Marchionne: “Altre due suv nel futuro di Alfa Romeo e Maserati”

15 gennaio 2018

Incontrando la stampa al Salone di Detroit, il numero uno della FCA conferma l’arrivo di una suv più grande della Stelvio e di una più piccola della Levante. Grande soddisfazione per i risultati economici.

Marchionne: “Altre due suv nel futuro di Alfa Romeo e Maserati”

2017 A GONFIE VELE - È un Marchionne tranquillo e sicuro di sé quello che si è presentato ai giornalisti nell’incontro con la stampa durante il Salone di Detroit 2018 (nella foto sopra). Dopo aver ricordato come solo nel 2014 nessuno credeva nel suo piano industriale, oggi conferma che tutti gli obiettivi del 2017 sono stati raggiunti e le stime per il 2018, arrivando a promettere che, se FCA ripagherà in anticipo i debiti, il primo giugno (alla presentazione del piano industriale 2018-2022) metterà persino la cravatta… per poi specificare “Ma senza né camicia né giacca”. 

UN MILIARDO RISPARMIATO - Riguardo alle politiche del presidente americano Trump, Marchionne non può fare a meno di confermare che lo spostamento di gran parte della produzione Ram (il marchio di pick-up che, assieme a Jeep, guida le vendite del gruppo FCA) dal Messico agli Stati Uniti comunicata qualche giorno fa “Non può che essere stata motivata anche dalle preoccupazioni dell’uscita degli Usa” dal trattato di libero scambio Nafta fra Canada, Usa e Messico. “Spero che il Nafta continui ma, considerando la riforma fiscale varata da Trump, questo era anche un atto dovuto: un segno di fiducia verso questo paese che ci sta dando una grandissima opportunità dal punto di vista economico”. Marchionne ha stimato che, grazie ad essa, solo di tasse il gruppo risparmierà fra 800 milioni e un miliardo di euro. Un bel contributo per arrivare a quel raddoppio degli utili di cui Marchionne ha parlato ieri con alcune testate economiche.

NON C'È PIÙ BISOGNO DI PARTNER - Senza giri di parole, il numero uno di FCA ha parlato anche delle voci su possibili acquisizioni e partner, la cui ricerca è andata avanti per anni. “Una volta che abbiamo capito chiaramente che non c’erano partner con cui “ballare” ci siamo creati la realtà americana da soli, stiamo creando quella europea e stiamo sviluppando l’America Latina. Questa è la strada che abbiamo intrapreso: ora non abbiamo più bisogno di nessuno... e non lo dico con arroganza. Adesso stiamo alla pari degli altri. Se abbiamo bisogno di qualcosa noi, allora è qualcosa di cui hanno bisogno anche gli altri. “Una volta che abbiamo ripagato tutti i nostri debiti, rientriamo nella categoria dei “sani finanziari” a quel punto in poi non mi interessa molto trovare un partner: non ho bisogno di nessuno”.

ACCORDI CON BMW - Questo, comunque, non vuol dire che Fiat Chrysler faccia tutto da sola. Sui sistemi di guida autonoma, sta ad esempio lavorando con la BMW: una collaborazione ricordata anche durante la conferenza stampa da Marchionne. E la speranza è sempre quella di trovare il modo di condividere con altri produttori gli ingenti costi di sviluppo delle nuove vetture: così “Il sistema economico sarebbe molto più efficiente”

SOPRATTUTTO SUV - Se il quadro sul versante americano è chiaro, nel nostro paese il lavoro è ancora a metà: “Bisogna completare l’impegno verso l’Italia e definire il ciclo di sviluppo di Maserati e Alfa Romeo, che hanno bisogno di altri prodotti”. A tal proposito, Marchionne chiaramente indica che gran parte degli sforzi saranno rivolti ai modelli suv: “Oggi due terzi del mercato americano è di questo tipo di veicoli, e il trend è lo stesso in tutto il mondo. È ovvio che le suv abbiano la priorità sulle altre vetture”. Ecco quindi che, a domanda specifica, conferma l’arrivo di una Suv più grande della Stelvio e di una più piccola della Levante. Oltre che di vetture, però, si è parlato anche di lavoratori: “L’impegno è quello di eliminare qualsiasi dubbio sull’impegno di FCA in Italia, con il pieno utilizzo degli stabilimenti. In America abbiamo trovato un grandissimo spazio per importare vetture prodotte in Italia (Alfa Romeo e Jeep Renegade in primis, ndr) e spero che il mercato internazionale ci offrirà abbastanza domanda”.

DA NOI? SOLO 500 - Ovviamente, tutti gli forzi del gruppo FCA sono concentrati sui marchi a maggiore redditività, e Fiat non rientra fra questi. “Il marchio è quello che è: non ha la forza di Jeep o Alfa Romeo o Maserati: ha una realtà indipendente nel Sud America ma non in Europa, e noi dobbiamo continuare a svilupparlo solo dove è importante. Rifare la Topolino (intesa come vettura economica a basso prezzo, ndr) in Italia e rimetterci soldi non è una cosa intelligente”. E in Europa l’unico marchio che “funziona” è quello della 500. “La verità è che quest’ultimo è sempre stato un marchio a parte: la realtà è questa dal 2007 ed è una delle ragioni che ci ha fatto guadagnare due lire in Europa”. Il manager non ha comunque chiuso la porta a un arrivo della Fiat Argo sul mercato del Vecchio Continente, rimandando i dettagli all’incontro del primo giugno.

NESSUNO SCORPORO DELLA JEEP - Inevitabile, poi, chiedere dello scorporo la Jeep dal resto del gruppo, e la risposta non è stata certo sibillina: “Disaggregare questo marchio è un fatto complesso, anche perché poi bisogna parlare di cosa rimane indietro: il resto dovrebbe campare da solo… Per ora non mi allontanerei tanto da un sistema integrato di produzione”.

I PERICOLI DELL’AUTONOMO - Un altro tema trattato nel lungo intervento di Marchionne è stato quello sulle nuove frontiere della mobilità, come quella elettrica e la guida autonoma: due temi sui quali Marchionne non nasconde il suo scetticismo. “All’elettrico ci stiamo lavorando: le piattaforme ci sono già. Questa è la direzione, ma ci vuole un modello economico sostenibile” che permetta di vendere le vetture a batteria. “Ma far vedere una macchina dove non ci guadagnano sopra non è una buona idea…”. E prosegue: “Non c’è un giorno in cui non legga discorsi di fantascienza sull’auto. Oggi, ad esempio, il Financial Times parla del rischio che le auto a guida autonoma vengano usate come armi: questa possibilità quando l’abbiamo presa in considerazione? Io ne parlo da anni… anche Elon Musk ha parlato del rischio che l’intelligenza artificiale venga usata male: quando abbiamo sviluppato i suoi sistemi di gestione? Quando li abbiamo provati su strada? Se mettiamo 1.000 auto intelligenti in mezzo a un milione che non lo sono, abbiamo solo creato il caos. Non stiamo ragionando seriamente sul futuro di questa industria perché ci siamo innamorati di questo modello senza basi né tecniche né economiche. Comunque è inevitabile che arriverà, ma le tempistiche prospettate sono totalmente sbagliate: capisco perfettamente che si debbano sperimentare i modelli alternativi, ma creare illusione che questa è una cosa già fatta è sbagliato”.

TUTTE UGUALI - Secondo il numero uno di FCA, comunque, almeno per un bel po’ di tempo ci sarà ancora spazio per il piacere di guidare in prima persona, sebbene assistiti dall’elettronica. “Ci siamo quasi rovinati la vita cercando di investire in questi marchi (Alfa Romeo, Jeep, Ram e Maserati, ndr), che sono quelli meno esposti a questo cambiamento tecnologico. Il grande rischio è di ritrovarsi con un gran numero di vetture indifferenziate l’una dall’altra: se non guido io, che cambia fra essere dentro una Fiat o una Peugeot? Però Jeep e Alfa Romeo hanno quel qualcosa in più: credo quindi che abbiamo più tempo degli altri”, prima che debbano adottare queste tecnologie. Nel caso di Jeep, ad esempio, in FCA pensano di usare l’intelligenza artificiale per aiutare il guidatore in fuori strada, non per rimpiazzarlo.

E LA F1? - Prima di congedarsi, la domanda su come andrà il prossimo mondiale di Formula 1 è inevitabile, e la risposta è ottimista: “Quando ero a Maranello due venerdì fa, i ragazzi erano impegnati ma li ho trovati quasi troppo tranquilli: o abbiamo fatto una grandissima ciofeca o abbiamo fatto una grandissima macchina”.



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Ritratto di bridge
15 gennaio 2018 - 21:17
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Povero Marchionne...
15 gennaio 2018 - 21:32
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Ma proprio per niente, ha una ragione della madonn@ ed io mi ritrovo completamente nel suo pensiero, se avessi la bacchetta magica una delle cose che farei è far cambiare idea a tutti i CEO dei marchi automotive e riportarli su questa retta via, ha detto solo cose sensate e il fatto che si cerchi di anticipare i tempi in modo eccessivo rispetto a quanto avveniva nel 90 ad esempio (all'epoca si potevano fare ragionamenti rivolti al futuro al massimo fino al 2000) ne è la controprova, nessuno sa cosa accadrà nel 2040, ne tantomeno quali altre invenzioni saranno uscite nel frattempo ma quello che ogni giorno ci mostrano sono immagini di come sarà la mobilità del 2040 senza che nessuno si preoccupi di problematiche attuali. Io sottoscrivo ogni virgola di ciò che ha detto e te lo dice uno che ama le Tesla ed Elon Musk.
Ritratto di bridge
15 gennaio 2018 - 22:38
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Max non era mia intenzione esprimere un giudizio su le idee sul futuro del mondo dell'auto. Ogni CEO ha le sue idee che si adeguano agli interessi della propria multinazionale, agli interessi politici del momento, agli interessi dei propri azionisti ecc... Con il mio "Povero Marchionne" mi riferivo sua affermazione "non ho bisogno di nessuno". Mi ha fatto molta tenerezza e mi ha messo angoscia. Ho immaginato FCA come una ragazza che da qualche anno ha superato i 30 anni, single, con un lavoro grigio e poco soddisfacente, che vive sola, con scarse relazioni sociali, trascurata, che non frequenta sovente la pettinatrice e con un capello lungo e grigio... Gli unici contatti umani che ha sono degli appuntamenti presi su internet con volgari sconosciuti. Dice di essere contenta della sua vita e che gli va bene di rimanere single. Ma in realtà la sera, mentre cerca un gatto per compagnia su siti di annunci, piange ascoltando Time di Chantal Kreviazuk e ricordando tempi più spensierati. Ormai ha superato i 30 e la corriera è passata e fingere gravidanze ormai non serve più a niente.
Ritratto di gjgg
16 gennaio 2018 - 07:41
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Tanto notevole quanto ammirevole lo sforzo di fantasia per una semplice frase. Anche se ne disapprovo in toto la sostanza del giudizio di merito. Ragazze che, oggi più che mai e in questo paese più che altrove a 30 hanno avuto la sostanza e la forza di crearsi una vita indipendente in una propria casa (quando molti maschietti anche più in là con l’età vivono ancora coi genitori) e con un proprio lavoro (e ho detto tutto), bè non me le immagino proprio ad autocompiangersi la sera sul divano davanti alla tv col barattolone di gelato in mano per il mancato arrivo del principe azzurro che le ingravidi prima che l’orologio biologico dia l’ultimo rintocco (non fosse altro che oggi si partorisce anche ben oltre i 40). Magari quelli erano canoni e cliché in voga nella commedia romantica hollywoodiana di qualche decennio fa. Molto più probabilmente la trentenne di cui parli tu sguazza nella mondanità senza nemmeno volontariamente bussarle alla porta visto che se non va in palestra o a qualche corso di ballo segue ancora più elitariamente un corso fra discipline meditative trascendentali orientali (o di arti marziali) e quasi certamente un corso di fotografia che oggi caricare selfie dei posti che vai a visitare durante i week end con una certa cognizione di causa fa tendenza. Inoltre fosse di base anche la meno esteticamente appetibile fra le appetibili oramai già da un po' fra trucco - parrucco - ciglia finte – manicure - piecing – tatuaggi – occhialoni/occhialetti strategici e quanto altro si è creata una propria immagine che acchiappa nonostante la base tutt'altro che stimoalnte e perciò viene spesso importunata dall’altro sesso, in primis in prossimità dei vari corsi che frequenta e durante i viaggetti che si concede (magari con la sua auto di proprietà, cioè proprio sua comprata coi suoi soldi, non presa in prestito da papà). Quindi parliamo sostanzialmente di una ragazza che prima di portarsi in casa, per sostanzialmente mantenerlo, un quasi nullafacente che mammà sua se lo sarebbe voluto ancora tenere a casa nonostante i 35 anni suonati ci pensa bene visto che le dà già fastidio il gatto che ogni tanto passa a farle visita sul balcone per scroccarle qualche avanzo. Vedi tu se e come eventualmente contrometaforizzare questa nuova visione/descrizione della trentenne autosufficiente alla situazione di FCA.
Ritratto di gjgg
16 gennaio 2018 - 07:52
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Per il resto anche a me, volendo, visto che alcune giapponesi nonostante il notevole successo nel resto del mondo non riescono a sfondare nel mercato europeo, farebbe piacere un domani vedere un paio di auto FCA derivate dalle equivalenti ad esempio Honda. Magari la nuova Fiat Punto su base Jazz e la nuova Lancia Delta su base Honda Civic. D'altronde se hanno fatto la 124 su base MX-5...
Ritratto di bridge
16 gennaio 2018 - 23:02
1
Una fusione con il gruppo Kia/Hyundai sarebbe stata interessante secondo il mio punto di vista.
Ritratto di Leonal1980
16 gennaio 2018 - 00:13
3
maxtone ... Probabilmente non sappiamo cosa accadra nel 2040 veramente, e su questo ha ragione, ma qualcosa accadrà grazie alle numerevoli cavolte fantascientifiche che si stanno provando al momento tutti escluso Fca e non di certo ci arriveremo grazie a le sue teorie... che è solo un discorso scritto insieme ad altri, per districarsi dalle critiche rivolte verso il gruppo perchè sta rimanendo indietro su alcune, parecchie tecnologie
Ritratto di dottorstrange
16 gennaio 2018 - 13:04
Beh sulla guida autonoma hanno fatto squadra con BMW e stanno investendo lì (oltre che con Google), non mi pare che di BMW si dica che sono indietro. Ci vedo tanti luoghi comuni in affermazioni come queste, da parte di gente con preconcetti (questo Leonard per dire non fa che attaccare FCA e Marchionne, per non si sa bene quale motivo) e ci vedo anche tanta ignoranza degli accordi industriali e dello stato dell'arte del settore. In certe cose o ci sei dentro o è meglio tacere, scusate ma non sopporto l'approssimazione con cui certi utenti parlano di quello che non conoscono - e magari solo per dar contro a qualcuno che ti sta antipatico, che è un'aggravante non da poco.
Ritratto di Mbutu
16 gennaio 2018 - 08:22
Maxtone, hai ragione: nessuno sa cosa accadrà nel 2040. Il problema è che se fosse per quelli come marchionne, non accadrebbe nulla. Ci sarebbe ancora la punto con il cicalino per la cintura di sicurezza e basta. Così, con i costi di progetto ormai azzerati, potrebbe far guadagnare più soldi agli investitori. Lo sviluppo tecnologico non è un processo naturale che avviene in automatico. E' qualcosa che deve essere spinto perché qualcuno ha una visione del futuro. Ora, possiamo discutere se elettrificazione e guida autonoma siano la giusta strada. Quello che invece è certo è che, non andando da nessuna parta, quella tracciata da marchionne non è neanche una strada.
Ritratto di gjgg
16 gennaio 2018 - 08:37
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Il fatto è che però, fermo restando la validità di certa sicurezza (io non tanto stravedo per i vari ausili alla guida mentre considero molto i vari abs, esp ecc), nessuno copre a tutto tondo l'argomento, nemmeno quelli considerati al top. Spesso per esempio qui sullo stesso Av si è letto di auto proposte con motorizzazioni non solo Fca tali da fare 0-100 in oltre 16 secondi, o da frenare 100-0 in oltre 44m. Io ad esempio mi schiero con quelli che vedono tale lentezza nel prendere velocità e tale lunghezza nel fermarsi anche più pericoloso di non avere il cicalino che ti avvisa che hai superato la linea di mezzeria, linea che poi su molte strade nostrane nemmeno c'è o è fatta male o in caso di lavori in corso viene non cancellata e ce ne sono un paio e chissà quale è quella giusta. Quindi sì, alcuni progetti Fca sono antichi ma a volte in alcuni aspetti capita che anche progetti recentissimi di altri lasciano altrettanti dubbi, e su auto che si fanno pagare cifre più elevate.
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