Nel film RoboCop, un agente viene trasformato in un cyborg per combattere il crimine di Detroit. Il sottotitolo del film, uscito nelle sale nel 1987, era “Il futuro della legge”. A distanza di quasi 40 anni, quel futuro potrebbe essere arrivato: non sotto forma di spietato poliziotto robotico ma di veicolo di pattuglia autonomo, in grado di controllare territori difficili senza il bisogno di un equipaggio a bordo. Tutto ciò succede nella contea di Miami-Dade, in Florida, dove l’ufficio dello sceriffo e Policing Lab hanno svelato il PUG, il primo “veicolo di pattuglia autonomo”. Il suo compito è pattugliare le aree ad alto tasso di criminalità, agendo quindi come deterrente, e segnalare le situazioni che sono degne di nota: in questo modo, spiegano i loro ideatori, aumenta la conoscenza delle situazioni, automatizza i compiti ripetitivi e permette agli agenti di concentrarsi sul lato più complesso e umano della polizia.

Il PUG si basa sulla Ford Expolorer, nella versione sviluppata apposistamente per la polizia americana, e si muove grazie alle tecnologie di guida autonoma della Perrone Robotics. Grazie a una gamma di telecamere e un sistema di imaging termico, il veicolo è in grado di svolgere attività di sorveglianza mobile. Può inoltre leggere e controllare le targhe e anche far volare droni. Le immagini vengono trasmesse in tempo reale ai centri di comando, da dove è possibile lanciare messaggi audio e ascoltare ciò che avviene sulla scena. I percorsi di pattuglia sono stabiliti dall’intelligenza artificiale in base ai dati sulla criminalità, coprendo quindi maggiormente le zone più a rischio.
Il progetto di autopattuglia autonoma è ancora nelle sue fasi iniziali. Inizialmente il PUG apparirà in eventi pubblici per raccogliere le reazioni della comunità prima di un’effettiva operatività sul campo. Il programma pilota durerà un anno e valuterà i risultati in termini di rapidità di risposta, deterrenza, sicurezza dei poliziotti e fiducia da parte del pubblico.






















