MENO FORTE, MA SEMPRE CRSCITA - Prosegue con un buon ritmo la crescita del mercato italiano dell'auto, anche se è da notare che a ottobre 2015 l'aumento percentuale rispetto all'anno scorso è stato a una sola cifra: l'8,56%, mentre finora c'erano stati miglioramenti mensili più consistenti. La cosa è evidenziata dai dati relativi al periodo da gennaio a ottobre: con 1.330.005 unità contro le 1.159.803 dell'ottobre 2014 l'incremento di tutto l'anno risulta infatti del 14,67%. Ciò nonostante a ottobre ci siano state numerose campagne promozionali molto allettanti.
FIAT: PROGRESSIONE ROBUSTA - Nel quadro dei risultati delle varie marche spicca quello della Fiat, che con 27.694 auto immatricolate ha compiuto un balzo del 15,98% nei confronti del 2014. Ma sul quadro complessivo hanno il loro peso gli esiti non positivi di marchi rilevanti come la Volkswagen, che con 9.520 unità registrate perde il 6,85% rispetto all'anno scorso. Oppure della Toyota (-15,39%), della Dacia (-9,08%), della Seat (-11,17%), della Skoda (-0,23%) e della Renault (-0,90%).
CONTA L'OFFERTA - È da notare che i risultati delle diverse marche mostrano tendenze diverse, segno che l'andamento del mercato è differente casa per casa, segno che determinanti sono le diverse offerte. Per esempio, a fronte degli esiti negativi di Volkswagen, Toyota, Dacia, Renault, Seat e Skoda, tra le marche generalista si mettono in luce positivamente Citroën (+14,18%), Hyundai (+11,94%), Ford (+9,26%), Peugeot (8,49%), Opel (6,53%), Nissan (+4,36%). Da sottolineare è poi l'ennesimo bel risultato della Jeep (+102,2%), anche se lontano da quello medio dei dieci mesi (234%)
VOGLIA DI PRESTIGIO - Di vero e proprio "vento in poppa" si può poi parlare per le marche del lusso - le così dette "premium" - che registrano una sorta di boom, crescendo ampiamente più della media-mercato. La BMW a ottobre ha aumentato le sue immatricolazioni del 27,19%, la Mercedes lo ha fatto per il 26,78%, e l'Audi è aumentata del 18,06%. Risultati in grado di far di far dire che il mercato dell'auto di prestigio ha ritrovato, o sta ritrovando un'ottima energia. Buon segno per l'economia.
IL PESO DELLO SCANDALO - Inutile dire che i risultati di ottobre erano attesi con una certa curiosità particolare legata allo scandalo "Dieselgate": in sostanza c'era e c'è l'interesse per vedere se la vi da poteva (e può) danneggiare sul piano commerciale le marche coinvolte. A parte che notoriamente le immatricolazioni avvengono un po' di tempo dopo l'ordine (dunque ottobre non è ancora pienamente significativo), i risultati statistici non sono univoci, in quanto se è vero che Volkswagen ha perso il 6 e rotti per cento, è anche vero che l'Audi è cresciuta di oltre il 18%. Per ora dunque, sicuramente nessun contraccolpo clamoroso, e anche un po' di incertezza da verificare nei prossimi mesi.