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Mini Challenge: dalla strada alla pista

5 giugno 2017

Sul circuito di Misano Adriatico abbiamo portato in gara la Mini John Cooper Works in versione Lite: un bolide da 231 CV molto vicino al modello di serie.

Mini Challenge: dalla strada alla pista

HA L’AGILITÀ NEL DNA - Nonostante negli anni sia cresciuta nelle dimensioni, la Mini resta sempre una delle vetture più agili e coinvolgenti. Quello che gli appassionati del marchio inglese chiamano go-kart feeling, è una sensazione che poche auto sanno dare: lo sterzo che risponde prontissimo ai comandi, il baricentro basso e l’elevata tenuta di strada garantiscono un grande divertimento tra le curve. Soprattutto se ci si mette al volante della versione più “cattiva”, la John Cooper Works, che sotto il corto cofano monta un duemila da ben 231 cavalli. Tanti, soprattutto se devono spingere solo 1200 kg… Ma come si comporta questa sportivetta in una gara, anzi in un campionato vero e proprio? Lo abbiamo scoperto lo scorso weekend sul circuito di Misano, dove si è svolta la seconda tappa del Mini Challenge (leggi qui  per saperne di più su costi e calendario). 

DUE TROFEI IN UNO - Il campionato, giunto alla sesta edizione in Italia, vede in pista una ventina di vetture. Di queste, dodici appartengono alla categoria Pro: motore potenziato a 265 CV, assetto e gomme specifici, cambio elettroattuato a innesti frontali. Insomma, una lontana parente del modello di serie… È invece nella categoria Lite che corrono sei Mini John Cooper Works molto più simili alla versione stradale. Motore e cambio (manuale) sono rigorosamente quelli che i clienti del marchio inglese possono saggiare nell’uso di tutti i giorni. L’abitacolo è svuotato del superfluo (sedili, rivestimenti fonoassorbenti, eccetera) per ridurre il peso. Restano solo alcune parti della plancia, come i classici comandi a bilanciere per avviare il motore, o la rotella attorno al cambio per impostare la modalità di guida: ovviamente in pista si usa quella più sportiva, ma volendo… L’alleggerimento viene compensato dall’aggiunta del roll-bar di protezione, che porta l’ago della bilancia intorno ai 1100 kg: un dato non molto distante dal peso del modello di serie. Altre modifiche riguardano gli ammortizzatori, di tipo regolabile e specifici per le gare, le pastiglie dei freni (i dischi e le pinze, invece, sono invece quelli della John Cooper Works). E ovviamente le gomme, slick in caso di gara sull’asciutto o “rain” nei weekend piovosi. A noi, sul circuito di Misano, sono servite le prime.

QUESTO CIRCUITO SEMBRA FATTO PER LEI - Il sole del primo weekend di giugno ha reso cocente l’asfalto del circuito romagnolo, e l’aderenza ne ha guadagnato, soprattutto nei giri con pneumatici nuovi (più stretti quelli delle Lite, che infatti anche in curva hanno una velocità leggermente inferiore rispetto alle Pro). Nelle prove libere del venerdì, invece, abbiamo girato con le gomme già utilizzate nel precedente weekend di gare, giusto per prendere confidenza con la “nostra” Mini John Cooper Works Lite, la numero 70. Agilità e tenuta di strada sono comunque elevatissime. L’esaltazione del concetto di go-kart feeling è palese nella cosiddetta variante del parco, subito dopo la partenza: si affronta in quarta marcia la prima curva verso destra portando più velocità possibile, raddrizzando le ruote per qualche istante e frenando per poi buttarsi tutti a sinistra. Da lì si riaccelera per arrivare alla Rio, che nella prima delle due svolte a destra è il punto più lento di tutto il tracciato. Inizia poi una parte relativamente facile, che porta alla staccata della Quercia: è questo il punto migliore per sorpassare perché chi frena meglio può spuntarla sull’avversario. È forse una delle curve più belle per apprezzare il comportamento della Mini, che, anche nelle arrivando con l’auto scomposta, si lascia condurre in maniera intuitiva.

TRASMETTE SICUREZZA - Dopo la Quercia si riaccelera verso il tornante successivo, il Tramonto, nome che capiremo meglio nelle qualifiche del venerdì sera. Già, perché verso le venti il sole che sta calando punta dritto negli occhi dei piloti, rendendo ancora più impegnativo impostare al meglio la traiettoria. Che, invece, è fondamentale non sbagliare, perché uscendo bene si guadagna velocità per affrontare al meglio la parte più emozionante della pista, quella col curvone da affrontare in pieno in quinta marcia (o in sesta, nel caso delle Pro), a quasi 200 km/h, prima di frenare con decisione (e con la macchina leggeremente sbilanciata) dopo la curva numero 12. Anche in queste situazioni la nostra Mini John Cooper Works si rivela “sincera”: gli inevitabili movimenti del retrotreno non impensieriscono, anzi favoriscono l’inserimento nella curva successiva, la numero 13, da affrontare in quarta. Poi arriva “il Carro”, una svolta secca a destra in cui è facile farsi prendere dalla tentazione di entrare troppo forte, uscendo inevitabilmente piano… Bisogna, invece, imparare a frenare molto e a posticipare l’inserimento, in modo da raddrizzare il volante presto in uscita di curva e dare gas prima per affrontare le due veloci curve a sinistra che portano sul rettilineo finale.

RIVALI IN PISTA, AMICI FUORI - Chilometro dopo chilometro la confidenza con la nostra Mini John Cooper Works aumenta sempre di più, ma i giri di qualifica finiscono in fretta: dobbiamo preservare le gomme per la gara. A noi tocca la manche di domenica, mentre Paolo, un collega di un’altra testata giornalistica, corre sabato. Meccanici e team ci mettono entrambi a nostro agio, e anche nel “villaggio Mini” (la struttura di box e hospitality per piloti e visitatori) si respira un’aria famigliare: anche i concorrenti più agguerriti conservano la loro rivalità per la pista, mentre nel paddock il clima è rilassato. Entrambe le manche si svolgono senza problemi per la “nostra” Mini. Non è così per altri piloti, che nei vari testa a testa che rendono così spettacolare questo campionato non mancano qualche volta di toccarsi, con conseguenze talvolta serie per le loro vetture. I risultati delle due manche vedono in gara 1 prevalere Luca Rangoni davanti a Simone Iaquinta e Alessio Alcidi, mentre l’esperto pilota di casa (nonché leader del campionato) Gianluca Calcagni deve accontentarsi di un quarto posto a causa di un problema al cambio. Il riscatto viene dal suo compagno di squadra Filippo Maria Zanin, che vince gara 2 con cinque secondi di vantaggio su Alessio Alcidi, seguito da Tobia Zarpellon. Per la classifica riservata alle Mini John Cooper Works Lite sul podio salgono Gabriele Giorgi, Gianluca Nigro e Paolo Necchi al termine della prima gara. Nella seconda manche si impone ancora Giorgi, seguito da Necchi e da Giampiero Pindari. Prossima manche a Monza, nel weekend del 17 e 18 giugno. E sarà ancora uno spettacolo garantito…

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Ritratto di bravehearth
5 giugno 2017 - 19:42
Bellissima la Mini. E' un'auto unica
Ritratto di bravehearth
5 giugno 2017 - 19:42
Bellissima la Mini. E' un'auto unica. Altro che 500 abarth che si ribalta in curva
Ritratto di nicktwo
5 giugno 2017 - 20:02
i monomarca sono himo un po' non troppo attraenti per chi li vede dall' esterno.. un bimarca mini-abarth ergon catalizzerebbe maggior interesse, ihmo... saluti
Ritratto di GranNational87
6 giugno 2017 - 08:36
3
senza dubbio susciterebbe maggior interesse per il pubblico ma non credo che i piloti di abarth sarebbero contenti di gareggiare contro mini... =(
Ritratto di nicktwo
6 giugno 2017 - 09:44
e perche', non mi senbra che mini sta messa peggio di abarth? ...ihmo come auto mi sembrano prestazionalmente albastanza equiparabili: la mini-mini-mini cooper works fa 0-100 in 6.3sec, che e' anche meglio della abarth 124 che lo fa in 6.8,,, poi vabbe' la abarth 500-695 biposto li fa in soli 5.9sec ma potrebbero mettergli qualche tipo di zavorra per colmierarne le prestazioni... ergon, himo fattibilissimo... saluti
Ritratto di Black Ice
6 giugno 2017 - 12:37
1
La 695 fa lo 0-100 in 5.9 secondi solo secondo i numeri fantasiosi dichiarati a casaccio dalla casa, nel mondo reale impiega 6,3 secondi (rilevamenti alvolante) e si ferma a una velocità ridicola di 222 km/h, mentre una Mini John Cooper Works pur costando quasi la metà impiega 6.1 secondi e arriva a 246 km/h. La differenza principale fra le due però e che la Mini va come un missile e fa le curve, mentre la 500 al primo cordolo si ribalta https://www.youtube.com/watch?v=PpeS5AwOXQI, sarebbe pericoloso per i piloti della Mini careggiare contro quei kamikaze con le 500, poi sarebbe noioso guardare una gara dove tutte le Mini arrivano al traguardo mentre tutte le 500 dopo il terzo giro finiscono ribaltate....
Ritratto di nicktwo
6 giugno 2017 - 13:42
seee infatti, per la f1 e il dtm dall'anno prossimo non si correra' piu' tutti assieme a battagliare in pista,,, ma erghon prenderanno i video che si trovano su yt di una e dell'altra monomarca e da li' faranno le classifiche... bah... imo... saluti
Ritratto di nicktwo
6 giugno 2017 - 13:51
* monoposto
Ritratto di GranNational87
6 giugno 2017 - 15:00
3
InMyHumble(Honest)Opinion viene abbreviato come IMHO, non himo ihmo ihihmoho imohhhh XD comunque (lasciando stare la 124 che non c'entra) la 500 non tiene i ritmi della mini in pista...però pensavo alla fine gareggiano jcw pro da 265cv con le normali jcw quindi già abbiamo due diverse "fasce"...poi chissà, magari lo scorpione riserva qualche sorpresa ;)
Ritratto di GranNational87
6 giugno 2017 - 15:01
3
pps: vedo che usi spesso "ergo" che significa "quindi" in latino...non è ergoh, ergonn, ergohhhhnn XD
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