UN FONDO ANTI-CRISI - All'assemblea dei fornitori del mondo dell'auto, il numero uno della Fiat Sergio Marchionne (nella foto in alto alla presentazione del piano Chrysler) ha chiesto con la massima urgenza l'istituzione di un fondo di garanzia per l'indotto auto, “non solo per le piccole imprese ma anche per le aziende medio-grandi. Una sorta di “salvadanaio” da utilizzare nei grandi momenti di crisi del settore auto.
A BENEFICIO DI TUTTI - A riguardo è intervenuto anche il direttore generale dell'Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica), Guido Rossignoli, secondo cui l'operazione “sarebbe potenzialmente a costo zero, e avrebbe l’obiettivo di mantenere e migliorare la competitività del settore e favorire progetti di consolidamento e aggregazione tra imprese, la realizzazione di consorzi, innovazioni di prodotto e di processo”.
PUNTARE ALL'ESTERO - Marchionne, dalla sala convegni dell'Associazione industriale bresciana, ha anche sottolineato che “dobbiamo essere competitivi in un mercato dove altri operano in condizioni diverse”. Secondo il numero uno del Lingotto i produttori di componenti per auto in Italia, in piena crisi da due anni, lamentano trattamenti impari rispetto ai loro concorrenti francesi, tedeschi o americani, e per questo devono puntare le loro carte sui nuovi mercati emergenti, su quelle aree, a cominciare da Cina e India, destinate a crescere.
Globalizzazione sembra dunque la parola d'ordine che rappresenta per Marchionne la soluzione per uscire dalla crisi. Intanto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha dichiarato di aspettarsi dalla Fiat una produzione superiore alle circa 900.000 vetture prospettate da Marchionne per il 2009.
PRODUCIAMO TROPPO - Sulla crisi si è espresso anche Alfredo Altavilla, amministratore delegato di Fiat Powertrain. Come già aveva sottolineato anche Marchionne, il numero uno della società controllata dal Lingotto ha ricordato che “l'indotto deve misurarsi con l'eccesso di capacità produttiva”. In pratica, si producono più auto di quante vengono vendute.
TECNOLOGIE PER TRE MILIARDI - Altavilla ha però ricordato che la globalizzazione non ha colto il gruppo Fiat di sorpresa. Con 203 stabilimenti, ha sottolineato, un terzo dei quali fuori dall'Europa, la Fiat ha una piattaforma globale di fornitori con cui fa accordi a livello internazionale per aumentare volumi di acquisto e di vendita. Per Altavilla, l'acquisto del gruppo Chrysler da parte del Lingotto si inserisce puntuale in questo percorso. La Fiat infatti, sottolinea il numero uno di Powertrain, ha portato al gruppo Chrysler tecnologie per un valore di circa 3 miliardi di dollari.








