ESTATE CALDA - Europa in crescita ma con una stabilità ancora da raggiungere a causa degli altalenanti risultati ottenuti in mercati importanti come Germania, Francia e Italia: questa in sintesi la situazione del mercato automobilistico europeo fotografata dai dati diffusi dall’Acea (l'associazione dei costruttori). Nel mese di luglio 2014 sono state immatricolate 1.081.686 vetture (+5,6% rispetto allo stesso mese del 2103) mentre ad agosto non si è andati oltre le 701.118 unità (+1,8%). Numeri che portano il totale dei primi otto mesi del 2014 a 8.636.553 immatricolazioni per una crescita del 5,8% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. In Italia, dove persiste una stagnazione della domanda, sono state vendute 114.343 vetture a luglio (+5,5%) e 53.191 ad agosto (-0,2%) per un totale, nei primi 8 mesi dell’anno, di 925.393 immatricolazioni (+3,5%).
IN FRANCIA TORNA IL SEGNO MENO - Bimestre a corrente alternata per la Germania dove il mercato dell’auto ha registrato una crescita del 6,8% a luglio (270.249 unità) e una flessione dello 0,4% in agosto (213.092 unità). Entrambi i mesi positivi invece per Gran Bretagna e Spagna che archiviano rispettivamente il mese di luglio con un +6,6% (172.907 unità) e un +11,1% (83.365) e il mese di agosto con un +9,4% (72.163) e un +13,7% (45.355). Dopo 4 mesi di crescita torna il segno meno per il mercato francese: -4,3% a luglio (143.759 immatricolazioni), -2,6% ad agosto (83.715).
SON DOLORI PER ALFA E LANCIA - I primi otto mesi dell’anno sorridono alla gran parte dei costruttori. L’unico gruppo in perdita è General Motors (-3,2%) che paga le performance della Chevrolet (-64,9%), marchio ormai tagliato fuori dall’Europa mentre la Opel cresce dell’8,2%. Tra i risultati positivi spicca il +25,1% della Mitsubishi, il +20,7% della Mazda e il +16,1% del Gruppo Renault. Guardando in casa nostra, il Gruppo Fiat guadagna 2,1 punti percentuali grazie soprattutto alla crescita di Jeep (+44,7%), Dodge, Ferrari e Maserati che insieme hanno racimolato un +102%. Fiat registra un +2%, male invece Lancia e Alfa Romeo che perdono rispettivamente il 4,4 e il 10,1%.