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Marchionne e il “libro-paga” Volkswagen

29 settembre 2012

L’amministratore delegato della Fiat aveva chiesto a “chi è a libro paga dei tedeschi” di dir loro che l’Alfa Romeo non è in vendita. Ma a chi si riferiva Marchionne?

L’INNESCO - Si direbbe proprio che i problemi veri non bastino, che occorra sempre completare il quadro con un po’ di polemica. Nei giorni scorsi l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne (foto qui sopra), parlando all’assemblea degli industriali torinesi ha affrontato anche il tema della tanto ventilata vendita dell’Alfa Romeo alla Volkswagen. Nell’affermare per l’ennesima volta che la Fiat non è intenzionata a vendere, Marchionne si è rivolto alla platea affermando: “a quelli tra di voi che sono sul libro paga di Wolfsburg (sede della Volkswagen), chiedo gentilmente di ribadire ai vostri proprietari tedeschi un concetto semplice e chiaro: l’Alfa Romeo non è in vendita”.

IL LIBRO PAGA È … “UN VENTICELLO” - Sennonché di fronte a Marchionne c’erano anche parecchi giornalisti, tra cui Massimo Mucchetti che sulle pagine del Corriere della Sera è spesso critico nei confronti della Fiat e di Marchionne. In molti si sono chiesti a chi si riferiva Marchionne, avanzando l’ipotesi che il suo obiettivo fosse appunto il giornalista del Corriere che sostiene l’opportunità della vendita dell’Alfa Romeo, anche acconsentendo alla richiesta della Volkswagen di avere non solo il marchio ma anche uno stabilimento di produzione in Italia. 

LA SMENTITA - Il gioco all’indovinello su chi era l’obiettivo di Marchionne è andato avanti qualche giorno e ieri sera alle 19,06 - in “area telegiornali della sera” - l’agenzia Ansa ha riportato le parole di un portavoce della Fiat (non identificato) che hanno smentito l’ipotesi del riferimento a Mucchetti. Per la precisione la notizia dell’Ansa dice così: “L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, non si riferiva al giornalista Massimo Mucchetti quando, lunedì scorso, all'assemblea degli industriali di Torino ha parlato di persone «sul libro paga di Wolfsburg» ma a «un noto industriale torinese che lavora per la Volkswagen». Lo afferma un portavoce del Lingotto. Marchionne, facendo riferimento al fatto che l'Alfa Romeo non è in vendita - sottolinea il Lingotto - ha detto testualmente “a quelli tra di voi che sono sul libro paga di Wolfsburg chiedo…”. Questa frase - ricostruisce il Lingotto - ha ingenerato un grosso equivoco. Qualcuno ha pensato, e il TG di La7 ne ha anche parlato, che si riferisse al giornalista del Corriere della Sera Massimo Mucchetti. “Non è assolutamente così. Marchionne - conclude il portavoce della Fiat - pensava invece ad un noto industriale torinese che lavora per la Volkswagen”. 

ANCHE IN DIALETTO - Nel parlare dell’ipotesi della cessione dell’Alfa Romeo alla Volkswagen - riportata d’attualità da Ferdinand Piech, del consiglio di sorveglianza del gruppo VW e soprattutto grande azionista della casa tedesca, che ha reiterato il suo interesse per l’affare - Marchionne ha voluto concludere con un detto popolare, addirittura in dialetto piemontese: “Monsu’ Piech, lassa perde, va cantè ’nt n’autra curt” (signor Piech, lascia perdere, va a cantare in un altro cortile…”.

Giorgietto giugiaro volkswagen SOLO RIFERIMENTI, NIENTE NOMI - Senonché la smentita della Fiat è stata ripresa da Enrico Mentana che subito, nel suo telegiornale della sera, è andato più in là del riferimento a “un noto industriale torinese che lavora per la Volkswagen” e ha fatto nome e cognome, sostenendo che il riferimento era a Giorgetto Giugiaro (nella foto). La cosa evidentemente non ha riscontro in quanto affermato all’Ansa dal portavoce della Fiat, ma tant’è, Mentana lo ha detto. E bisogna dire che a dar forza alla cosa certo c’è il fatto che Giugiaro, oltre che essere il grande designer che tutti conoscono, è anche l’imprenditore creatore dell’Italdesign che da due anni è proprietà del gruppo Volkswagen; e Marchionne appunto ha parlato di “proprietari”. Sicuramente in Piemonte ci sono parecchie aziende che lavorano per la Volkswagen, ma oltre alla Italdesign, ce ne sono altre che sono “proprietà” della casa tedesca?

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Ritratto di Sprint105
29 settembre 2012 - 16:07
non fanno bene a nessuno
Ritratto di Gigrobot
30 settembre 2012 - 12:42
http://youtu.be/Exh0NgTDGSQ
Ritratto di impala
30 settembre 2012 - 12:59
Giugiaro ormai e un vecchio uomo, quindi che stai tranquillo con i tedeschi, e che lascia lavorare in pace Marchionne, stesso discorso per Da silva.
Ritratto di Merigo
29 settembre 2012 - 16:23
1
Redazione de alVolante, sopo inSella, stai per fare nascere la nuova testata alVolanteGossip? Sembra di sì, altrimenti cercheresti la notizia, non la non notizia come hai fatto oggi, citando Ansa, La7 e mescolando il tutto con confusione e sospetto, lavandoti la coscienza aprendo l'articolo con un serioso ed impegnato "si direbbe proprio che i problemi veri non bastino, che occorra sempre completare il quadro con un po’ di polemica". Se non hai la minima idea di una trattativa in corso per vendere Alfa-Romeo, piuttosto approfondisci ed indaga, non gettare saponette ai lettori! E rileva magari come Marchionne durante lo stesso discorso abbia ripetuto che sono 8 anni che, fallendo per Sua stessa ammissione, cerchi un partner con cui produrre in Italia, cosa che fa con successo in Polonia con Ford e in Ungheria con Suzuki e, per la verità, anche in Italia ad Atessa con la joint venture Sevel Sud, e che dimostra come il problema non sia FIAT in Italia ma l'industria manifatturiera in Italia. Ma questo sarebbe un discorso già troppo profondo per alVolanteGossip!
Ritratto di IloveDR
29 settembre 2012 - 17:02
4
...Sevel Sud esiste da più di 30 anni...Marchionne la sta solo facendo chiudere...
Ritratto di bombolone
29 settembre 2012 - 17:41
questa è informazione
Ritratto di cavalierebianco
29 settembre 2012 - 19:55
Confuso mi sembra il tuo commento. Me lo rispieghi, con parole tue? Grazie
Ritratto di Merigo
29 settembre 2012 - 20:37
1
Guarda che anche il commento precedente l'ho scritto con parole mie, perché tu invece i post li copi? alVolante invece di sintetizzare il succo articolato di un discorso, ne ha colto il gossip, e questa era la mia risposta alla redazione. La sostanza, viceversa, è che come ripetuto all'infinito, non è un'anomalia che FIAT lasci l'Italia, ma che ci resti. Quindi Marchionne ha ricordato come siano 8 anni, cioè da quando è in FIAT, che cerchi un partner per produrre in Italia e superare il fatidico break even point, invalicabile con le sole produzioni FIAT. In 8 anni fa rilevare Marchionne, non ci è riuscito perché nessuno vuole venire a produrre in Italia, non con FIAT bada bene, in Italia. Infatti come ho ricordato diverse sono nel mondo le stesse linee che sfornano auto FIAT e di altri non in joint venture ma solo per quel fatidico break even point: ovunque ma non in Italia! E questo grazie a tutto il sistema Italia fatto di tante componenti e persone che rendono non valutabile produrre in Italia. E non mi dilungo su quali siano ma che conosciamo molto bene; ma il costo del lavoro è un problema marginale perché si produce in Gran Bretagna, Olanda, Austria, Finlandia, ecc., che non sono proprio Paesi del terzo mondo in quanto a benefit per i lavoratori. Però adesso, se ne sei capace, esprimi tu un tuo pensiero perché in questo blog leggo sempre solo un concetto: odio verso FIAT e Marchionne, che però dovrebbero pure porgere l'altra guancia!
Ritratto di cavalierebianco
30 settembre 2012 - 19:43
A dar retta a te (e alla Fiat: per questo facevo polemica sulle "parole tue", sembrava di sentir parlare Marchionne) in Italia non si può produrre più niente. Certo, a Termini Imerese era un po' complicato costruire delle macchine, ma quello stabilimento era il risultato di uno scambio politico: la Fiat creava posti di lavoro al Sud e il governo la proteggeva con politiche di favore. Ora lo scenario è cambiato, e quella fabbrica è stata chiusa. Ma le altre? Possibile che da noi non si possa fare più un'automobile? Massimo Mucchetti, il bravo giornalista del Corriere cui fa riferimento questo articolo di alVolante, è convinto del contrario. In una lunga serie di articoli usciti sul suo giornale ha scritto più volte che la Volkswagen è interessata a una fabbrica italiana, oltre che al marchio Alfa Romeo. Vogliamo dargli credito? O almeno verificare se è vero? O forse la cosa importante è chiudere gli impianti, e poi si vedrà? Tieni conto che i prodotti migliori, in tutti questi ultimi anni, la Fiat li ha riservati alla Polonia: se la 500 fosse stata costruita a Pomigliano, forse il problema delle fabbriche italiane capaci solo di perdere soldi non ci sarebbe stato. E Marchionne non sarebbe andato tanto in cerca di partner, come dice di aver fatto. http://www.corriere.it/editoriali/12_settembre_19/Il-lingotto-la-carta-tedesca-mucchetti_70e9fc24-021c-11e2-9f2e-6124d1c3f844.shtml
Ritratto di IloveDR
29 settembre 2012 - 16:59
4
...che lavorano per VW" ... GRAZIE VW...almeno c'è qualcuno che lavora!!!
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