NEWS

Quella Mille Miglia di 60 anni fa rimasta insuperata

15 maggio 2015

Nel 1955 un’edizione divenuta mito: Moss, con la Mercedes 300 SLR, percorse i 1.600 km della gara alla media di quasi 160 km/h.

Quella Mille Miglia di 60 anni fa rimasta insuperata
LA REGINA DELLE CORSE - Ieri gli oltre 300 equipaggi partecipanti alla 32ª edizione della Mille Miglia storica sono partiti da Brescia per il loro periplo sulle strade italiane. Una lunga cavalcata che si concluderà domenica di nuovo a Brescia, dopo tre tappe-pernottamento a Rimini, Roma e Parma. Una gran bella manifestazione storica rievocativa che forse ha solo il limite di non far realizzare appieno che cosa era la Mille Miglia del passato, quella di velocità disputatasi dal 1927 al 1957. 
 
60 ANNI DI UN RECORD - La cosa è evidente proprio quest’anno che ricorrono i 60 anni della Mille Miglia in cui fu stabilito il record di velocità. In quegli anni di tappe-pernottamento non si parlava. Le vetture partivano con l’obiettivo di arrivare di nuovo a Brescia nel minor tempo possibile, con le sole soste per le gomme e la benzina. E giusto 60 anni fa, la 22ª Mille Miglia, quella del 1955, vide vincere Stirling Moss in coppia con il giornalista inglese Jenkinson su Mercedes 300 SLR  in 10h07’48”, un tempo che significava una media di 157,650 km/h. Sono 534 le vetture al via, di cui solo 274 al traguardo. La grande sfida è tra le Mercedes e le Ferrari. Per la prima ci sono quattro 300 SLR (la cui parte meccanica non è altro che quella della Mercedes W196 di Formula 1), con il motore V8 di 2.982 cc ed erogante non meno di 300 Cv. Per la Ferrari ci sono vetture con motore V12 di 3 litri e altre con il V12 di 4,4 litri. Un quadro che fa prevedere prestazioni esasperate. 
 
MEDIE DI QUASI 200 ALL’ORA - Le partenze cominciano alle ore 21 del 30 aprile. Subito le previsioni in materia di prestazioni appaiono azzeccate, con le macchine più veloci che fanno registrare velocità attorno a 250-270 km/h. Al primo controllo di Verona, Paolo Marzotto su Ferrari transita leader con una media di 198 km/h. Subito dopo però cominciano i problemi di gomme per le Ferrari: proprio Marzotto esce di strada per il distacco del battistrada. Al controllo di Ravenna in testa c’è Eugenio Castellotti, che pilota una Ferrari 4500. La sua media è di 192,500 km/h. Dietro di lui Stirling Moss su Mercedes e Taruffi su Ferrari. Le cose peggiorano per le gomme della Ferrari: Castellotti lamenta due volte il distacco del battistrada e a Porto San Giorgio abbandona. 
 
 
L’ATTACCO DI MOSS - A Pescara leader della gara è Piero Taruffi su Ferrari a 190 km/h di media, e con Moss che si avvicina sempre di più: il vantaggio del primo è di soli 15 secondi. Il giovane inglese della Mercedes è scatenato, e infatti al passaggio di Roma è lui il leader della Mille Miglia, davanti a Taruffi, Kling (Mercedes) e Fangio (Mercedes). Dopo pochi chilometri, anche Taruffi abbandona, per rottura della pompa dell’olio della sua Ferrari. Tra Toscana ed Emilia, sul Passo della Futa a dover abbandonare è anche Herrmann su Mercedes, mentre Fangio prosegue ma con il motore che funziona “a 7”: è secondo dietro a Moss ma con un distacco di 27 minuti. Moss continua ad aggredire la strada con grande determinazione. 
 
UN RECORD NELLA LEGGENDA - Per quattro volte l’inglese della Mercedes sbanda e esce di strada, ma sempre senza conseguenze, così da riuscire a mantenere la testa sino a Brescia, dove taglia il traguardo 10 ore 7 minuti e 48 secondi dopo la partenza, al termine del percorso di 1.592 km. La sua media è da record: 157,650 km/h, ben 15 km in più del record precedente. Per la cronaca, il record di Moss è rimasto imbattuto, dato che dopo l’edizione del 1955 la Mille Miglia di velocità è stata disputata solo nel 1956 e nel 1957 senza superare il primato di Moss, che è così diventato leggendario come il numero di gara 722 della sua Mercedes (foto qui sopra), che poi altro non era che l’ora di partenza della vettura.
 
CONSAPEVOLEZZA - Al termine della corsa, Stirling Moss, riassunse con efficacia quella cavalcata di 10 ore attraverso l’Italia: “Credo che non mi capiterà mai più di vincere in condizioni così ideali di strada, di pubblico, di bellezze naturali, di efficienza del mezzo meccanico”.


Aggiungi un commento
Ritratto di porsche 356
18 maggio 2015 - 16:03
Fortunato che l'ho anche toccata, e anche questa volta sono passate l'eredi dell' unica MITICA 722. Difficile far credere a chi non era presente al passaggio di Moss, Fangio che passavano nei centri abitati ,naturalmente a traffico chiuso a 200 all'ora e anche di più dove c'erano dei rettilinei. Io c'ero e non scorderò mai l'emozione di quelle ore.
Ritratto di albanese franco
18 maggio 2015 - 16:25
Io c'ero a la ricordo come fosse ieri. Stupenda e purtroppo finita dopo due anni!