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Marchionne chiede un fondo anti-crisi per l'industria dell'auto

11 dicembre 2009

Per aiutare il comparto dell'auto da due anni in crisi, il numero uno della Fiat ha proposto l'istituzione di un fondo che venga in aiuto delle piccole e medie imprese italiane.

UN FONDO ANTI-CRISI - All'assemblea dei fornitori del mondo dell'auto, il numero uno della Fiat Sergio Marchionne (nella foto in alto alla presentazione del piano Chrysler) ha chiesto con la massima  urgenza l'istituzione di un fondo di garanzia per l'indotto auto, “non solo per le piccole imprese ma anche per le aziende medio-grandi. Una sorta di “salvadanaio” da utilizzare nei grandi momenti di crisi del settore auto.

A BENEFICIO DI TUTTI - A riguardo è intervenuto anche il direttore generale dell'Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica), Guido Rossignoli, secondo cui l'operazione “sarebbe potenzialmente a costo zero, e avrebbe l’obiettivo di mantenere e migliorare la competitività del settore e favorire progetti di consolidamento e aggregazione tra imprese, la realizzazione di consorzi, innovazioni di prodotto e di processo”.

PUNTARE ALL'ESTERO - Marchionne, dalla sala convegni dell'Associazione industriale bresciana, ha anche sottolineato che “dobbiamo essere competitivi in un mercato dove altri operano in condizioni diverse”. Secondo il numero uno del Lingotto i produttori di componenti per auto in Italia, in piena crisi da due anni, lamentano trattamenti impari rispetto ai loro concorrenti francesi, tedeschi o americani, e per questo devono puntare le loro carte sui nuovi mercati emergenti, su quelle aree, a cominciare da Cina e India, destinate a crescere.

Globalizzazione sembra dunque la parola d'ordine che rappresenta per Marchionne la soluzione per uscire dalla crisi. Intanto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha dichiarato di aspettarsi dalla Fiat una produzione superiore alle circa 900.000 vetture prospettate da Marchionne per il 2009.

PRODUCIAMO TROPPO - Sulla crisi si è espresso anche Alfredo Altavilla, amministratore delegato di Fiat Powertrain. Come già aveva sottolineato anche Marchionne, il numero uno della società controllata dal Lingotto ha ricordato che “l'indotto deve misurarsi con l'eccesso di capacità produttiva”. In pratica, si producono più auto di quante vengono vendute.

TECNOLOGIE PER TRE MILIARDI - Altavilla ha però ricordato che la globalizzazione non ha colto il gruppo Fiat di sorpresa. Con 203 stabilimenti, ha sottolineato, un terzo dei quali fuori dall'Europa, la Fiat ha una piattaforma globale di fornitori con cui fa accordi a livello internazionale per aumentare volumi di acquisto e di vendita. Per Altavilla, l'acquisto del gruppo Chrysler da parte del Lingotto si inserisce puntuale in questo percorso. La Fiat infatti, sottolinea il numero uno di Powertrain, ha portato al gruppo Chrysler tecnologie per un valore di circa 3 miliardi di dollari.



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Ritratto di elakos
11 dicembre 2009 - 19:48
1
Vuoi aiuti dal governo italiano per poi emigrare cani e porci negli states...fai pena, prima eri un eroe, adesso mi sembri napoleone...proprio due figure simili. Pensare che un tempo ti ritenevo un grande, sei solo uno sconsiderato che non esita a sacrificare brand in nome della globablizzazione. Non meriti di avere tra le mani marchi storici come quelli che hai. Tanto vale a questo punto che prendano alfa e lancia degli stranieri come vw, almeno non ci resterà sotto gli occhi la trasmigrazione dei cervelli e della produzione verso l'estero. Altro che aiuti alle aziende italiane, tu Marchionne, tu sei il primo straniero qui!
Ritratto di antonino pipitò
12 dicembre 2009 - 09:44
Per Marchionne e i suoi Padroni ovini esistono solo utili, se le cose vanno male subito pronti a mungere le vacche dello Stato e tutti gli italiani, minacciando chiusure di stabilimentI (Per riaprire in paesi dove con 2 euro pagano gli operai) o mendicando mobilità e cassa integrazione. Il governo Italiano non può e non deve aiutare solo il settore automobilistico in un periodo di recessione come l'attuale, quindi che la smetta una volta per tutte e faccia aprire i cordoni delle borse degli azionisti Fiat, a furbettooooooooooooo
Ritratto di Fraga
12 dicembre 2009 - 11:12
sempre e solo soldi dal governo minacciando di chiudere le fabbriche in italia e nonostante gli aiuti arrivino le fabbriche italiane chiudono lo stesso e la gente nn arriva nemmeno a fine mese.. VERGOGNA
Ritratto di FrecciaItalia
12 dicembre 2009 - 14:49
Sta gettande nel cesso 100 anni di storia automobilistica in nome degli utili e della razionalizzazione.
Ritratto di giu 63
12 dicembre 2009 - 18:05
marchionni sei soltanto un buffone lascia stare l'alfa e dimettiti per nn fare danni.
Ritratto di REY77
13 dicembre 2009 - 09:27
marchionne e' uno speculatore di mercato non un uomo da premio nobel,da ricordare che quando e' entrato in fiat non e' stato lui l'artefice della risalita ci sono altre persone alle spalle,lui si e' preso i meriti.....quando e' entrato in fiat c'erano 27 modelli da lanciare ,volete i nomi dei modelli ...........idea,musa,159,mito,149,nuova y,nuova multipla,500,panda,f430,etc.etc......pure io se avevo questa opportunita' avevo la stessa fortuna.....poi che dire dell'alleanza con crysler....si e' alleato con la casa automobilistica americana che vende meno in america e in europa!!! ma a lui gli serve come appoggio finanziario non per fiat ma per se stesso non gli bastano i 7 milioni di euro al mese da fiat no!!!! vuole gonfiarsi sempre piu'!!!! marchionne cambiati quel tipo di abbigliamento!!! sii piu' serio!!! solo al governo italiano fai paura se stavi all'estero non ti facevano parlare!!!
Ritratto di Nikkero
13 dicembre 2009 - 14:55
Ma perchè non impara a fare il manager invece del politico?
Ritratto di SaverioS
14 dicembre 2009 - 22:17
Bravo Marchionne, chiede fondi ( allo stato?) e intanto decide di chiudere Termini Imerese, e poi forse sicuramente anche Napoli, io lo dicevo che era uno " Chiacchiere e distintivo "
Ritratto di Newbravo
11 dicembre 2011 - 03:25
A proposito di globalizzazione, ecco gli effetti che questa ha portato nel mondo delle auto. http://www.autontheweb.it/mercato/2718/sedici-modelli-un-pianale-gli-effetti-della-globalizzazione/ Siete d'accordo?

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