che producono i modelli di fascia bassa, che avendo un peso minore possono arrivare a rispettare anche i nuovi parametri. E questo in un quadro generale che registra l’innalzamento del livello dello scontro. Ne è una testimonianza il fatto che in seno all’Acea gli stessi costruttori tedeschi recentemente hanno posto il veto a una proposta del presidente Sergio Marchionne mirante a investire le istanze europee per affrontare e gestire i problemi dell’industria automobilistica europea dovuti alla sovracapacità produttive.























