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Marchionne vuole la "sua" Tesla

20 giugno 2016

Il gruppo FCA sta studiando due modelli elettrici, tra cui la Maserati Alfieri, e si sta attrezzando per "l'invasione" delle auto ibride.

Marchionne vuole la "sua" Tesla

UNO SGUARDO AL DOMANI - Per soddisfare quanto previsto dalle autorità politiche, è inevitabile una grande diffusione delle auto ibride, mentre la soluzione elettrica crescerà ma sarà ancora limitata dal problema delle batterie, “salvo sviluppi imprevedibili in materia”. È la sintesi della visione del futuro dell’auto di Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo FCA. Lo ha espresso a un convegno svoltosi a Venezia. 

UNA PICCOLA E UNA “ANTI-TESLA” - Nel contesto di questo ragionamento Marchionne ha rivelato anche quelli che sono i piani di massima che la FCA ha in materia di auto elettrica. “Stiamo studiando un paio di modelli a trazione elettrica, una city car e una vettura alto di gamma che potrebbe essere una Maserati, per esempio la sportiva Alfieri (nella foto)”: parole che lasciano intravedere una strategia “anti-Tesla”, come del resto stanno facendo altri costruttori (Porsche, Mercedes, Audi). Quanto alla city car dovrebbe essere di dimensioni prossime a quelle della Smart “con personalità e con un po’ di stile”. A proposito della Maserati Levante Marchionne ha anche detto: “dovrebbe arrivare quando io non sarò più in FCA”, dunque a partire dal 2018. 

NUOVO ORIENTAMENTO - Le parole di Marchionne hanno fatto una certa sensazione perché rivelano propositi inediti a proposito della Maserati, ma non soltanto per questo. La sorpresa è derivata anche dal fatto che non molto tempo fa lo stesso Marchionne aveva dichiarato che la Fiat 500 elettrica costruita in Messico e venduta negli Usa rappresenta per la FCA una perdita di 10 mila dollari a esemplare. Evidentemente in seno al gruppo ora si sono intraviste soluzioni tecniche che consentono di pensare positivamente all’elettrico. Ma lo scetticismo di Marchionne sulle prospettive dell’auto elettrica però non sono svanite. L’ad della FCA a Venezia ha infatti anche detto che le prospettive delle auto a emissioni zero resteranno condizionate dai limiti delle batterie, “salvo sviluppi tecnici attualmente imprevedibili”.

L’IMPORTANZA DELL’IBRIDO - Marchionne ha anche detto che per questa ragione prevede una fortissima diffusione delle auto ibride: “solo in questo modo si potranno rispettare gli obiettivi generali sulle emissioni”. Notoriamente le autorità pubbliche fissano dei limiti di emissioni di CO2 che i costruttori devono rispettare per l’insieme delle auto prodotte e vendute. E in questo calcolo i modelli ibridi danno un contributo molto importante (ovviamente sempre che non vengano modificate le modalità di calcolare le emissione delle auto ibride). 

LA QUESTIONE BATTERIE - Marchionne ha anche spezzato una lancia a favore dell’impiego dell’idrogeno. Parlando appunto dei limiti delle batterie per l’auto elettrica ha infatti aggiunto di sperare nello sviluppo di tecnologie alternative, come l’idrogeno. Sempre a proposito delle batterie per le auto Marchionne ha poi affermato che per la loro produzione il gruppo FCA conta di rivolgersi all’industria specializzata, senza avviare una apposita attività interna al gruppo (come invece ha deciso di fare la Volkswagen).





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Ritratto di MAXTONE
20 giugno 2016 - 11:32
Fiat e' stata la prima casa a fare un prototipo di ibrida, la 131 nel 1980 e si dice andasse un gran bene. Ma non se ne fece nulla. Poi ci ha provato l'Audi nel 1989 con la Avant Duo seguita da un secondo concept nel 90. E anche in quel caso venne accantonato tutto. Nel 1997 e' partita la vera rivoluzione ibrida grazie a Toyota, all'epoca presa in giro da tutti i costruttori che consideravano questa soluzione troppo cervellotica. E oggi, quasi vent'anni anni dopo, ci troviamo nella situazione diametralmente opposta dell'ibrido che logora chi non ce l'ha. Il mondo dell'auto e' semplicemente imprevedibile.
Ritratto di luigi sanna
20 giugno 2016 - 12:54
5
Ci sono macchine a idrogeno Fiat, datate 1976! Non c'è mai stata la volontà, da parte di nessuno, sono troppi gli interessi in gioco. Tutti coloro che hanno provato, Nikola Tesla In testa (deriso da tutti), hanno fatto una brutta fine... TUTTI. Ci sono brevetti di quasi 100 Anni, che spazzerebbero via tutti, Emiri, Magnati del rame, carbone, etc. X non parlare della Madre di tutti gli orrori, produrre energia sfruttando il nucleare. Quindi parlare oggi, di questi giocattoli è ridicolo, xchè giocattoli sono. Guardatevi come immaginava e poteva costruire lo stesso tesla.... livello Star Trek, altro che ibride. Siamo ancora al Medio Evo, e a quanto pare anche al "capolinea", non so x quanto si potrà andare avanti. Spero solo una cosa, che alla fine della giostra, agli Emiri, resti solo il petrolio da BERE, solo quello!
Ritratto di anarchico2
20 giugno 2016 - 15:07
Il complottismo è diventato lo sport nazionale, ma quelle soluzioni non andarono avanti perché costose o inattuabili. Non mi pare che ora ci siano le file ad acquistare Toyota e Tesla deve ancora recuperare le perdite. Giusto lavorarci e creare tecnologia ma la strada da fare è lunga.
Ritratto di Babbalaa
20 giugno 2016 - 20:21
I brevetti sono pubblici ed hanno una scadenza, dopodichè chiunque puo utilizzarli liberamente
Ritratto di luigi sanna
20 giugno 2016 - 20:41
5
Come pubblici, i brevetti di Tesla sono tutti secretati dall'FBI. Molti di essi, tra i quali dischi volanti "visti" nell'Area 51, sono stati costruiti usando alcune sue direttive, ma la stragrande maggioranza neanche comprendono. Un altra è la "macchina terremoti" tempo fa, se ne lamentavano i Russi (come a dire, però cosi non vale). Sarebbe una macchina in grado di scatenare un terremoto, ovunque nel Mondo... x fare l'hanno fatta, ma dubito che riescano a farla funzionare. Io parlo di quel tipo di brevetti....
Ritratto di luigi sanna
20 giugno 2016 - 20:45
5
Scusate, scrivendo con l'iphone perdo il segno... non è proprio fluido come discorso, ma penso che si capisca...;-). Intendevo dire che in USA, alcune cose le hanno fatte, usando gli studi Tesla, ma il 99% neanche riescono a decifrare. Solo Nikola poteva, molti dei suoi calcoli, neanche li trascriveva, faceva a mente, era al di sopra di qualsiasi mente Umana, che abbia mai messo piede su questa Terra.
Ritratto di Fr4ncesco
20 giugno 2016 - 21:39
2
Beh, la ricarica a induzione (o wireless), quella che adesso si sta affacciando nelle auto per ricare gli smartphone nel cassetto senza cavi, è stata inventata da Nicola Tesla prima della guerra mondiale.
Ritratto di Babbalaa
24 giugno 2016 - 14:57
Boh, se sono segreti come fai a conoscerli?
Ritratto di luigi sanna
24 giugno 2016 - 18:49
5
Guarda se non sai, non conosci, è inutile. Cerchiamo di andare oltre, c4zzo mi arrivano messaggi dopo 4/5 giorni.. una settimana. Quando hai tempo studiati Tesla, se ne hai voglia, se no, resta con i tuoi "bho"!
Ritratto di Sepp0
20 giugno 2016 - 21:10
La macchina per scatenare il terremoto... un brevettone, proprio /facepalm
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