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Mitsubishi L200: grandi ambizioni

25 luglio 2015

Arriva la nuova generazione del pick-up Mitsubishi che si propone di innovare la logica di questo genere di veicoli.

Mitsubishi L200: grandi ambizioni
QUINTO CAPITOLO - È arrivato alla fase di lancio commerciale il nuovo pick-up Mitsubishi L200, cioè la quinta generazione di un modello che si può dire abbia contribuito grandemente alla creazione di questa tipologia di veicolo. E i dati di vendita testimoniano efficacemente questa importanza del modello: dal 1982, quando fu presentato il primo L200, ne sono stati venduti oltre 4,1 milioni nel mondo.
 
MIX DI PERSONALITÀ - A settembre 2015 sarà disponibile la nuova generazione, inizialmente solo nella configurazione Double Cabin, poi anche con la configurazione standard. Il quinto Mitsubishi L200 arriva con un significativo carico di novità, che la casa costruttrice afferma che riguardano 330 settori. Ciò pur mantenendo lo stesso concetto di base su cui sono stati sviluppati i modelli precedenti: l’intreccio strettissimo tra una personalità di veicolo da lavoro con quella sempre più apprezzata di mezzo per il tempo libero. Cioè la filosofia che ha fatto la fortuna dei pick-up.
 
PROFILO AERODINAMICO - Le novità cominciano dal design, con una linea più profilata e il frontale caratterizzato dalle forme arrotondate; tutto è ben sintetizzato nel notevole coefficiente di penetrazione aerodinamica: il cx che per il nuovo Mitsubishi L200 è di 0,40, davvero notevole per un pick-up. Grandi innovazioni poi le presenta la struttura completamente nuova e realizzata con acciai speciali. 
 
 
SPAZIO E COMFORT - Ma dove il nuovo Mitsubishi L200 mostra di essere il primo capitolo di una nuova fase dei pick-up è nell’abitacolo, ideato per ospitare anche 5 persone, e non solo per spostamenti brevi. La possibilità di reclinare i sedili posteriori di 25 gradi rende il nuovo L200 adatto anche a viaggi lunghi, senza sacrifici da parte dei passeggeri. Tutto ciò abbinato a significative capacità di carico. E questa valenza da vettura per lunghe distanze non è fatta solo dallo spazio disponibile nell’abitacolo; la dotazione tiene conto di questo obiettivo, così nell’elenco dell’equipaggiamento si ritrova anche il climatizzatore bi-zona capace di abbattere anche le temperature più torride (da 50 a 20 gradi dichiara la Mitsubishi) appunto come sulle berline di bon ton. 
 
SICUREZZA DA BERLINA SUPERIORE - Non manca poi una notevole attenzione alla sicurezza, così da rendere il nuovo Mitsubishi L200 un nuovo riferimento in materia. La cabina/abitacolo è dotata da sette airbag e lo sterzo ha il piantone retrattile, ma soprattutto è ricca la dotazione di sistemi di assistenza alla guida. L’elenco comprende il dispositivo che avvisa se si sta abbandonando la propria corsia di marcia, quello per la stabilità dell’eventuale rimorchio, l’aiuto nelle partenze in salita, e l’Abs con distribuzione della potenza di frenata sulle quattro ruote. C’è inoltre l’Active Stability & Traction Control che aiuta a controllare stabilità e trazione del mezzo, garantendo una notevole aggiunta in sicurezza. Aspetto tecnico significativo del Mitsubishi L200 è la sua combinazione tra il comfort interno e la manovrabilità. Grazie al passo non esagerato, il raggio minimo di sterzata risulta di 5,9 metri, che pare incredibile a vedere l’imponenza del veicolo. Una dote importante per gli usi fuoristradistici su stradine sacrificate.
 
UN NUOVO TURBODIESEL 2.4 - Nell’elenco delle novità proposte dal nuovo Mitsubishi L200 c’è anche un nuovo motore, sviluppato a “quattro mani” dalla Mitsubishi Motors e dalla Mitsubishi Heavy Industries (che produce camion). Si tratta di un turbodiesel 2.4 a 16 valvole e con regolazione variabile della distribuzione (una prima su un pick-up). La nuova unità ha testata e blocco in alluminio, cosa che regala un peso più contenuto di 30 kg. La potenza erogata è di 180 CV, con coppia massima di 430 Nm a 2.500 giri. Così motorizzato il Mitsubishi L200 è in grado di compiere l’accelerazione 0-100 km/h in 10,4 secondi.
Mitsubishi L200
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Ritratto di IloveDR
25 luglio 2015 - 12:40
4
è ormai un classico nel panorama dei pick-up disponibili nel mercato italiano e la migliore concorrenza è comunque sempre giapponese. Forse questo veicolo in futuro sarà rimarchiato Fiat Professional, ma vabbè la politica dei rimarchiamenti è fallimentare, vedi inglesi e americani che fine hanno fatto con questo modo barbaro di lavorare.
Ritratto di Fojone
25 luglio 2015 - 13:02
non è proprio così fallimentare... il mondo è pieno di "polli"! ci sono inglesi che non comprerebbero mai una tedesca Opel Astra, ma si comprano una britannica Vauxhall Astra... allo stesso modo ci saranno italiani che non hanno mai considerato l'idea di acquistare un Giapponese L200, ma si compreranno la versione marchiata Fiat Professional....
Ritratto di Bear Boss
25 luglio 2015 - 18:52
Inglesi che non comprerebbero mai una Opel Astra ma una Vauxhall Astra si...non sarà mica perché Opel non esiste proprio come marchio in Inghilterra e se vuoi una Opel devi per forza prendere una Vauxhall :-)
Ritratto di Fojone
26 luglio 2015 - 12:09
e secondo te come mai usano 2 marchi diversi? sul suolo britannico il marchio Opel non riesce a restare attaccato al cofano? Opel in inglese è una parolaccia? gli inglesi non riescono a pronunciare il nome Opel? (del resto i Cinesi non riuscendo a dire Rover si sono inventati Roewe...)
Ritratto di M93
27 luglio 2015 - 09:15
@Fojone - Il tuo ragionamento fila e, in soldoni, si tratta di "campanilismo", potremmo dire. Sul marchio Rover in Cina, la ragione, è più che altro di copyright e commerciale: per ovviare a tali problemi, nel 2006 hanno optato per Roewe (onore e prestigio, in lingua cinese), in modo tale da ricordare il vecchio marchio ma senza "rischiare" in termini legali. Un saluto.
Ritratto di Vespa Primavera
27 luglio 2015 - 09:33
In realtà anche volendo non esiste il fonema "R" in lingua cinese, come correttamente detto sopra. Una eventuale versione Fiat di questo pick up venderebbe qualche esemplare in più in Italia, sia perché il brand è più noto sia per la ben più ampia rete di vendita e assistenza. Ma è chiaro che anche cosi l'auto rimarrà comunque di nicchia nel bel paese.
Ritratto di M93
27 luglio 2015 - 13:25
@Paride - Assolutamente si, anche il motivo linguistico ha avuto il suo ruolo: diciamo che con il nome Roewe, hanno preso due piccioni con una f@va (per quest'ultimo termine mi segnava "non permesso") ;) Di certo la versione Fiat del Mitsubishi L200 avrà qualche possibilità in più, per via del marchio, ma questo tipo di veicoli, i pick-up, hanno una quota di mercato molto limitata da noi. Sono comunque curioso di vedere la versione "nostrana". Un saluto.
Ritratto di AlexTurbo90
29 luglio 2015 - 01:45
@Paride) Si confermo, tecnicamente in lingua cinese non esiste il fonema "R" e, nel caso del Marchio Roewe, esso in Cina viene pronunciato "Gioeuue"!
Ritratto di Bear Boss
27 luglio 2015 - 11:11
Lo scopo finale di GM (di cui Vauxhall fa parte) rimarchiando le Opel col brand Vauxhall era solo quello di standardizzare al massimo le sue linee di montaggio (fonte Wiki) e non quello di vendere più Opel possibili in GB, infatti e' solo dal 1970 che le Vauxhall sono prodotti Opel rimarchiati. Di certo oggi tra l'esterofilia che impazza in GB e la passione stessa degli inglesi per qualunque cosa sia tedesca (o abbia un nome tedesco) venderebbero molte più auto col marchio Opel che Vauxhall.
Ritratto di Fojone
27 luglio 2015 - 12:49
infatti è risaputo che gli inglesi amano alla follia i tedeschi.... li adorano a tal punto che non hanno voluto usare una moneta in comune con loro (ora è facile dire che sia stato un idea geniale non entrare nell'Euro ma nel 2001 praticamente tutto il mondo avrebbe voluto entrarci) e poi sono talmente esterofili che ritengono che il resto del mondo guidi sul lato sbagliato della strada... infatti BMW invece di vendere una piccola auto col proprio marchio ha creato il marchio Mini proprio perchè ne voleva vendere poche...
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