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Ore 8.30: lezione di… Maserati

09 novembre 2012

Cronaca di una giornata sul circuito di Varano de’ Melegari, presso Parma, dove abbiamo partecipato ai corsi di pilotaggio della casa del Tridente. Ecco com’è andata…

Ore 8.30: lezione di… Maserati

PER MIGLIORARSI E PER DIVERTIRSI - Da anni, anche in Italia, proliferano i corsi di guida (sicura, veloce, ma anche agonistica, per chi lo desideri) organizzati un po’ in tutti i circuiti e con qualunque tipo di auto: si tratta di vere e proprie scuole, gestite da piloti professionisti, rivolte nella maggior parte dei casi ad automobilisti che non aspirano a correre in macchina, ma ad affinare le proprie capacità di guida e ad apprendere le tecniche necessarie a divertirsi in circuito in tutta sicurezza. Abbiamo vissuto in prima persona uno di questi corsi, della durata di un giorno, organizzato dalla scuola Master Maserati (per saperne di più, clicca qui), che si tiene a due passi da Parma, sul circuito di Varano de’ Melegari (per saperne di più, clicca qui). Anche per capire se quanto si impara nel corso giustifichi un esborso non proprio “low cost”, nell’ordine dei 2.000 euro. 

UNA PISTA “TECNICA” - I corsi del Master Maserati sono aperti a tutti: sia ai clienti della casa modenese, desiderosi di apprendere i segreti per gustare fino in fondo i loro bolidi, sia ad appassionati che vogliano scoprire il brivido di domare macchine da oltre 400 cavalli. Il tortuoso tracciato di Varano de’ Melegari è particolarmente “tecnico” e ben si presta a un uso didattico. Lunga 2,4 chilometri, la pista è un continuo alternarsi di curve lente e veloci, con un settore finale molto tortuoso e una curva parabolica che unisce due rettilinei. 

SI COMINCIA PRESTO - Ore 8.30: nel freddo pungente di inizio novembre, ma con una giornata che si preannuncia bella, siamo già al circuito. Le Maserati, dalla GranTurismo, alla GranCabrio fino alla Quattroporte, sono allineate nella corsia dei box e la tentazione di salirci subito è forte. Ma, prima, ci attende l’incontro con i piloti, che ci faranno da istruttori, e con i tecnici della Bosch: che ci illustrano nel dettaglio come funzionano i sistemi di aiuto alla guida (uno fra tutti, l’Esp: che, in pista, avremo modo di veder “salvare” gli allievi più focosi…). 

ALLACCIATE LE CINTURE - Si parte: primo giro di pista con l’istruttore alla guida (pilota giovane, ma con già alcune 24 Ore di Le Mans nel curriculum), che ci mostra la pista pennellando le traiettorie con la maestria di chi le conosce meglio di casa propria… Si torna ai box, ora tocca noi. Cominciamo con la Maserati Quattroporte 4.7 Sport GT S, una “berlinona” da 439 cavalli. Il cambio automatico è nella modalità manuale e selezioniamo le marce con le lunghe e comode palette dietro la corona del volante. Le curve più strette le affrontiamo in seconda, per poi infilare la terza e la quarta nei lunghi rettilinei. Percorriamo il primo giro con prudenza, prendendo confidenza con la macchina e con il tracciato. Nel secondo, spingiamo di più: questa Maserati dà molta confidenza, e il nostro sospetto di trovarci a che fare con una “mezzo” poco agile si rivela presto infondato. Anche nella brusca frenata che precede la sequenza delle lente curve finali, la Quattroporte è composta, sfiora i cordoli in scioltezza e, complici le efficienti sospensioni “intelligenti”, il notevole peso (due tonnellate) sembra svanire. 

ORA SI FA SUL SERIO - Il pilota sorride, ci lascia fare, per vedere di cosa siamo capaci. Nel terzo giro ci dà utili suggerimenti per interpretare ancora meglio il tracciato, per essere più veloci. Noi, prudenti, anticipiamo un po’ le frenate. No, no, dice lui, vanno ritardate: quindi, “pestone duro” all’ingresso della nuova variante alla fine del rettilineo dei box. Si sacrifica un po’ la prima curva, per guadagnare bene la corda nella seconda e uscire veloci per affrontare in pieno il rettilineo che precede la parabolica. Altra frenatona, subito violenta, per poi rilasciare dolcemente il pedale percorrendo il primo tratto di curva, quindi si “molla” del tutto il freno sfiorando il cordolo nel punto di corda. Ora si punta l’esterno della pista, raddrizzando il prima possibile le ruote, per poter dare tutto gas infilando la terza e la quarta fino alla prima “esse”. Quest’ultima è composta da due curve di 90°: percorrendo lentamente la prima, si sta il più possibile all’interno, al fine di “appiattire” la seconda per riallineare (non bruscamente) le ruote appena dopo il punto di corda e ridare tutto gas. Segue la seconda esse che, meno aspra, richiede solo un leggero colpo di freni per superarla in piena velocità. 

ARRIVA IL DIFFICILE - È il momento di prepararsi alla curva Ickx, una delle svolte più toste del circuito, che precede il “ferro di cavallo”. Quest’ultimo è costituito da due strette curve che formano una U, ma vanno affrontate come se fossero un tutt’uno, impostando la traiettoria nella prima per poi non spostare più il volante fino ad aver superato anche al seconda (pena, perdita di tempo e sbilanciamento dell’auto che perde l’appoggio). Ancora due brevi curve lente e siamo ritornati sul rettilineo dei box. Il “maestro” è contento, analizziamo i punti dove abbiamo interpretato più o meno bene il circuito, mentre percorriamo un giro lentamente per raffreddare i freni (che, pur maltrattati, non hanno manifestato segni di cedimento).

ALTRO RITMO CON LA GT - Passiamo alla Maserati GranTurismo 4.7 Sport, che di cavalli ne ha 460. Si gira più velocemente, le reazioni sono più repentine, ma questa coupé resta sincera come la Quattroporte. Ci gettiamo sul nastro d’asfalto con il programma Normal, che è più votato al comfort, attivato. In effetti, gli inserimenti del cambio robotizzato (che utilizziamo sempre in modalità manuale) non sono fulminei e lo sterzo risulta piuttosto leggero. Passiamo alla modalità sport e la musica cambia: il V8 urla incitandoci a spingere ancora, le cambiate sono velocissime e gli inserimenti nelle curve sono maggiormente rapidi rispetto a quelli con la Quattroporte mentre nelle svolte lente utilizziamo la terza marcia, anziché la seconda.

LA TELEMETRIA NON PERDONA - Ormai “caldi”, è il momento della telemetria. Effettuiamo al meglio delle nostre possibilità un giro, che viene registrato metro per metro dal computer ai box (proprio come avviene nelle corse). Scesi dall’auto, analizziamo il grafico visualizzato nello schermo del computer che, in base a molti parametri (il modo in cui freniamo, l’angolo di sterzo, la velocità…), illustra il nostro giro di pista tramite una linea, sovrapponendola a quella ideale ottenuta dal pilota ed evidenziando così tutti… i nostri errori. Per esempio, in uscita dalla parabolica abbiamo effettuato una leggera correzione con lo sterzo (evidenziata nel grafico con un picco della nostra linea), segno che la traiettoria impostata non era corretta. A supporto, si aggiungono le immagini riprese dalla telecamera di bordo.

SOVRASTERZO DA DOMARE - Ci presentiamo poi nel piazzale antistante la pista, opportunamente inondato d’acqua, per l’esercizio che insegna a gestire un sovrasterzo (quando la coda sbanda). I tecnici della Bosch scherzano, dicendo: vedrete che i nostri dispositivi di guida saranno più bravi di voi. Ed è così, almeno inizialmente. L’esercizio, affrontato in prima marcia e a bassa velocità, consiste nel far sbandare la GranTurismo innescando un sovrasterzo, che va corretto con lo sterzo e con l’acceleratore. Il fatto è che le reazioni sono velocissime: ma, con gli aiuti alla guida attivati, la Maserati non va in testa coda e si ferma (la soluzione migliore per la sicurezza). Se questi sistemi vengono disattivano del tutto, sta solo a noi domare il sovrasterzo e, dopo non pochi “360°”, riusciamo con rapidi movimenti del volante, e dando gas al momento giusto, a riprendere la traiettoria.

DRIFTING CON LA MC STRADALE - Dopo giri e giri la giornata sta per finire: abbiamo guidato parecchio e imparato altrettanto. A coronamento di questo entusiasmante corso, un giro di pista con il pilota alla guida della GranTurismo MC Stradale: la versione più racing della coupé modenese, derivata da quella da corsa. Incastrati nel sedile super avvolgente e legati stretti con le cinture “a quattro punti”, osserviamo i movimenti del pilota, che supera la parabolica con l’auto di traverso, domando questa belva con la facilità di un bambino che gioca alle macchinine. Beh, l’esperienza non s’improvvisa: per questi “numeri” bisogna essere dei professionisti. Bilancio? I 2000 euro del corso valgono la spesa: alla fine della giornata siamo sicuramente appagati, ma soprattutto affrontiamo la strada con più consapevolezza e maggiore sicurezza.

 

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Ritratto di MatteFonta92
9 novembre 2012 - 17:16
3
Sarebbe un ottimo modo per passare la giornata! Del resto, a chi non piacerebbe guidare bolidi del genere in pista, anche con l'istruttore a bordo? È un'esperienza che lascia sicuramente il segno!
Ritratto di francesco alfista
9 novembre 2012 - 17:34
poi con questi bolidi....e tutto piu' bello...!!
Ritratto di Chris147
9 novembre 2012 - 17:35
Ottimo per passare una giornata di divertimento e non solo, questi corsi servirebbero a certe persone che si mettono in macchina a correre tra le curve credendosi dei grandi esperti....poi per mancanza di praticità escono di strada!!!
Ritratto di berryfabio
9 novembre 2012 - 22:57
mamma mia quant'è bella la granturismo :Q ..
Ritratto di Abominable Snow Tux
10 novembre 2012 - 14:14
peccato per il prezzo... 2000€!