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Mercato europeo dell’auto: nel 2018 il crollo delle diesel

30 gennaio 2019

Nel 2018 sono state immatricolate 15,6 milioni di auto, ma le diesel sono in netta diminuzione.

Mercato europeo dell’auto: nel 2018 il crollo delle diesel

UN MERCATO STABILE - Secondo i dati diffusi dall’istituto di ricerca Jato, nel 2018 il mercato automobilistico europeo è rimasto stabile con 15,6 milioni di veicoli immatricolati, solo 346 in più rispetto al 2017. Si tratta del miglior risultato dal 2007, quando il mercato raggiunse il suo apice con 16,02 milioni di immatricolazioni. I buoni risultati del secondo trimestre, dove il mercato è cresciuto del 4,8%, e del terzo trimestre, dove il mercato è cresciuto dell'1,1%, sono stati sufficienti a compensare il forte calo del quarto trimestre, dove il mercato è sceso del 7,5%, registrando i volumi più bassi dal 2014. Calo dovuto, oltre al periodo, anche alla mancanza di molti modelli conformi al nuovi ciclo di omologazione WLTP, il test su consumi ed emissioni più severo e attinente all’uso reale rispetto al precedente NEDC. A livello globale, l'Europa, grazie agli ottimi risultati ottenuti in Spagna, Polonia e Paesi Bassi, che hanno compensato i cali nel Regno Unito, Italia e Svezia, è stato il terzo mercato automobilistico mondiale dopo la Cina e gli Stati Uniti. 

CROLLO DELLE DIESEL - Analizzando i dati del 2018 emerge il crollo del diesel. I veicoli con questa tipologia di combustibile hanno registrato la quota di mercato più bassa dal 2001, facendo segnare 5,59 milioni di unità immatricolate. I veicoli diesel, nel 2018, rappresentano solo il 36% delle immatricolazioni, con una quota di mercato in calo dell’8% rispetto al 2017 e del 19% rispetto al 2011, anno di punta per questo tipo di carburante. Complessivamente, le immatricolazioni sono diminuite del 18% rispetto al 2017, 10 punti in più rispetto al calo registrato nel 2017, quando le immatricolazioni diesel sono diminuite dell'8% rispetto al 2016. Le auto diesel hanno continuato a dominare in tre paesi europei: Irlanda, Portogallo e Italia. La Francia ha superato il Regno Unito, diventando il terzo mercato del diesel in Europa, dopo Germania e Italia. Il diesel è tuttavia riuscito a mantenere la sua posizione al vertice dei marchi premium. Questa tipologia di carburante è ancora il preferito dai consumatori che acquistano le vetture a marchio Audi, Mercedes, BMW e Volvo. La Jato prevede che la diminuzione delle quote di mercato del diesel continuerà nel 2019, anche se molto probabilmente ad un ritmo più moderato. 

ALIMENTAZIONI ALTERNATIVE - Con il diesel in caduta libera, sono risultati essere in crescita sia i veicoli a benzina, grazie ad una quota del 57%, che quelli con carburante alternativo, i quali hanno beneficiato di quasi 200.000 immatricolazioni in più rispetto al 2017. Il 2018 ha segnato la migliore performance di sempre per le auto ibride, ibride plug-in ed elettriche che, complessivamente hanno fatto segnare 944.800 immatricolazioni e una quota di mercato del 6,1%. I veicoli elettrici hanno superato i veicoli ibridi plug-in, passando da 132.800 nel 2017 a 195.300 nel 2018. La Norvegia è stato il maggiore mercato per i veicoli elettrici, con una quota di mercato del 31%, mentre i Paesi Bassi hanno superato il Regno Unito diventando il quarto mercato per le elettriche, dopo Germania e Francia. Se si pensa che nel 2008 questa tipologia di veicoli rappresentava solo lo 0,8% del mercato, si può parlare di un enorme aumento da dieci anni a questa parte.

LE SUV VANNO FORTE - Per quanto riguarda la tipologia di vetture nel 2018 si registra, nonostante una crescita più lenta rispetto agli anni precedenti, la transizione dalle auto tradizionali alle SUV. In totale sono stati immatricolate in Europa 5,4 milioni di SUV, con un incremento del 19% rispetto al 2017 e una quota di mercato che è passata dal 29,2% al 34,6%. La maggior parte della crescita del mercato delle SUV è stata trainata dalle piccoli SUV, dove il volume è salito del 29%, fino ad arrivare a 2 milioni di immatricolazioni. Le SUV compatte hanno continuato ad essere la tipologia di SUV più popolari, con 2,3 milioni di immatricolazioni, registrando un aumento di volume del 17%. Le immatricolazioni delle monovolume sono scese del 27%, risentendo ancora una volta dell'impatto del boom delle SUV. Tra le SUV più vendute in Europa ci sono la Nissan Qashqai, che ha mantenuto il primo posto, e la Peugeot 3008.

LA CLASSIFICA DEI GRUPPI - Pochi cambiamenti sono stati registrati al vertice della classifica delle case automobilistiche più grandi; il Gruppo VW ha mantenuto la sua posizione di vertice, con 3,72 milioni di immatricolazioni e una quota di mercato stabile al 23,8%, seguito dal Gruppo PSA e dall’Alleanza Renault-Nissan, rispettivamente al secondo e al terzo posto. Il BMW Group è salito nella classifica fino a diventare il quarto produttore automobilistico europeo, mentre il Gruppo Hyundai-Kia è stato il costruttore che è cresciuto di più in termini di quota di mercato, con un aumento del 5,2% del volume delle immatricolazioni, registrando 1,03 milioni di unità.

LE MARCHE - Tra i marchi, da registrare le performace della Jeep, che, per la prima volta nella sua storia europea, ha registrato una quota di mercato superiore all'1%. Ottime anche le prestazioni di Dacia, Seat, Peugeot e Volkswagen. Al contrario, l’Audi ha perso quote di mercato, seguita da Nissan, Fiat, Opel/Vauxhall e Renault.

I MODELLI - Per quanto riguarda i modelli di maggior successo la Volkswagen Golf si conferma la regina d’Europa, pur registrando un calo dell'8% delle immatricolazioni, soprattutto a causa di un forte calo delle vendite delle varianti a gasolio, che sono diminuite del 30%. Poca variazione nelle prime 10 posizioni, con il trio Clio, Polo (l’unico modello nella top 10 che ha registrato una crescita a due cifre) e Fiesta che seguono la Golf. Buono il nono posto della Toyota Yaris, spinta soprattutto dalle vendite del modello con motore ibrido. Anche se è finita dopo le prime 10, la Dacia Sandero ha registrato 216.306 unità immatricolate. La Duster è stata la seconda B-SUV più venduta, superando la Peugeot 2008 e la Opel Mokka. 



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Ritratto di Zot27
30 gennaio 2019 - 19:31
Gli ancora tanti acquirenti diesel, saranno poi quelli che scenderanno in strada alla 'gilet gialli' per lamentarsi della forte svalutazione delle loro auto e per i divieti ai diesel nelle principali città
Ritratto di Roomy79
30 gennaio 2019 - 22:05
1
Ancora con questa arroganza (ti parlo da possessore di auto benzina che fa meno di 10000 km anno), ma i pendolari ad alto chilometraggio, agenti di commercio, rappresentanti, mezzi commerciali e tutti quelli che viaggiano per lavoro mi dici, nel tuo mondo, come dovrebbero comprarsela una macchina che non sia un’utilitaria? Stante il prezzo della benzina, la poca capillarità della rete metano e il sempre minor numero di modelli a gpl (causa scarsa affidabilita dei benzina di nuova concezione). Non si parla di tamarri che comprano diesel per fare freno a mano nei posteggi vuoti, ma di gente che lavora e che già oggi si ritrova abbastanza i bastoni tra le ruote fra tasse su qualunque cosa. Ci manca pure fare 150-200 km al giorno con un benzina.
Ritratto di Zot27
30 gennaio 2019 - 22:09
Mi pare che ci sia un certo aumento nelle vendite di suv, cioè mezzi che sono più pesanti, con aerodinamica e sezione frontale peggiori ..
Ritratto di Roomy79
30 gennaio 2019 - 22:19
1
Ok, anche a me non piacciono i suv, ma proprio questa categoria e una di quelle che continua ad essere quasi invendibile a benzina, proprio perché peso e aereodinamica remano contro. Si estenda l’uso di ibrido a gasolio (tipo kia sportage) in modo da diminuire le emissioni nei centri urbani e mantenere consumi accettabili nel veloce. Non parlatemi del rav 4 2500, perché in autostrada consuma come un 2000 benzina qualunque...andando piano.
Ritratto di Zot27
30 gennaio 2019 - 22:28
Ma non mi pare che altri suv simili facciano meglio come consumo in autostrada, al massimo fanno 2 kml in più, risparmio poi perso con la manutenzione ordinaria e straordinaria, con la suddetta svalutazione, e con il gasolio che gradualmente arriverà dal 2021 a costare un pò più della benzina
Ritratto di Giuliopedrali
31 gennaio 2019 - 09:06
Ho sentito ultimamente più di uno comprare SUV di lusso a benzina.
Ritratto di Mbutu
31 gennaio 2019 - 09:54
Roomy, il tuo discorso fila fino ad un certo punto. L'elenco che fai davvero rappresenta il 36% della popolazione automobilistica europea? Ed il 51% di quella italiana? Io non credo. E allora lasciamo il diesel a quella fetta (residuale) di mercato a cui serve veramente. Tutti gli altri, visto che non ci arrivano da soli, vanno "spinti" verso alternative migliori. Li abbiamo già fatti diverse volte i conti: perchè il diesel sia realmente conveniente serve fare un sacco di chilometri; e se poi lo confronti con l'ibrido ti serve anche farli quasi tutti in autostrada.
Ritratto di Roomy79
31 gennaio 2019 - 10:01
1
Ok a quelli però tassiamoli normalmente come gli altri invece che spennarli senza motivo dopo che per anni il diesel e stato addirittura incentivato
Ritratto di DavideK
30 gennaio 2019 - 23:07
Ed avranno perfettamente ragione (anch'io parlo da "benzina" da pochi km all'anno). Punire i diesel così, adesso che sono realmente puliti, è demagogia pura. D'altronde inutile aspettarsi di meglio dagli stessi che, i diesel, li hanno incentivati fiscalmente (avere imposte sui carburanti molto alte comporta questo, visto che consumano meno) quando inquinavano realmente di più. Dicendoci che invece il particolato non contava. Comunque prossimo step vietare benzina perchè consumano troppo, è ovvio. Poi tutti sulla Trabant elettrica. Speriamo rimangano alcuni paesi ad opporsi mantenendo in parte il mondo libero.
Ritratto di Zot27
30 gennaio 2019 - 23:12
Chiedo scusa: escono centinaia di milioni al km di Ufp dallo scarico dei nuovi diesel nonostante il filtro antiparticolato, si o no ? Nonostante i nox ultimamente li hanno ridotti con i ridicoli serbatoi di urea o adblue che sia, lo sapete che questi nox provocano la creazione in aria di altro nanoparticolato ?
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